Studio Legale
Rossignoli e Associati

Testo del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 95 del 24 aprile 2017), coordinato con la legge di conversione 21 giugno 2017, n. 96 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017, n. 50 

 

Testo del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 95 del 24 aprile 2017), coordinato con la legge di conversione 21 giugno 2017, n.96 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.».

 

 

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2017 – Suppl. Ordinario n. 31)


 

Titolo I
DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI FINANZA PUBBLICA
Capo I
Disposizioni in materia di entrate

Art. 1

Disposizioni per il contrasto all’evasione fiscale

1. All’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modifiche:

   a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti  di amministrazioni pubbliche, come definite dall’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e integrazioni, per le quali i cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia d’imposta sul valore aggiunto, l’imposta e’ in ogni caso versata dai medesimi secondo modalita’ e termini fissati con decreto del   Ministro dell’economia e delle finanze.»;

   b) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

«1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:

   a) societa’ controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, nn. 1) e 2), del codice civile, direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri;

   b) societa’ controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, direttamente dalle   regioni, province, citta’ metropolitane, comuni, unioni di comuni;

   c) societa’ controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, dalle societa’ di cui alle lettere a) e b), ancorche’ queste ultime rientrino fra le societa’ di cui alla lettera d) ovvero fra i soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;

   d) societa’ quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana; con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 1 puo’ essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario.

1-ter. Le disposizioni del presente articolo si applicano fino al termine di scadenza della misura speciale di deroga rilasciata dal Consiglio dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 395 della direttiva 2006/112/CE.

1-quater. A richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o i committenti di cui ai commi 1 e 1-bis devono rilasciare un documento attestante la loro riconducibilita’ a soggetti per i quali si applicano le disposizioni del presente articolo. I cedenti   e prestatori   in   possesso   di   tale   attestazione   sono   tenuti all’applicazione del regime di cui al presente articolo.

1-quinquies. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano agli enti pubblici gestori   di   demanio   collettivo, limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico.

   c) il comma 2 e’ abrogato.

   c-bis) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e societa’».

2. All’articolo 1, comma 633, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole «degli enti pubblici» sono sostituite dalla parola «dei».

3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalita’ di attuazione delle norme di cui ai commi 1 e 2 .

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano   alle operazioni per le quali e’ emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017.

4-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2018 i rimborsi da conto fiscale di cui all’articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, sono pagati direttamente ai contribuenti dalla struttura di gestione prevista dall’articolo 22, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a valere sulle risorse finanziarie disponibili sulla contabilita’ speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio».

4-ter. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono disciplinate le modalita’ di attuazione del comma 4-bis.

4-quater. Le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpretano nel senso che esse si applicano alle prestazioni di trasporto di veicoli al seguito di passeggeri in quanto accessorie rispetto alle prestazioni principali di trasporto   di   persone,   assoggettate all’imposta sul valore aggiunto con le aliquote ridotte del 5 e del 10 per cento, ai sensi del numero 1-ter) della parte II-bis della tabella A e del numero 127-novies) della parte III della tabella A allegata al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, nonche’, fino al 31 dicembre 2016, esenti dall’imposta ai sensi dell’articolo 10, primo comma, numero 14), del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.

4-quinquies. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, estende l’ambito di applicazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 22 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2005, anche al settore dei combustibili per autotrazione, in applicazione dell’articolo 60-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Art. 1 bis

Procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata

1. Le societa’ e gli enti di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 1 miliardo di euro annui e che effettuino cessioni di beni e prestazioni di servizi nel territorio dello Stato per un ammontare superiore a 50 milioni di euro annui avvalendosi del supporto dei soggetti di cui alla lettera a) del medesimo comma 1 dell’articolo 73 o di stabili organizzazioni in Italia di societa’ di cui alla citata lettera d), appartenenti al medesimo gruppo societario, possono avvalersi della procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata di cui al presente articolo per la definizione dei debiti tributari dell’eventuale stabile organizzazione presente nel territorio dello Stato.

2. I soggetti di cui al comma 1, che ravvisino la possibilita’ che l’attivita’ esercitata nel territorio dello Stato costituisca una stabile organizzazione, possono chiedere all’Agenzia delle entrate una valutazione della sussistenza dei requisiti che configurano la stabile organizzazione stessa, mediante presentazione di apposita istanza   finalizzata   all’accesso   al   regime   dell’adempimento collaborativo di cui al titolo III del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128.

3. Ai fini della determinazione del fatturato consolidato del gruppo multinazionale cui appartengono i soggetti di cui al comma 1, si considera il valore piu’ elevato delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi indicate nel bilancio consolidato relativo all’esercizio precedente a quello in corso alla data di presentazione dell’istanza e ai due esercizi anteriori.

4. Ai fini della determinazione dell’ammontare delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da parte dei soggetti di cui al comma 1, si considera il valore piu’ elevato delle medesime cessioni di beni e prestazioni di servizi indicate nel bilancio relativo all’esercizio precedente a quello in corso alla data di presentazione dell’istanza e ai due esercizi anteriori. Ai medesimi fini si tiene conto anche delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate dai   soggetti, residenti o non residenti, che si trovino, nei confronti delle societa’ e degli enti di cui al comma 1 del presente articolo, nelle condizioni di cui all’articolo 110, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente   della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

5. Qualora in sede di interlocuzione con l’Agenzia delle entrate sia constatata la sussistenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, per i periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni, il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate invia al contribuente un invito ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, al fine di definire, in contraddittorio con il contribuente, i debiti tributari della stabile organizzazione.

6. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 che estinguono i debiti tributari della stabile organizzazione, relativi ai periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni, versando le somme dovute in base all’accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, le sanzioni amministrative applicabili ai sensi dell’articolo 2, comma 5, del medesimo decreto legislativo n. 218 del 1997 sono ridotte alla meta’.

7. Il reato di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, non e’ punibile se i debiti tributari della stabile organizzazione nel territorio dello Stato, relativi ai periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni, comprese sanzioni amministrative e interessi, sono estinti nei termini di cui al comma 6 del presente articolo.

8. In caso di mancata sottoscrizione dell’accertamento per adesione ovvero di omesso o parziale versamento delle somme dovute, non si producono gli effetti di cui al comma 7. In relazione ai periodi d’imposta e ai tributi oggetto dell’invito di cui al comma 5, il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di notificazione dell’invito o di redazione dell’atto di adesione, accerta le imposte e gli interessi dovuti e irroga le sanzioni nella misura ordinaria. La disposizione di cui al presente comma si applica anche in deroga ai termini di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

9. Entro trenta giorni dalla data di esecuzione dei versamenti di cui al comma 6, l’Agenzia delle entrate comunica all’autorita’ giudiziaria competente l’avvenuta definizione dei debiti tributari della stabile organizzazione ai fini di quanto previsto al comma 7.

10. I soggetti di cui al comma 1 nei cui confronti e’ stata constatata l’esistenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato e che hanno estinto i debiti tributari della stessa con le modalita’ di cui al comma 6, a prescindere dall’ammontare del volume d’affari o dei ricavi della stabile organizzazione, possono accedere al regime dell’adempimento collaborativo al ricorrere degli altri requisiti previsti dal decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128.

11. Non possono avvalersi delle previsioni del presente articolo le societa’ e gli enti di cui al comma 1 che abbiano avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni e verifiche,   dell’inizio   di qualunque attivita’ di controllo amministrativo o dell’avvio di procedimenti penali, relativi all’ambito di applicazione dell’istanza di cui al medesimo comma 1. La preclusione opera anche nelle ipotesi in cui la formale conoscenza delle circostanze di cui al primo periodo e’ stata acquisita dai soggetti che svolgono le funzioni di supporto di cui al medesimo comma 1.

12. Resta ferma la facolta’ di richiedere all’amministrazione finanziaria la valutazione preventiva della sussistenza o meno dei requisiti che configurano una stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato ai sensi della lettera c) del comma 1 dell’articolo 31-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

13. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le modalita’ di attuazione del presente articolo.

14. Le entrate rivenienti dalle disposizioni di cui ai commi da 1 a 13 affluiscono ad appositi   capitoli   ovvero   capitoli/articoli dell’entrata del bilancio dello Stato. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio delle predette entrate ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 15.

15. Le entrate risultanti dal monitoraggio di cui al comma 14 sono destinate, anche mediante riassegnazione, al Fondo per le non autosufficienze, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e al Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all’articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, per un ammontare non inferiore a 100 milioni di euro annui, e per la restante parte al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all’articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

Il Ministro dell’economia e delle finanze e’   autorizzato   ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 1 ter

Modifiche alla disciplina della voluntary disclosure

1. All’articolo 5-octies, comma 1, del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo la lettera a) e’ inserita la seguente:

«a-bis) se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all’estero di cui all’articolo 6, comma 1, lettere c) e d), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non si applica l’articolo 165, comma 8, del medesimo testo unico»;

b) alla lettera c), dopo le parole: «del presente articolo» sono inserite le seguenti: «, nonche’ per le imposte di cui all’articolo 19, commi 13 e 18, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;

c) alla lettera g):

1) all’alinea, le parole: «alla lettera e)» sono sostituite dalle seguenti: «alla lettera f)»;

2) al numero 2), le parole: «del numero 1) della presente lettera » sono sostituite dalle seguenti: «della lettera e)» e dopo le parole: «le somme da versare del 10 per cento» sono aggiunte le seguenti: «.

L’importo delle somme da versare, calcolato a   seguito   della maggiorazione di cui al periodo precedente, compreso quanto gia’ versato, non puo’ essere comunque superiore a quello determinato ai sensi del numero 1) della presente lettera»;

3) al numero 3), le parole: «del numero 1) della presente lettera » sono sostituite dalle seguenti: «della lettera e)» e dopo le parole: «le somme da versare del 3 per cento» sono aggiunte le seguenti: «.

L’importo delle somme da versare, calcolato a   seguito   della maggiorazione di cui al periodo precedente, compreso quanto gia’ versato, non puo’ essere comunque superiore a quello determinato ai sensi del numero 1) della presente lettera».

2. La disposizione di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo si applica anche agli atti emanati ai sensi dell’articolo 5-quater, comma 1, lettera b), del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, non ancora definiti alla data di entrata in vigore della disposizione medesima. In ogni caso non si fa luogo al rimborso delle imposte gia’ pagate.

Art. 1 quater

Disposizioni in materia di rilascio del certificato

di regolarita’ fiscale e di erogazione dei rimborsi

1. I certificati di regolarita’ fiscale, compresi quelli per la partecipazione alle procedure di appalto di cui all’articolo 80, comma 4, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nel caso di definizione agevolata di debiti tributari ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre   2016,   n.   193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, sono rilasciati a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di volersene avvalere effettuata nei termini di cui al comma 2 dello stesso articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, limitatamente ai carichi definibili oggetto della dichiarazione stessa.

2. La regolarita’ fiscale viene meno dalla data di esclusione dalla procedura di definizione agevolata di cui all’articolo 6   del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, anche a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui e’ stato dilazionato il pagamento delle somme dovute ai fini della predetta definizione.

3. I rimborsi di imposte e tasse sono erogati, ove sussistano i relativi presupposti, a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di volersi avvalere della definizione agevolata dei debiti tributari nei termini di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, limitatamente ai carichi definibili oggetto della dichiarazione stessa. Nei casi di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui e’ stato dilazionato il pagamento delle somme dovute ai fini della predetta definizione agevolata, l’erogazione del rimborso puo’ essere sospesa ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

Art. 2

Modifiche all’esercizio

del diritto alla detrazione dell’IVA

1. All’articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed e’ esercitato al piu’ tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione e’ sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.»

2. All’articolo 25, primo comma , del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole da: «, ovvero» a «imposta.» sono sostituite dalle seguenti: «nella quale e’ esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione   annuale   relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.»

2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017.

Art. 2 bis

Interpretazione autentica in materia di regime dell’imposta sul

valore aggiunto per i servizi di vitto e di alloggio in favore degli

studenti universitari

1. L’articolo 10, primo comma, numero 20), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpreta nel senso che vi sono compresi i servizi di vitto e di alloggio resi in favore degli studenti universitari dagli istituti o enti per il diritto allo studio universitario istituiti dalle regioni.

2. In considerazione dell’incertezza interpretativa pregressa, sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti dagli istituti o enti di cui al comma 1 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Non si fa luogo al rimborso dell’imposta sul valore aggiunto erroneamente   applicata   sulle operazioni effettuate ne’ al recupero della medesima imposta assolta sugli acquisti erroneamente detratta; i contribuenti di cui al primo periodo del presente comma operano comunque la rettifica della detrazione, prevista per i casi di mutamento del regime fiscale delle operazioni attive ai sensi dell’articolo 19-bis2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

3. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ ridotta di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

Art. 3

Disposizioni in materia di contrasto

alle indebite compensazioni

1. All’articolo 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) al primo periodo sono soppresse le   parole:   «di   cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602» e le parole «15.000 euro annui» sono sostituite con le parole «5.000 euro annui»;

   b) dopo l’ultimo periodo e’ aggiunto il seguente: «Nei casi di utilizzo in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti di cui al presente comma in violazione dell’obbligo di apposizione del visto   di conformita’ o della sottoscrizione di cui, rispettivamente, al primo e al secondo periodo sulle dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero nei casi di utilizzo in compensazione ai sensi dello stesso articolo 17 dei crediti che emergono da dichiarazioni con visto di conformita’ o sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli abilitati, con l’atto di cui all’articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, l’ufficio procede al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle modalita’ di cui al primo periodo e dei   relativi   interessi,   nonche’ all’irrogazione delle sanzioni.»

2. All’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  3 agosto 2009, n. 102 , sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al numero 7:

1) il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione   il   credito   annuale   o infrannuale dell’imposta sul valore aggiunto per importi superiori a 5.000 euro annui hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformita’ di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla dichiarazione o sull’istanza da cui emerge il credito»;

2) al secondo periodo, dopo le parole: «In alternativa   la dichiarazione» sono inserite le seguenti: «o l’istanza»;

3) dopo il quarto periodo e’ aggiunto il seguente:

«Nei casi di utilizzo in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti di cui al presente comma in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformita’ o della sottoscrizione di cui, rispettivamente, al primo e al secondo periodo sulle dichiarazioni o istanze da cui emergono i crediti stessi, ovvero nei casi di utilizzo in compensazione ai sensi dello stesso articolo 17 dei crediti che emergono da dichiarazioni o istanze con visto di conformita’ o sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli abilitati, con l’atto di cui all’articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, l’ufficio procede al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle modalita’ di cui al primo periodo e dei relativi interessi, nonche’ all’irrogazione delle sanzioni.»

   b) al numero 7-bis le parole: «15.000 euro» sono sostituite dalle seguenti «5.000 euro».

3. All’articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, le parole: «per importi superiori a 5.000 euro annui,» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’imposta regionale sulle attivita’ produttive e dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi».

4. All’articolo 1, comma 422, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per il pagamento delle somme dovute, di cui al periodo precedente, non e’ possibile avvalersi della compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In caso di iscrizione a ruolo delle somme dovute, per il relativo pagamento non e’ ammessa la compensazione prevista dall’articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122».

4-bis. All’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, terzo periodo, le parole: «a partire dal giorno sedici del mese successivo» sono sostituite dalle seguenti: «a partire dal decimo giorno successivo»;

b) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

«2-ter. Qualora il credito di imposta utilizzato in compensazione risulti superiore all’importo previsto dalle disposizioni che fissano il limite massimo dei crediti compensabili ai sensi del presente articolo, il modello F24 e’ scartato. La progressiva attuazione della disposizione di cui al   periodo   precedente   e’   fissata   con provvedimenti del direttore   dell’Agenzia   delle   entrate.   Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono altresi’ indicate le modalita’ con le quali lo scarto e’ comunicato al soggetto interessato».

4-ter. All’articolo 3, comma 1-ter, della legge 3 agosto 2004, n. 206, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I soggetti di cui al primo periodo del presente comma possono ottenere l’iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, secondo le modalita’ previste per i soggetti di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407».

4-quater. A decorrere dal 1º gennaio 2018, in luogo di quanto previsto dall’articolo 7, comma 1, primo periodo, della legge 3 agosto 2004, n. 206, ai trattamenti diretti dei pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, dei loro superstiti nonche’ dei familiari di cui all’articolo 3 della citata legge n. 206 del 2004 e’ assicurata, ogni anno, la rivalutazione automatica in misura pari alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. In ogni caso ai trattamenti di cui al primo periodo del presente comma si applica un incremento annuale in misura pari, nel massimo, all’1,25 per cento calcolato sull’ammontare dello stesso   trattamento   per   l’anno precedente, secondo l’articolazione indicata dall’articolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n.   388,   da   riferire   alla   misura dell’incremento medesimo. Gli incrementi di cui al secondo periodo del presente comma sono compresi in quelli di cui al primo periodo del presente comma, se inferiori, sono alternativi, se superiori.

4-quinquies. All’onere derivante dal comma 4-quater, valutato in 417.000 euro per l’anno 2019, 820.000 euro per l’anno 2020, 1.163.000 euro per l’anno 2021, 1.518.000 euro per l’anno 2022, 1.881.000 euro per l’anno 2023, 2.256.000 euro per l’anno 2024, 2.640.000 euro per l’anno 2025, 3.035.000 euro per l’anno 2026 e 3.439.000 euro a decorrere dall’anno 2027, si provvede, quanto a 200.000 euro per l’anno 2019, a 820.000 euro per l’anno 2020, a 1.163.000 euro per l’anno 2021, a 1.518.000 euro per l’anno 2022, a 1.881.000 euro per l’anno 2023, a 2.256.000 euro per l’anno 2024, a 2.640.000 euro per l’anno 2025, a 3.035.000 euro per l’anno 2026 e a 3.439.000 euro a decorrere dall’anno 2027, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, quanto a 217.000   euro   per   l’anno   2019,   mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui   all’articolo   10,   comma   5,   del decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

4-sexies. Agli oneri valutati di cui al comma 4-quinquies, si applica l’articolo 17, commi da 12 a 12-quater, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Art. 4

Regime fiscale delle locazioni brevi

1. Ai fini del presente articolo, si intendono per locazioni brevi i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che  prevedono   la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attivita’ d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attivita’ di intermediazione immobiliare,  ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unita’ immobiliari da locare .

2. A decorrere dal 1° giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire da tale data si applicano  le disposizioni   dell’articolo   3   del   decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento in caso di opzione  per l’imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca .

3. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche ai corrispettivi lordi derivanti dai contratti di sublocazione e dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto   il godimento dell’immobile da parte di terzi , stipulati alle condizioni di cui al comma 1.

3-bis. Con regolamento da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere definiti, ai fini del presente articolo, i criteri in base ai quali l’attivita’ di locazione di cui al comma 1 del presente articolo si presume svolta in forma imprenditoriale, in coerenza con l’articolo 2082 del codice civile e con la disciplina sui redditi di impresa di cui al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, avuto anche riguardo al numero delle unita’ immobiliari locate e alla durata delle locazioni in un anno solare.

4. I soggetti che esercitano   attivita’   di   intermediazione immobiliare, nonche’ quelli che gestiscono portali telematici , mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unita’ immobiliari da locare, trasmettono i dati relativi ai contratti di cui ai commi 1 e 3 conclusi per il loro tramite entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono i predetti dati . L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati relativi ai contratti di cui al comma 1 e 3 e’ punita con la sanzione di cui all’articolo 11, comma 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. La sanzione e’ ridotta alla meta’ se la trasmissione e’ effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, e’ effettuata la trasmissione corretta dei dati.

 5. I soggetti residenti nel territorio dello Stato   che esercitano attivita’ di intermediazione immobiliare, nonche’ quelli che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di   unita’ immobiliari da locare, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti di cui ai commi 1 e 3, ovvero qualora intervengano nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, operano, in qualita’ di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21 per cento sull’ammontare dei canoni e corrispettivi   all’atto   del pagamento al beneficiario e provvedono al relativo versamento con le modalita’ di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e alla relativa certificazione ai sensi dell’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. Nel caso in cui non sia esercitata l’opzione per l’applicazione del regime di cui al comma 2, la ritenuta si considera operata a titolo di acconto.

5-bis. I soggetti di cui al comma 5 non residenti in possesso di una stabile organizzazione in Italia, ai sensi dell’articolo 162 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti di cui ai commi 1 e 3, ovvero qualora intervengano nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, adempiono agli obblighi derivanti   dal presente articolo tramite la stabile organizzazione. I soggetti non residenti riconosciuti privi di stabile organizzazione in Italia, ai fini dell’adempimento degli obblighi derivanti dal presente articolo, in qualita’ di responsabili d’imposta, nominano un rappresentante fiscale individuato tra i soggetti indicati nell’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

5-ter. Il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, e’ responsabile del pagamento dell’imposta di   soggiorno   di   cui all’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e del contributo di soggiorno di cui all’articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto-legge 31 maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonche’ degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e   dal   regolamento comunale.

6. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le disposizioni di attuazione dei commi 4, 5 e 5-bis del presente articolo, incluse quelle relative alla trasmissione e conservazione dei dati da parte dell’intermediario.

7. A decorrere dall’anno 2017 gli enti che hanno facolta’ di applicare l’imposta di soggiorno ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e il contributo di soggiorno di cui all’articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, possono, in deroga all’articolo 1, comma 26, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e all’articolo 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, istituire o rimodulare l’imposta di soggiorno e il contributo di soggiorno medesimi.

7-bis. Il comma 4 dell’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, si interpreta nel senso che i soggetti che hanno optato, ai sensi del predetto comma 4, per il   regime agevolativo previsto per i lavoratori impatriati dal comma 1 del medesimo articolo, decadono dal beneficio fiscale   laddove   la residenza in Italia non sia mantenuta per almeno due anni. In tal caso, si provvede al recupero dei benefici gia’ fruiti,   con applicazione delle relative sanzioni e interessi.

Art. 4 bis

Modifiche alla disciplina in materia di cessione delle detrazioni

spettanti per interventi di incremento dell’efficienza energetica nei

condomini

1. All’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2-ter e’ sostituito dal seguente:

«2-ter. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, ivi compresi quelli di cui al comma 2-quater, i soggetti che nell’anno   precedente   a   quello   di sostenimento delle spese si trovavano nelle condizioni di cui all’articolo 11, comma 2, e all’articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 5, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in luogo della detrazione possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno   effettuato   gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facolta’ di successiva cessione del credito. Le modalita’ di attuazione delle disposizioni del presente comma sono definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione »;

b) il comma 2-quinquies e’ sostituito dal seguente:

«2-quinquies. La sussistenza delle condizioni di cui al comma 2-quater e’ asseverata   da   professionisti   abilitati   mediante l’attestazione della prestazione energetica degli edifici prevista dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 di cui al citato comma 2-quater. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) effettua controlli, anche a campione, su tali attestazioni, con procedure e modalita’ disciplinate con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 30 settembre 2017. La non veridicita’ dell’attestazione comporta la decadenza dal beneficio, ferma restando la responsabilita’ del professionista ai sensi delle disposizioni vigenti. Per le attivita’ di cui al secondo periodo, e’ autorizzata in favore dell’ENEA la spesa di 500.000 euro per l’anno 2017 e di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2021»;

c) al comma 2-sexies, dopo le parole: «i soggetti beneficiari» sono inserite le seguenti: «, diversi da quelli indicati al comma 2-ter,».

2. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, valutati in 3,5 milioni di euro per l’anno 2019, in 5,7 milioni di euro per l’anno 2020, in 8 milioni di euro per l’anno 2021, in 10,6 milioni di euro per l’anno 2022, in 12,8 milioni di euro per l’anno 2023, in 11,3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2027, in 7,3 milioni di euro per l’anno 2028, in 5,1 milioni di euro per l’anno 2029, in 2,8 milioni di euro per l’anno 2030 e in 0,6 milioni di euro per l’anno 2031, che aumentano a 2,7 milioni di euro per l’anno 2017, a 31,7 milioni di euro per l’anno 2018, a 19,8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021 e a 20,5 milioni di euro per l’anno 2022, ai fini della compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto, e pari a 0,5 milioni di euro per l’anno 2017 e a 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2021, si provvede:

a) quanto a 0,5 milioni di euro per l’anno 2017, a 3,5 milioni di euro per l’anno 2019, a 5,7 milioni di euro per l’anno 2020, a 8 milioni di euro per l’anno 2021, a 10,6 milioni di euro per l’anno 2022, a 12,8 milioni di euro per l’anno 2023, a 11,3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2027, a 7,3 milioni di euro per l’anno 2028, a 5,1 milioni di euro per l’anno 2029, a 2,8 milioni di euro per l’anno 2030 e a 0,6 milioni di euro per l’anno 2031, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;

b) quanto a 2,7 milioni di euro per l’anno 2017, a 31,7 milioni di euro per l’anno 2018, a 16,3 milioni di euro per l’anno 2019, a 14,1 milioni di euro per l’anno 2020, a 11,8 milioni di euro per l’anno 2021 e a 9,9 milioni di euro per l’anno 2022, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma   2,   del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;

c) quanto a 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2021, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni   dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico.

Art. 5

Disposizione in materia di accise sui tabacchi

1. Le variazioni delle componenti e delle   misure   di   cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 15 dicembre 2014, n. 188, sono stabilite in misura tale da assicurare un gettito su base annua non inferiore 83 milioni di euro per l’anno 2017 e a 125 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.

2. Il decreto di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 2014, n. 188 finalizzato a stabilire le variazioni di cui al comma 1 e’ adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 5 bis

Estensione al settore dei tabacchi delle procedure di rimozione dai

siti web dell’offerta in difetto di   titolo   autorizzativo   o

abilitativo

1. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo il comma 50 sono inseriti i seguenti:

«50-bis. Con le medesime modalita’ stabilite dai provvedimenti di attuazione del comma 50, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli procede alla inibizione dei siti web contenenti:

a) offerta di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina in difetto di autorizzazione o in violazione dell’articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, ovvero offerta di tabacchi lavorati di cui all’articolo 39-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, in violazione dell’articolo 19 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, o delle disposizioni di cui alla legge 22 dicembre 1957, n. 1293;

b) pubblicita’, diretta o indiretta, dei prodotti di cui alla lettera a) o dei contenuti di cui al comma 50;

c) software relativi a procedure tecniche atte   ad   eludere l’inibizione dei siti irregolari disposta dall’Agenzia medesima.

50-ter. L’inosservanza dei provvedimenti adottati in attuazione del comma 50-bis comporta l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 50, graduate secondo i   criteri stabiliti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

50-quater. Nei casi in cui nello stesso sito web, oltre ai prodotti o contenuti di cui al comma 50 e alle lettere a), b) e c) del comma 50-bis, siano presenti prodotti o contenuti diversi, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli da’ formale comunicazione della violazione riscontrata ai soggetti interessati, assegnando un termine   di quindici giorni per la rimozione dei prodotti o contenuti non consentiti. Decorso inutilmente il termine assegnato, l’Agenzia adotta il provvedimento finalizzato alla inibizione del sito web, senza riconoscimento di alcun indennizzo».

Art. 6

Disposizioni in materia di giochi

1. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e’ fissata nel 19 per cento dell’ammontare delle somme giocate. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del predetto testo unico, e’ fissata nel 6 per cento dell’ammontare delle somme giocate.

2. La ritenuta sulle vincite del lotto di cui all’articolo 1, comma 488, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e’ fissata all’otto per cento a decorrere dal 1° ottobre 2017.

3. Il prelievo sulla parte della vincita eccedente euro 500, previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera a) del decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 265 del 14 novembre 2011, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, trasfuso nell’articolo 10, comma 9, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012 n. 44, e’ fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017.

4. Il prelievo sulla parte della vincita eccedente euro 500, previsto dall’articolo 6 del decreto   del   direttore   generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato citato al comma 3, e’ fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017.

4-bis. All’articolo 1, comma 636, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo le parole: «e il divieto di trasferimento dei locali per tutto il periodo della proroga» sono aggiunte le seguenti: «fatta eccezione per i concessionari che, successivamente al termine del 31 dicembre 2016, si trovino nell’impossibilita’ di mantenere la disponibilita’ dei locali per cause di forza maggiore e, comunque, non a loro imputabili o per scadenza del contratto di locazione oppure di altro titolo e che abbiano la disponibilita’ di un altro immobile, situato nello   stesso   comune,   nel   quale trasferirsi, ferma, comunque, la valutazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli».

Art. 6 bis

Riduzione degli apparecchi da divertimento

1. La riduzione del numero dei nulla osta di esercizio relativi agli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, attivi alla data del 31 luglio 2015, prevista dall’articolo 1, comma 943, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ attuata, secondo le modalita’ indicate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro il 31 luglio 2017, nei seguenti termini:

a) alla data del 31 dicembre 2017 il numero complessivo dei nulla osta di esercizio non puo’ essere superiore a 345.000;

b) alla data del 30 aprile 2018 il numero complessivo dei nulla osta di esercizio non puo’ essere superiore a 265.000.

2. A tal fine, i concessionari della rete telematica procedono, entro la data indicata alla lettera a) del comma 1, alla riduzione di almeno il 15 per cento del numero di nulla osta attivi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2016 e alla riduzione sino al numero di cui alla lettera b) del medesimo comma 1, entro la data ivi indicata, in proporzione al numero dei nulla osta a ciascuno di essi riferibili alla predetta data del 31 dicembre 2016.

3. Qualora alle date di cui alle lettere a) e b) del comma 1 il numero complessivo dei nulla osta di esercizio risulti superiore a quello indicato, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli procede d’ufficio alla revoca dei nulla osta eccedenti, riferibili a ciascun concessionario, secondo criteri di proporzionalita’ in relazione alla distribuzione territoriale regionale, sulla base della redditivita’ degli apparecchi registrata in ciascuna regione nei dodici mesi precedenti. I concessionari, entro i cinque giorni   lavorativi successivi al recepimento della relativa comunicazione da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, provvedono a bloccare gli apparecchi i cui nulla osta di esercizio sono stati revocati, avviando le procedure di dismissione degli apparecchi stessi. La violazione dell’obbligo previsto dal periodo precedente e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000 euro per ciascun apparecchio.

Art. 7

Rideterminazione delle aliquote dell’ACE

1. All’articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

«3. Dall’ottavo periodo d’imposta l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’ fissata all’1,5 per cento. In via transitoria, per il primo triennio di applicazione, l’aliquota e’ fissata al 3 per cento; per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 31 dicembre 2015, al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 l’aliquota   e’   fissata, rispettivamente, al 4 per cento, al 4,5 per cento, al 4,75 per cento e all’1,6 per cento».

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2016.

3. La determinazione dell’acconto dovuto ai fini dell’imposta sui redditi delle societa’ relativo al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e’ effettuata considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui al comma 1.

Art. 8

Disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari

1. All’articolo 76, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, le parole «del bene» sono sostituite dalle seguenti: «dei beni».

1-bis. All’articolo 29 della legge 27 febbraio 1985, n. 52, dopo il comma 1-bis e’ aggiunto il seguente:

«1-ter. Se la mancanza del riferimento alle planimetrie depositate in catasto o della dichiarazione, resa dagli intestatari, della conformita’ allo stato di fatto dei dati catastali   e   delle planimetrie, ovvero dell’attestazione di conformita’ rilasciata da un tecnico abilitato non siano dipese dall’inesistenza delle planimetrie o dalla loro difformita’ dallo stato di fatto, l’atto puo’ essere confermato anche da una sola delle parti mediante atto successivo, redatto nella stessa forma del precedente, che contenga gli elementi omessi. L’atto di conferma costituisce atto direttamente conseguente a quello cui si riferisce, ai sensi dell’articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23».

Art. 9

Avvio della   sterilizzazione   delle   clausole   di   salvaguardia

concernenti le aliquote dell’IVA e delle accise

1. All’articolo 1, comma 718, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) alla lettera a), le parole «e’ incrementata di tre punti percentuali dal 1° gennaio 2018» sono sostituite dalle seguenti: «e’ incrementata di 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018 e di ulteriori 0,5 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2019 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2020»;

   b) alla lettera b), le parole «e di ulteriori 0,9 punti percentuali dal 1º gennaio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «e di ulteriori 0,4 punti percentuali dal 1° gennaio 2019; la medesima aliquota e’ ridotta di 0,5 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2020 rispetto all’anno precedente ed e’ fissata al 25 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2021»;

   c) alla lettera c), le parole «2018», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «2019».

Art. 9 bis

Indici sintetici di affidabilita’ fiscale

1. Al fine di favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili e di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti e il rafforzamento della collaborazione tra questi e l’Amministrazione finanziaria, anche con l’utilizzo di forme di comunicazione preventiva rispetto alle scadenze   fiscali,   sono istituiti indici sintetici di affidabilita’ fiscale per gli esercenti attivita’ di impresa, arti o professioni, di seguito denominati «indici». Gli indici, elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni relativi   a   piu’   periodi   d’imposta, rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalita’ e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilita’ fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, anche al fine di consentire a quest’ultimo, sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti, l’accesso al regime premiale di cui al comma 11.

2. Gli indici sono approvati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze entro il 31 dicembre del periodo d’imposta per il quale sono applicati. Le eventuali integrazioni degli   indici, indispensabili   per   tenere   conto   di   situazioni   di   natura straordinaria, anche correlate a modifiche normative e ad andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinate attivita’ economiche o aree territoriali, sono approvate entro il mese di febbraio del periodo d’imposta successivo a quello per il quale sono applicate. Gli indici sono soggetti a revisione almeno ogni due anni dalla loro prima applicazione o dall’ultima revisione. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro il mese di gennaio di ciascun anno, sono individuate le attivita’ economiche per le quali devono essere elaborati gli indici ovvero deve esserne effettuata la revisione. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di cui al precedente periodo e’ emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

3. I dati rilevanti   ai   fini   della   progettazione,   della realizzazione, della costruzione e dell’applicazione degli indici sono acquisiti dalle dichiarazioni fiscali previste dall’ordinamento vigente, dalle fonti informative disponibili presso   l’anagrafe tributaria, le agenzie fiscali, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, l’Ispettorato nazionale del lavoro e il Corpo della guardia di finanza, nonche’ da altre fonti.

4. I contribuenti cui si applicano gli indici dichiarano, anche al fine di consentire un’omogenea raccolta   informativa,   i   dati economici, contabili e strutturali rilevanti per l’applicazione degli stessi, sulla base di quanto previsto dalla relativa documentazione tecnica e metodologica approvata con il decreto del   Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 2, indipendentemente dal regime   di   determinazione   del   reddito   utilizzato.   Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro il 31 gennaio dell’anno per il quale si applicano gli indici, sono individuati i dati di cui al periodo precedente. La disposizione del primo periodo si applica, nelle more dell’approvazione degli indici per tutte le attivita’ economiche interessate, anche ai parametri previsti dall’articolo 3, commi da 181 a 189, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e agli studi di settore   previsti dall’articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427. Per i periodi d’imposta 2017 e 2018, il provvedimento di cui al secondo periodo del presente comma e’ emanato entro il termine previsto dall’articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322,   per l’approvazione dei modelli di dichiarazione relativi ai predetti periodi d’imposta.

5. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti o degli intermediari di cui essi possono avvalersi, anche mediante l’utilizzo delle reti telematiche   e   delle   nuove   tecnologie informatiche, appositi programmi informatici   di   ausilio   alla compilazione e alla trasmissione dei dati di cui al comma 4, nonche’ gli elementi e le informazioni derivanti   dall’elaborazione   e dall’applicazione degli indici.

6. Gli indici non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente:

a) ha iniziato o cessato l’attivita’ ovvero non si trova in condizioni di normale svolgimento della stessa;

b) dichiara ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di ammontare superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o revisione dei relativi indici.

7. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono essere previste ulteriori ipotesi di esclusione dell’applicabilita’ degli indici per determinate tipologie di contribuenti.

8. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e’ istituita una commissione di esperti, designati   dallo   stesso Ministro, tenuto anche conto delle segnalazioni dell’Amministrazione finanziaria, delle organizzazioni economiche di categoria e degli ordini professionali. La commissione e’ sentita nella fase di elaborazione e, prima dell’approvazione e della pubblicazione di ciascun indice, esprime il proprio parere sull’idoneita’ dello stesso a rappresentare la realta’ cui si riferisce nonche’ sulle attivita’ economiche per le quali devono essere elaborati gli indici. I componenti della commissione partecipano alle sue attivita’ a titolo gratuito. Non spetta ad essi il rimborso delle spese eventualmente sostenute. Fino alla costituzione della commissione di cui al presente comma, le sue funzioni sono svolte dalla commissione degli esperti di cui all’articolo 10, comma 7, della legge 8 maggio 1998, n. 146. Le funzioni di quest’ultima sono attribuite alla commissione di cui al presente comma a decorrere dalla data   della   sua costituzione.

9. Per i periodi d’imposta per i quali trovano applicazione gli indici,   i   contribuenti   interessati   possono   indicare   nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per migliorare il proprio profilo di affidabilita’ nonche’ per accedere al regime premiale di cui al comma 11. Tali ulteriori componenti positivi rilevano anche ai fini dell’imposta regionale sulle   attivita’ produttive e determinano un corrispondente maggior volume di affari rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.   Ai   fini dell’imposta   sul   valore   aggiunto,   salva   prova   contraria, all’ammontare degli ulteriori componenti positivi   di   cui   ai precedenti periodi si applica, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, l’aliquota media risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato.

10. La dichiarazione degli importi di cui al comma 9 non comporta l’applicazione di sanzioni e interessi a condizione che il versamento delle relative imposte sia effettuato entro il termine e con le modalita’ previsti per il versamento a saldo delle imposte sui redditi, con facolta’ di effettuare il pagamento rateale delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

11. In relazione ai diversi livelli di affidabilita’ fiscale conseguenti all’applicazione degli indici, determinati anche per effetto dell’indicazione di ulteriori componenti positivi di cui al comma 9, sono riconosciuti i seguenti benefici:

a) l’esonero dall’apposizione del visto di conformita’ per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro annui relativamente all’imposta sul valore aggiunto e per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all’imposta regionale sulle attivita’ produttive;

b) l’esonero dall’apposizione del visto di conformita’ ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto per un importo non superiore a 50.000 euro annui;

c) l’esclusione dell’applicazione della disciplina delle societa’ non operative di cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma 36-decies dell’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;

d) l’esclusione degli accertamenti basati   sulle   presunzioni semplici di cui all’articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all’articolo 54, secondo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

e) l’anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilita’, dei termini   di   decadenza   per l’attivita’ di accertamento previsti dall’articolo 43, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e dall’articolo 57, comma 1, del decreto del   Presidente   della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

f) l’esclusione della determinazione   sintetica   del   reddito complessivo di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due   terzi   il   reddito dichiarato.

12. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuati i livelli di affidabilita’ fiscale, anche con riferimento alle annualita’ pregresse, ai quali e’ collegata la graduazione dei benefici premiali indicati al comma 11; i termini di accesso ai benefici possono essere differenziati tenendo conto del tipo di attivita’ svolto dal contribuente.

13. Con riferimento al periodo d’imposta interessato dai benefici premiali di cui al comma 11, in caso di violazioni che comportano l’obbligo di denuncia ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, non si applicano le disposizioni di cui al comma 11, lettere c), d), e) e f), del presente articolo.

14. L’Agenzia delle entrate e il Corpo della guardia di finanza, nel definire specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale, tengono   conto   del   livello   di affidabilita’ fiscale dei contribuenti derivante dall’applicazione degli indici nonche’ delle informazioni presenti   nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.

15. All’articolo 10, comma 12, della legge 8 maggio 1998, n. 146, dopo le parole: «studi di settore,» sono inserite le seguenti: «degli indici sintetici di affidabilita’ fiscale». La societa’ indicata nell’articolo 10, comma 12, della legge 8 maggio 1998, n. 146, provvede, altresi’, a porre in essere ogni altra attivita’ idonea a sviluppare innovative tecniche di elaborazione dei dati, a potenziare le   attivita’   di   analisi   per   contrastare   la   sottrazione all’imposizione delle basi imponibili, anche di natura contributiva, ad aggiornare la mappa del rischio di evasione e a individuare le relative aree territoriali e settoriali di intervento. Al fine di consentire lo svolgimento delle attivita’ di cui al precedente periodo e di assicurare il coordinamento delle stesse con ulteriori attivita’ svolte dalla medesima societa’ per altre finalita’ e per conto di altre amministrazioni, la stessa societa’ puo’ stipulare specifiche convenzioni con le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ovvero con altri soggetti. Tali convenzioni, aventi ad oggetto anche lo scambio, l’utilizzo e la condivisione dei dati, dei risultati delle elaborazioni e delle nuove metodologie, nonche’ altre attivita’, sono stipulate esclusivamente per le finalita’ stabilite dal presente comma o da altre disposizioni normative. Le convenzioni che hanno ad oggetto la mappa del rischio di evasione e l’analisi per il contrasto della sottrazione di basi imponibili, anche di natura contributiva, sono stipulate, per le rispettive aree di competenza, con le agenzie fiscali, con l’Istituto nazionale della previdenza sociale, con l’Ispettorato nazionale del lavoro e con il Corpo della guardia di finanza. Le quote di partecipazione al capitale della societa’ di cui al secondo periodo del presente comma possono essere cedute, in tutto o in parte, al Ministero dell’economia e delle finanze, in conformita’ ai principi disposti dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.

16. Nei casi di omissione della comunicazione dei dati rilevanti ai fini della costruzione e dell’applicazione degli indici, o di comunicazione inesatta o incompleta dei medesimi dati, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. L’Agenzia delle entrate, prima della contestazione della violazione,   mette   a disposizione del contribuente, con le modalita’ di cui all’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le informazioni in proprio possesso, invitando lo stesso ad eseguire la comunicazione dei dati o a correggere spontaneamente gli errori commessi. Del comportamento del contribuente si tiene conto nella graduazione della misura della sanzione. L’Agenzia delle entrate, nei casi di omissione della comunicazione di cui al primo periodo, puo’ altresi’ procedere, previo contraddittorio, all’accertamento dei redditi, dell’imposta regionale sulle   attivita’   produttive   e dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi, rispettivamente, del secondo comma dell’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dell’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

17. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono emanate le ulteriori disposizioni necessarie per l’attuazione del presente articolo.

18.   Le   disposizioni   normative   e   regolamentari   relative all’elaborazione   e   all’applicazione   dei   parametri   previsti dall’articolo 3, commi da 181 a 189, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e degli studi di settore previsti dagli articoli 62-bis e 62-sexies del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, cessano di produrre effetti nei confronti dei soggetti interessati agli stessi, con riferimento ai periodi d’imposta in cui si applicano gli indici. Ad eccezione di quanto gia’ disposto dal presente articolo, le norme che, per fini diversi dall’attivita’ di controllo, rinviano alle disposizioni citate nel precedente periodo e ai limiti previsti per l’applicazione degli studi di settore si intendono riferite anche agli indici. Per le attivita’ di controllo, di accertamento e di irrogazione delle sanzioni effettuate in relazione ai   periodi d’imposta antecedenti a quelli di cui al primo periodo si applicano le disposizioni vigenti il giorno antecedente la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Sono abrogati l’articolo 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146, e l’articolo 7-bis del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225.

19. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 9 ter

Misure urgenti per il personale

dell’amministrazione finanziaria

1. All’articolo 4-bis del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, le parole: «31 dicembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2018»;

b) al comma 2, primo periodo, le parole: «30 settembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2018».

Art. 9 quater

Compensazione di somme iscritte a ruolo

1. Le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 7-bis, del decreto-legge   23   dicembre   2013,   n.   145,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, si applicano anche nell’anno 2017 con le modalita’ previste nel medesimo comma. Per l’anno 2017 il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previsto nel citato comma 7-bis e’ adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Capo II
Disposizioni in materia di giustizia tributaria

Art. 10

Reclamo e mediazione

1. All’articolo 17-bis, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, le parole: «ventimila euro» sono sostituite dalle seguenti: «cinquantamila euro».

2. Le modifiche di cui al comma 1 si applicano agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1º gennaio 2018.

3. All’articolo 39, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo la parola: «ente», sono inserite le   seguenti:   «e dell’agente della riscossione».

3-bis. All’articolo 17-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:

«1-bis. Sono esclusi dalla mediazione i tributi costituenti risorse proprie tradizionali di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014».

Art. 11

Definizione agevolata delle controversie tributarie

1. Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui e’ parte l’agenzia delle entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi e’ subentrato o ne ha la legittimazione, col pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo di cui all’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

1-bis. Ciascun ente territoriale puo’ stabilire, entro il 31 agosto 2017, con le forme previste dalla legislazione vigente per l’adozione dei propri atti, l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo alle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui e’ parte il medesimo ente.

2. In caso di controversia relativa esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione e’ dovuto il quaranta per cento degli importi in contestazione. In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non e’ dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalita’ diverse dalla presente definizione.

3. Sono definibili le controversie  il cui ricorso sia stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore del presente decreto e per le quali alla data di presentazione della domanda di cui al comma 1 il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

4. Sono escluse dalla definizione le controversie concernenti anche solo in parte:

   a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;

   b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015.

5. Al versamento degli importi dovuti si applicano le disposizioni previste dall’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, con riduzione a tre del numero massimo di rate. Non e’ ammesso il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano duemila euro. Il termine per il pagamento degli importi dovuti ai sensi del presente articolo o della prima rata, di importo pari al 40 per cento del totale delle somme dovute, scade il 30 settembre 2017 e il contribuente deve attenersi ai seguenti ulteriori criteri:

   a) per il 2017, la scadenza   della   seconda   rata,   pari all’ulteriore quaranta per cento delle somme dovute, e’ fissata al 30 novembre;

   b) per il 2018, la scadenza della terza e ultima rata, pari al residuo venti per cento delle somme dovute, e’ fissata al 30 giugno.

Per ciascuna controversia autonoma e’ effettuato   un   separato versamento. Il contribuente che abbia manifestato la volonta’ di avvalersi della definizione agevolata di cui all’articolo 6, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, nei termini previsti dal comma 2 della stessa disposizione, puo’ usufruire della   definizione agevolata delle controversie tributarie solo unitamente a quella di cui al predetto articolo 6. La definizione si perfeziona con il pagamento degli importi dovuti ai sensi del presente articolo o della prima rata. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

6. Entro il 30 settembre 2017, per ciascuna controversia autonoma e’ presentata una distinta domanda di definizione esente dall’imposta di bollo. Per controversia autonoma si intende quella relativa a ciascun atto impugnato.

7. Dagli importi dovuti ai sensi del presente articolo   si scomputano quelli gia’ versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio nonche’ quelli dovuti per la definizione agevolata di cui all’articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. La definizione non da’ comunque luogo alla restituzione delle somme gia’ versate ancorche’ eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione. Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli   delle   eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima dell’entrata in vigore del presente articolo.

8. Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni del presente articolo. In tal caso il processo e’ sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se entro tale data il contribuente avra’ depositato copia della domanda   di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2018.

9. Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di   impugnazione,   anche   incidentale,   delle   pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di entrata in vigore del presente articolo fino al 30 settembre 2017.

10. L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalita’ previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego e’ impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel caso in cui la definizione della lite e’ richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale puo’ essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo. Il processo si estingue in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla parte che ne   ha   interesse.   L’impugnazione   della   pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

11. La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia piu’ pendente, fatte salve le disposizioni del secondo periodo del comma 7.

12. Con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’agenzia delle entrate sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente articolo.  Tali modalita’ di attuazione devono garantire il riversamento alle regioni dei proventi derivanti dalla definizione delle controversie relative all’IRAP e all’addizionale regionale all’IRPEF, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68.

13. Qualora, a seguito del monitoraggio cui all’articolo 17, comma 12 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le maggiori entrate derivanti dall’attuazione del presente articolo   non   dovessero realizzarsi in tutto o in parte, si applica l’articolo 17, commi da 12-bis a 12-quater della citata legge n. 196 del 2009. Nel caso di realizzazione di ulteriori introiti rispetto alle maggiori entrate previste, gli stessi possono essere destinati, prioritariamente a compensare l’eventuale mancata realizzazione dei maggiori introiti di cui ai commi 575 e 633 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016 n, 232, nonche’, per l’eventuale eccedenza, al reintegro anche parziale delle dotazioni finanziarie delle missioni e programmi di spesa dei Ministeri, ridotte ai sensi dell’articolo 13, da disporre con appositi decreti di variazione di bilancio adottati dal Ministro dell’economia e delle finanze.

Art. 11 bis

Disposizioni in materia di magistratura contabile

1. Al fine di garantire la piena funzionalita’ della magistratura contabile, a tutela degli equilibri di finanza pubblica, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la Corte dei conti e’ autorizzata, in aggiunta alle facolta’ assunzionali previste dalla legislazione vigente e nei limiti della dotazione organica, ad avviare procedure concorsuali per l’assunzione di nuovi magistrati fino al   numero   massimo   di venticinque unita’.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 1,65 milioni di euro per l’anno 2018 e a 3,3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, si provvede, quanto a 1,65 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero e, quanto a 1,65 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Art. 11 ter

Mediazione finalizzata alla conciliazione

delle controversie civili e commerciali

1. Il terzo e il quarto periodo del comma 1-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, sono sostituiti dal seguente: «A decorrere dall’anno 2018, il Ministro della giustizia riferisce annualmente alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’applicazione   delle   disposizioni   del presente comma».

Capo III
Disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica

Art. 12

Rimodulazione delle risorse

1. Per conseguire il pieno utilizzo delle risorse stanziate per il credito d’imposta concesso alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive secondo le nuove modalita’ e le procedure indicate dall’articolo 1, commi da 98 a 107, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 108, della medesima legge n. 208 del 2015, e’ rimodulata, per gli anni 2017-2019, in 507 milioni di euro per l’anno 2017 e in 672 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.

1-bis. Al fine di assicurare lo sviluppo delle universita’ del Mezzogiorno e per consentire la   realizzazione   di   interventi fondamentali per garantire la qualita’ della vita e la formazione degli studenti, le risorse, stanziate ai sensi della deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) n. 78/2011 del 30 settembre 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 17 del 21 gennaio 2012, nell’ambito del ciclo di programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 per il Piano nazionale per il Sud – Sistema universitario e per cui al 31 dicembre 2016 non sono state assunte dalle amministrazioni beneficiarie obbligazioni giuridicamente vincolanti, in sede di riprogrammazione da parte del CIPE sono assegnate, in quote annuali, oltre che alle scuole superiori, alle universita’ alle quali le risorse stesse erano state inizialmente destinate, in modo da garantire il rispetto dei saldi di finanza pubblica, a fronte di specifici impegni delle universita’ stesse a compiere, per le parti di propria competenza, gli atti necessari per l’avvio dei relativi progetti.

Art. 12 bis

Rimodulazione del credito d’imposta

per le imprese alberghiere

1. Il secondo periodo del comma   7   dell’articolo   10   del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e’ sostituito dal seguente: «Il credito d’imposta di cui al comma 1 in favore delle imprese alberghiere indicate al medesimo comma e’ riconosciuto altresi’ per le spese relative a ulteriori interventi, comprese quelle per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi ne’ destini a finalita’ estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima dell’ottavo periodo d’imposta successivo».

Art. 13

Riduzione dotazioni missioni

e programmi di spesa dei Ministeri

1. Ai fini del concorso delle amministrazioni centrali dello Stato al raggiungimento degli obiettivi   programmatici   indicati   nel documento di economia e finanza per l’anno 2017 presentato alle Camere, le missioni e i programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri, di cui all’elenco allegato al presente decreto, sono ridotte, per l’anno 2017, degli importi ivi indicati in termini di competenza e cassa. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nelle more dell’adozione delle necessarie variazioni di bilancio, e’ autorizzato ad accantonare e rendere indisponibili gli importi indicati in termini di competenza e cassa nell’elenco allegato al presente decreto. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta dei Ministri competenti, potranno essere apportate, nel rispetto dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica, variazioni compensative rispetto agli importi indicati nel citato elenco anche relative a missioni e programmi diversi. Resta precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.

1-bis. Al fine di ridurre gli impatti delle riduzioni di spesa previste a legislazione   vigente   sulle   istituzioni   dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, gli stanziamenti del programma «Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica» del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono incrementati di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2017.

1-ter. Per fare fronte all’onere di cui al comma 1-bis, la dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ corrispondentemente ridotta di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2017.

Art. 13 bis

Modifica all’articolo 7 del decreto legislativo

12 maggio 2016, n. 90

1. All’articolo 7, comma 2, secondo   periodo,   del   decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, le parole: «sono effettuate entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «sono effettuate entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri».

Art. 13 ter

Disposizioni in materia di controllo della spesa

per la gestione dell’accoglienza

1. All’articolo 2 del decreto-legge 30 ottobre 1995, n. 451, convertito dalla legge 29 dicembre 1995, n. 563, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:

«3-bis. Con le medesime modalita’ previste dal comma 3, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono individuati gli obblighi per la certificazione delle modalita’ di utilizzo dei fondi di cui al presente articolo da parte dei soggetti aggiudicatari, attraverso la rendicontazione puntuale della   spesa   effettivamente   sostenuta,   mediante   la presentazione di fatture quietanzate».

Art. 13 quater

Sospensione del conio di monete da 1 e 2 centesimi

1. A decorrere dal 1° gennaio 2018 e’ sospeso il conio da parte dell’Italia di monete metalliche in euro di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro. Il risparmio   derivante dall’attuazione del presente comma e’ destinato al Fondo   per l’ammortamento dei titoli di Stato.

2. Durante il periodo di sospensione di cui al comma 1, quando un importo in euro costituisce un autonomo importo monetario complessivo da pagare e il pagamento e’ effettuato integralmente in contanti, tale importo e’ arrotondato, a tutti gli effetti, per eccesso o per difetto, al multiplo di cinque centesimi piu’ vicino.

3. Tutti i soggetti pubblici o incaricati di pubblici uffici o di pubblici servizi, compresi i loro concessionari, rappresentanti, mandatari o agenti, sono autorizzati, senza necessita’ di ulteriori provvedimenti o determinazioni, ad acconsentire all’arrotondamento di cui al comma 2 in relazione a qualunque autonomo importo monetario in euro a debito o a credito.

4. Resta impregiudicato il corso legale delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro secondo le norme ad esse applicabili.

5. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, di cui all’articolo 2, comma 198, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,   svolge un’apposita verifica sull’impatto delle disposizioni del presente articolo sulle dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi di beni e di servizi praticati ai consumatori finali e riferisce su base semestrale le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi dallo stesso rilevate nell’esercizio delle proprie attivita’ e funzioni al Ministro dello sviluppo economico che provvede, ove necessario, alla formulazione di segnalazioni all’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato e di proposte normative.

6. Le disposizioni del presente articolo sono comunicate alla Banca centrale europea entro un mese dalla data della loro entrata in vigore e si applicano dal 1° gennaio 2018.

Titolo II
DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI ENTI TERRITORIALI

Art. 14

Riparto del Fondo di solidarieta’ comunale

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

0a) al comma 448, le parole: «A decorrere dall’anno 2017, la dotazione» sono sostituite dalle seguenti: «La dotazione» e dopo le parole: «e’ stabilita in euro 6.197.184.364,87» sono inserite le seguenti: «per l’anno 2017 e in euro 6.208.184.364,87 a decorrere dall’anno 2018»;

0b) al comma 449:

1) alla lettera b), le parole: «nell’importo massimo di 80 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «nell’importo massimo di 66 milioni di euro»;

2) dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente:

«d-bis) per gli anni dal 2018 al 2021, ripartito, nel limite massimo di 25 milioni di euro annui, tra i comuni che presentano, successivamente all’attuazione del correttivo di cui al comma 450, una variazione negativa della dotazione del Fondo di solidarieta’ comunale per effetto dell’applicazione dei criteri perequativi di cui alla lettera c), in misura proporzionale e nel limite massimo della variazione stessa, e, a decorrere dall’anno 2022, destinato, nella misura di 25 milioni di euro annui, ad incremento del contributo straordinario ai comuni che danno luogo alla fusione, di cui all’articolo   15,   comma   3,   del   testo   unico   delle   leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o alla fusione per incorporazione di cui all’articolo 1, comma 130, della legge 7 aprile 2014, n. 56»;

   a) al comma 450, le parole: «8 per cento», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «4 per cento»;

   b) dopo il comma 450 e’ inserito il seguente: «450-bis. Per il solo anno 2017, la quota di cui alla lettera b) del comma 449 non distribuita, nel limite di 14 milioni di euro, unitamente al contributo di cui al comma 24 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, non attribuito ai comuni a titolo di compensazione del minor gettito per l’anno 2016, nel limite di 11 milioni di euro, che sono versati all’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2017 per essere riassegnati, nel medesimo esercizio, al   Fondo   di solidarieta’ comunale , sono accantonati per essere attribuiti a favore dei comuni che presentino contemporaneamente una variazione negativa degli effetti perequativi derivanti dall’aggiornamento della metodologia di determinazione dei fabbisogni standard di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2017, una variazione negativa della dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2017 rispetto alla dotazione netta considerata per il calcolo delle risorse storiche di riferimento di cui al comma 450 e una variazione negativa superiore al 1.3 per cento della dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2017 rispetto alla dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2016. Il riparto viene effettuato in proporzione alla distanza dalla percentuale del -1.3 per cento dello scostamento tra la dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale del 2017 e la dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale del 2016 in percentuale delle risorse storiche nette di riferimento cosi’ come modificate in base alle disposizioni previste dal comma 450.».

1-bis. All’onere derivante dalla disposizione di cui alla lettera 0a) del comma 1, pari a 11 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del contributo di cui al comma 24 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

1-ter. Le modifiche di cui ai commi 1 e 1-bis trovano applicazione con riferimento al Fondo di solidarieta’ comunale relativo agli anni 2018 e successivi.

Art. 14-bis

Acquisto di immobili pubblici

1. Al comma 1-ter dell’articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Le disposizioni di cui al primo periodo non si applicano agli enti locali che procedano alle operazioni di acquisto di immobili a valere su risorse stanziate con apposita delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica o cofinanziate dall’Unione europea ovvero dallo Stato o dalle regioni e finalizzate all’acquisto degli immobili stessi».

Art. 14-ter

Norme in materia di sanzioni per mancato rispetto

dei vincoli del patto di stabilita’ interno per l’anno 2012

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 462-bis, introdotto dall’articolo 18, comma 3, del presente decreto, e’ inserito il seguente:

«462-ter. La sanzione relativa al mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilita’ interno nell’anno 2012 o   negli   esercizi precedenti, di cui all’articolo 31, comma 26, lettera e), della legge 12 novembre 2011, n. 183, per violazioni emerse ai sensi dei commi 28, 29 e 31 del citato articolo 31, non trova applicazione, e qualora gia’ applicata ne vengono meno gli effetti, nei confronti delle province delle regioni a statuto ordinario per le quali le stesse violazioni sono state accertate successivamente alla data del 31 dicembre 2014».

Art. 15

Contributo a favore delle province della regione Sardegna e della

citta’ metropolitana di Cagliari

1. Alle province della Regione Sardegna e alla citta’ metropolitana di Cagliari e’ attribuito un contributo di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e di 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018. Il contributo spettante a ciascun ente e’ comunicato dalla Regione Sardegna al Ministero dell’interno – Direzione centrale della finanza locale e agli enti interessati, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In caso   di   mancata comunicazione, il riparto avviene per il 90 per cento sulla base della popolazione residente e per il restante 10 per cento sulla base del territorio.

2. Il contributo spettante a ciascuna   provincia   e   citta’ metropolitana, di cui al comma 1, e’ versato   dal   Ministero dell’interno all’entrata del bilancio statale a titolo di parziale concorso alla finanza pubblica da parte dei medesimi enti, di cui al comma 418, dell’articolo 1, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. In considerazione di quanto disposto dal periodo precedente, ciascun ente beneficiario non iscrive in entrata le somme relative al contributo attribuito ed iscrive in spesa il concorso alla finanza pubblica di cui al comma 418, dell’articolo 1, della legge n. 190 del 2014 per gli anni 2017 e successivi al netto di un importo corrispondente al contributo stesso.

3. All’onere di cui al comma 1, pari a complessivi 10 milioni di euro per l’anno 2017 e a 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante utilizzo dei risparmi di spesa di cui all’articolo 27, comma 1.

Art. 16

Riparto del concorso alla finanza pubblica

da parte di province e citta’ metropolitane

1. All’articolo 1, comma 418, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il terzo periodo e’ sostituito dal seguente: «Fermo restando per ciascun ente il versamento relativo all’anno 2015, l’incremento di 900 milioni di euro per l’anno 2016 e l’ulteriore incremento di 900 milioni di euro a decorrere dal 2017 a carico degli enti appartenenti alle regioni a statuto ordinario sono ripartiti per 650 milioni di euro a carico delle province e per 250 milioni di euro a carico delle citta’ metropolitane.».

 1-bis. Alle province che hanno   dichiarato   il   dissesto finanziario entro il 31 dicembre 2015, non escluse dal versamento di cui al comma 418 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ attribuito, per l’anno 2017, un contributo pari a 10 milioni di euro.

1-ter. All’onere di cui al comma 1-bis, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione del contributo per il medesimo anno 2017, di cui   al   comma   24 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

2. Per gli anni 2017 e seguenti l’ammontare della riduzione della spesa corrente che ciascuna provincia e citta’ metropolitana deve conseguire e del corrispondente versamento, ai sensi dell’articolo 1, comma 418, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ stabilito negli importi indicati nella tabella 1 allegata al presente decreto.

3. Per gli anni 2017 e 2018 il concorso alla finanza pubblica a carico delle province e delle   citta’   metropolitane   previsto dall’articolo 47, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e’ determinato per ciascun ente nell’importo indicato nella tabella 2 allegata al presente decreto.

Art. 17

Riparto del contributo a favore delle province e delle citta’

metropolitane delle regioni a statuto ordinario

1. Per gli anni 2017 e seguenti l’ammontare del contributo di cui all’articolo 1, comma 754, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a favore di ciascuna provincia e citta’ metropolitana delle regioni a statuto ordinario, e’ stabilito nell’importo indicato nella tabella 3 allegata al presente decreto.

Art. 18

Disposizioni sui bilanci

di province e citta’ metropolitane

1. Per l’esercizio 2017, le province e le citta’ metropolitane:

   a) possono predisporre il bilancio di previsione per la sola annualita’ 2017;

   b) al fine di garantire il mantenimento   degli   equilibri finanziari, possono applicare al bilancio di previsione l’avanzo libero e destinato.

2. Al comma 3, dell’articolo 1-ter del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le parole: «per l’anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2016 e 2017» e le parole: «per l’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno precedente».

3. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016 n. 232, dopo il comma 462 e’ inserito il seguente:

   «462-bis. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 758, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche con riferimento all’esercizio finanziario 2017, tenuto conto degli   avanzi   di amministrazione vincolati e dei rendiconti relativi all’anno 2016.

3-bis. Per gli anni 2017 e 2018 le province e le citta’ metropolitane, in deroga   alla   legislazione   vigente,   possono utilizzare le quote previste dall’articolo 142, comma 12-ter, e dall’articolo 208, comma 4, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per il finanziamento degli oneri riguardanti le funzioni di viabilita’ e di polizia locale con riferimento al miglioramento della sicurezza stradale.

3-ter. Per l’anno 2017, il termine di venti giorni, previsto dall’articolo 141, comma 2, secondo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, assegnato al consiglio comunale o provinciale che non abbia approvato nei termini di legge il rendiconto della gestione per l’esercizio 2016, e’ stabilito in cinquanta giorni.

3-quater. Il conto economico e lo stato patrimoniale previsti dall’articolo 227 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, relativi all’esercizio 2016, possono essere approvati entro il 31 luglio 2017 e trasmessi alla banca dati delle amministrazioni pubbliche entro trenta giorni. Il mancato rispetto di tali termini comporta l’applicazione della   procedura   di   cui all’articolo 141, comma 2, del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, con il termine ordinario di venti giorni ivi previsto, nonche’ delle disposizioni dell’articolo 9, comma 1-quinquies, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160.

Art. 19

Termine per l’invio delle certificazioni relative agli obiettivi

di saldo finanziario da parte degli enti locali in dissesto

1. All’articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 470, e’ inserito il seguente: «470-bis. Gli enti locali per i quali, ai sensi dell’articolo 248, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, a seguito della dichiarazione di dissesto, sono sospesi i termini per la deliberazione del bilancio, sono tenuti ad inviare la certificazione di cui al comma 470 entro trenta giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione, previsto dal decreto del Ministro dell’interno di approvazione dell’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato di cui all’articolo 261   del   medesimo   decreto   legislativo.   La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche agli obblighi di certificazione di cui all’articolo 1, comma 720, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.».

Art. 20

Contributo a favore delle province delle regioni

a statuto ordinario

1. Alle province delle regioni a statuto ordinario, per l’esercizio delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, e’ attribuito un contributo complessivo di 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 80 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 . Le risorse di cui al periodo precedente sono ripartite secondo criteri e importi da definire, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 giugno 2017 , tenendo anche conto dell’esigenza di garantire il mantenimento della situazione finanziaria corrente.  Qualora l’intesa non sia raggiunta entro venti giorni dalla data della prima iscrizione della proposta di riparto del contributo di cui al presente comma per gli anni 2017 e successivi all’ordine del giorno della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, il decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, di cui al periodo precedente puo’ essere comunque adottato ripartendo il contributo in proporzione agli   importi indicati per ciascuna provincia nella tabella 3 allegata al presente decreto.

1-bis. Alle citta’ metropolitane delle regioni a statuto ordinario, per l’esercizio delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, e’ attribuito un contributo complessivo di 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Le risorse di cui al primo periodo sono ripartite secondo criteri e importi da definire, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, con   decreto   del   Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 giugno 2017, tenendo anche conto dell’esigenza di garantire   il   mantenimento   della   situazione finanziaria corrente. Qualora l’intesa non sia raggiunta entro venti giorni dalla data della prima iscrizione della proposta di riparto del contributo di cui al presente comma per gli anni 2017 e 2018 all’ordine del giorno della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, il decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, di cui al secondo periodo, puo’ essere comunque adottato ripartendo il contributo in proporzione agli importi indicati per ciascuna citta’ metropolitana nella tabella 3 allegata al presente decreto.

2. All’onere di cui al comma 1, pari a complessivi  180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e a 80 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 , si provvede, quanto a 60 milioni di euro per l’anno 2017 e a 80 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, mediante utilizzo dei risparmi di spesa di cui all’articolo 27, comma 1. Al restante onere, pari a 120 milioni di euro per l’anno 2017 e a 100 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

3. Per l’attivita’ di manutenzione straordinaria della rete viaria di competenza delle province delle regioni a statuto ordinario e’ autorizzato un contributo di 170 milioni di euro  per l’anno 2017. All’onere derivante dal presente comma, pari a  170 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 68, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e successive modificazioni.

4. Le risorse di cui al comma 3 sono ripartite secondo criteri e importi da definire, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 giugno 2017 . Qualora l’intesa non sia raggiunta entro venti giorni dalla data della prima iscrizione della proposta di riparto del contributo di cui al comma 3 all’ordine del giorno della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, il decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, di cui al periodo precedente puo’ essere comunque adottato ripartendo il contributo in proporzione agli   importi risultanti dal decreto del Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno 17 ottobre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016.

4-bis. Agli oneri derivanti dal comma 1-bis si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Art. 21

Disposizioni in favore delle fusioni di comuni

1. Il contributo straordinario a favore dei comuni risultanti dalla fusione di cui all’articolo 15, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 o dalla fusione per incorporazione di cui all’articolo 1, comma 130, della legge 7 aprile 2014, n. 56 e’ incrementato di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 9-ter del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160.

2-bis. All’articolo 1, comma 450, lettera a), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: «delle spese di personale sostenute dai singoli enti nell’anno» sono sostituite dalle seguenti: «della media della spesa di personale sostenuta da ciascun ente nel triennio».

2-ter. Il comma 132 dell’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, e’ sostituito dal seguente:

«132. I comuni risultanti da una fusione possono mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli enti preesistenti alla fusione non oltre il quinto esercizio finanziario del nuovo comune. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al primo periodo non sono considerati gli esercizi finanziari in cui l’efficacia degli aumenti dei tributi o delle addizionali e’ sospesa in virtu’ di previsione legislativa».

Art. 21-bis

Semplificazioni

1. Per l’anno 2017, ai comuni e alle loro forme associative che hanno approvato il rendiconto 2016 entro il 30 aprile 2017 e che hanno rispettato nell’anno precedente il saldo tra entrate finali e spese finali di cui all’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, non si applicano le limitazioni e i vincoli di cui:

a) all’articolo 6, commi 7, 8, fatta eccezione delle spese per mostre, 9 e 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;

b) all’articolo 27, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

2. A decorrere dall’esercizio 2018 le disposizioni del comma 1 si applicano esclusivamente ai comuni e alle loro forme associative che hanno approvato il bilancio preventivo dell’esercizio di riferimento entro il 31 dicembre dell’anno precedente e che hanno rispettato nell’anno precedente il saldo tra entrate finali e spese finali di cui all’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243.

Art. 21-ter

Contributi per la sperimentazione di nuove funzioni della banca dati

SIOPE

1. Agli enti che partecipano alla sperimentazione degli adempimenti previsti dal comma 8-bis dell’articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, introdotto dall’articolo 1, comma 533, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ attribuito un contributo complessivo di 1 milione di euro per l’anno 2017, da ripartire con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata.

2. All’onere di cui al comma 1, pari ad 1 milione di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri   decreti,   le   occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 22

Disposizioni sul personale e sulla cultura

1. Fermo restando il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e

della vigente normativa in materia di contenimento dalla spesa complessiva di personale, i comuni, in deroga a quanto disposto dall’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, possono procedere ad assunzioni di personale con contratto di lavoro a tempo determinato a carattere stagionale, nel rispetto delle procedure di natura concorsuale ad evidenza pubblica, a condizione che i relativi oneri siano integralmente a carico di risorse, gia’ incassate nel bilancio dei comuni, derivanti da contratti   di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati e che le assunzioni siano finalizzate esclusivamente alla fornitura di servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari, di servizi pubblici non essenziali o di prestazioni verso terzi paganti, non connessi a garanzia di diritti fondamentali.

1-bis. All’articolo 1, comma 228, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Fermi restando l’equilibrio di bilancio di cui ai commi 707 e seguenti del presente articolo e il parametro di spesa del personale di cui all’articolo 1, comma 557-quater, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per le regioni che rilevano nell’anno precedente una spesa per il personale inferiore al 12 per cento del titolo primo delle entrate correnti, considerate al netto di quelle a destinazione vincolata, la percentuale stabilita al primo periodo e’ innalzata, per gli anni 2017 e 2018, al 75 per cento».

2. All’articolo 1, comma 228, secondo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti» sono sostituite dalle seguenti: «nei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, per gli anni 2017 e 2018. Per i comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 3.000 abitanti che rilevano nell’anno precedente una spesa per il personale inferiore al 24 per cento della media delle entrate correnti registrate nei conti consuntivi dell’ultimo triennio, la predetta percentuale e’ innalzata al 100 per cento».

3. All’articolo 1, comma 479, lettera d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole «75 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «90 per cento».

3-bis. A decorrere dal 2017, le spese del personale di polizia locale, relative a prestazioni pagate da terzi per l’espletamento di servizi di cui all’articolo 168 del testo unico delle   leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di sicurezza e di polizia stradale necessari allo svolgimento di attivita’ e iniziative di carattere privato che incidono sulla sicurezza   e   la   fluidita’   della circolazione nel territorio dell’ente, sono poste interamente a carico del soggetto privato organizzatore o promotore dell’evento e le ore di servizio aggiuntivo effettuate dal personale di polizia locale in occasione dei medesimi eventi non sono considerate ai fini del calcolo degli straordinari del personale stesso. In sede di contrattazione integrativa sono disciplinate le modalita’ di utilizzo di tali risorse al fine di remunerare i relativi servizi in coerenza con le disposizioni normative e contrattuali vigenti.

3-ter. All’articolo 1, comma 346, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Fino al 31 dicembre 2019, il comune di Matera puo’ autorizzare la corresponsione al personale non dirigenziale direttamente impiegato nelle attivita’ di cui al periodo precedente, nel limite massimo complessivo di 30 ore pro capite mensili, di compensi per prestazioni di lavoro straordinario effettivamente   rese,   oltre   i   limiti   previsti dall’articolo 14 del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto “Regioni-Autonomie locali” del 1° aprile 1999, di cui al comunicato pubblicato nel supplemento ordinario n. 81 alla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1999. E’ altresi’ consentita l’instaurazione di un rapporto di lavoro dirigenziale a tempo determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche in deroga alle percentuali ivi previste»;

b) al terzo periodo, le parole: «di 500.000 euro annui per gli anni dal 2016 al 2019» sono sostituite dalle seguenti: «di 500.000 euro per l’anno 2016 e di 1.500.000 euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019».

3-quater. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 3-ter, pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

4. All’articolo 5, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono aggiunti, in fine , i seguenti periodi: «Non rientrano tra gli incarichi di cui al presente comma quelli aventi ad oggetto prestazioni professionali, conferiti a titolari di cariche elettive di Regioni ed enti locali da parte   delle   citate   pubbliche amministrazioni, purche’ la pubblica amministrazione conferente operi in ambito territoriale diverso da quello dell’ente presso il quale l’interessato al conferimento dell’incarico riveste   la   carica elettiva. Rientrano invece tra gli incarichi di cui al primo periodo quelli conferiti dal comune presso il quale il professionista e’ titolare di carica elettiva o da enti pubblici   a   carattere associativo, consortile o convenzionale, volontario o obbligatorio, di cui faccia parte il comune stesso . Il conferimento e’ effettuato nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla normativa vigente.».

5. Il divieto di cui all’articolo 1, comma 420, lettera c), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, non si applica per la copertura delle posizioni dirigenziali che richiedono professionalita’ tecniche e tecnico-finanziarie e contabili e non fungibili delle province delle regioni a statuto ordinario in relazione allo svolgimento delle funzioni fondamentali previste dall’articolo 1, commi 85 e 86, delle legge 7 aprile 2014, n. 56.

5-bis. All’articolo 32, comma 5, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I comuni possono cedere, anche parzialmente, le proprie capacita’ assunzionali all’unione di comuni di cui fanno parte».

5-ter. Al fine di consentire un utilizzo piu’ razionale e una maggiore flessibilita’ nella gestione delle risorse umane da parte degli enti locali coinvolti in processi associativi, le disposizioni di cui all’articolo 30, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non si applicano al passaggio di personale tra l’unione e i comuni ad essa aderenti, nonche’ tra i comuni medesimi anche quando il passaggio avviene in assenza di contestuale trasferimento di funzioni o servizi.

5-quater. Al fine di favorire lo svolgimento delle funzioni di promozione del territorio, dello sviluppo economico e della cultura in ambito locale, i vincoli di contenimento della spesa pubblica di cui all’articolo 6, commi 8 e 11, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applicano alle spese per la realizzazione di mostre effettuate da regioni ed enti locali o da istituti e luoghi della cultura di loro appartenenza.

5-quinquies. Al fine di assicurare la tutela del decoro del patrimonio culturale e la sicurezza pubblica, il comune, d’intesa con la regione, sentito il competente soprintendente del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, puo’ adottare deliberazioni volte a regolare l’accesso e la circolazione, nel proprio centro storico, di veicoli elettrici e di velocipedi, utilizzati a fini turistici, che abbiano piu’ di due ruote o che comunque trasportino tre o piu’ persone, incluso il conducente.

6. Al fine di potenziare i sistemi museali cittadini e di promuovere l’interazione e la collaborazione tra gli istituti e i luoghi della cultura statali, regionali e degli enti locali, fino al 31 dicembre 2018, ciascun istituto o luogo della cultura di rilevante interesse nazionale dotato di autonomia speciale, di cui al decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo 23 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 2015 , e successive modificazioni, puo’ avvalersi, in deroga ai limiti finanziari previsti dalla legislazione   vigente,   di competenze o servizi professionali nella gestione di beni culturali, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per una durata non superiore a 9 mesi, entro i limiti di spesa di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, per sostenere il buon andamento dell’istituto o luogo della cultura e garantirne l’attivazione. Ciascun istituto o luogo della cultura di cui al primo periodo provvede all’attuazione delle disposizioni del medesimo periodo con le risorse disponibili nel proprio bilancio, assicurando altresi’ il rispetto degli obblighi di pubblicita’ e trasparenza nelle diverse fasi della procedura . Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e di indebitamento netto derivanti dall’attuazione delle disposizioni di   cui   al precedente comma, pari a 700.000 euro per l’anno 2017, a 1.500.000 euro per l’anno 2018 e a 750.000 euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a   legislazione   vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

7. Per le medesime finalita’ di cui al comma 6, gli incarichi di direttore di istituti e luoghi della cultura conferiti a seguito delle procedure di selezione pubblica   internazionale   di   cui all’articolo 14, comma 2-bis, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, possono essere rinnovati una sola volta, con decisione motivata sulla base di una valutazione positiva dei risultati ottenuti, per ulteriori quattro anni.

7-bis. L’articolo 14, comma 2-bis, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, si interpreta nel senso che alla procedura di selezione pubblica internazionale ivi prevista non si applicano i limiti di accesso di cui all’articolo 38 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

7-ter. Al fine di rafforzare   le   attivita’   di   tutela   e valorizzazione del patrimonio culturale, per   l’anno   2017   e’ autorizzata la spesa di: 3 milioni di euro per le esigenze di funzionamento delle soprintendenze archeologia,   belle   arti   e paesaggio del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo; 1,5 milioni di euro per incrementare l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al fine di consentire al Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo di far fronte, con interventi urgenti, al verificarsi di emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici e di procedere alla realizzazione di progetti   di   gestione   di   modelli   museali, archivistici e librari, di progetti di tutela paesaggistica e archeologico-monumentale nonche’ di progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni culturali e paesaggistici; 500.000 euro per le finalita’ previste dall’articolo 5, comma 1, primo periodo, della legge 1° dicembre 1997, n. 420. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2017, al fine di garantire l’invarianza sul fabbisogno e sull’indebitamento netto, si provvede mediante riduzione per 10 milioni di euro dell’autorizzazione di spesa   di   cui all’articolo 1, comma 330, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

7-quater. Al fine di potenziare il funzionamento dei sistemi bibliotecari locali, nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e’ istituito uno specifico Fondo con dotazione di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2018, destinato alla promozione della lettura, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio librario, alla riorganizzazione e all’incremento dell’efficienza dei sistemi bibliotecari. Il Fondo e’ ripartito annualmente secondo le modalita’ stabilite con apposito decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2018,   si   provvede     mediante     corrispondente     riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

7-quinquies. Al fine di accelerare le attivita’ di ricostruzione nelle aree colpite dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016 e di rafforzare le interazioni con le amministrazioni locali interessate, nonche’ di potenziare le azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della nazione, la dotazione organica del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e’ incrementata di un’unita’ dirigenziale   di   livello generale. Conseguentemente, all’articolo 54, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la parola: «ventiquattro» e’ sostituita dalla seguente: «venticinque». Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e’ modificato, con le medesime modalita’ di cui all’articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, il regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 140.000 euro per l’anno 2017 e a 214.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018,   si   provvede     mediante     corrispondente     riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 349, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

8. In favore del teatro di rilevante interesse culturale «Teatro Eliseo», per spese ordinarie e straordinarie, al fine di garantire la continuita’ delle sue attivita’ in occasione del centenario  della sua fondazione e’ autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Al relativo onere si provvede, quanto a 2 milioni di euro per l’anno 2017, mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una corrispondente quota delle risorse di cui all’articolo 24, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, che restano acquisite all’erario, e, quanto a 2 milioni di euro per l’anno 2017 e a 4 milioni di euro per l’anno 2018, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

8-bis. Al fine di consentire la prosecuzione e il rafforzamento degli interventi attuativi del piano strategico di sviluppo del percorso turistico-culturale integrato delle residenze borboniche, di cui all’articolo 1, comma 13, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, con particolare riguardo al recupero e alla valorizzazione del Real Sito di Carditello, e’ autorizzata la spesa di 300.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, quale contributo del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo alle spese di gestione e di funzionamento della Fondazione Real Sito di Carditello. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, pari a 300.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

8-ter. Al fine di sviluppare le attivita’ culturali promosse in favore della minoranza italiana nell’Istria, a Fiume e in Dalmazia, all’articolo 1 della legge 16 marzo 2001, n. 72, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2:

1) alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,nonche’ restauro di monumenti relativi alle medesime vicende»;

2) dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente:

«d-bis) erogazione di borse di studio»;

b) al comma 4, al primo periodo, dopo le parole: «attivita’ culturali » sono inserite le seguenti: «, l’universita’ popolare di Trieste» e dopo il secondo periodo e’ inserito il   seguente:

«L’universita’ popolare di Trieste svolge le attivita’ di supporto amministrativo e gestionale, anche sulla base di atti integrativi alle convenzioni, stipulate ai sensi della presente legge, gia’ in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione».

8-quater. Le convenzioni di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 16 marzo 2001, n. 72, vigenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono integrate al fine di adeguarle alle disposizioni di cui al comma 8-ter.

8-quinquies. Per le medesime finalita’ di cui al comma 8-ter, alla legge 21 marzo 2001, n. 73, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 1, comma 2:

1) al primo periodo, dopo la parola: «Slovenia» sono inserite le seguenti «, in Montenegro»;

2) al secondo periodo, le parole: «in collaborazione» sono sostituite dalle seguenti: «d’intesa con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e» e le parole: «, fino ad un massimo del 20 per cento dello stanziamento annuo previsto,» sono soppresse;

b) al titolo, dopo la parola: «Slovenia» sono inserite le seguenti «, in Montenegro».

Art. 22-bis

Statizzazione e razionalizzazione   delle   istituzioni   dell’alta

formazione artistica, musicale e coreutica non statali

1. A decorrere dall’anno 2017, una parte degli istituti superiori musicali non statali e le accademie non statali di belle arti di cui all’articolo 19, commi 4 e 5-bis, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, individuati con il decreto di cui al comma 2 del presente articolo, sono oggetto di graduali processi di statizzazione e razionalizzazione, nei limiti delle risorse di cui al comma 3 del presente articolo.

2. I processi di cui al comma 1 sono disciplinati con decreti del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,   di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 2, commi 7, lettera d), e 8, lettere a), b), c), e) e l), della legge 21 dicembre 1999, n. 508. Gli enti locali continuano ad assicurare l’uso gratuito degli spazi e degli immobili e si fanno carico delle situazioni debitorie pregresse alla statizzazione in favore delle istituzioni per le quali alla data di entrata in vigore del presente decreto gia’ vi sono tenuti, previa convenzione da stipulare tra   ciascun   ente   e   il   Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. Nell’ambito dei processi di statizzazione e razionalizzazione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definiti criteri   per   la determinazione delle relative dotazioni organiche nei limiti massimi del personale in servizio presso le predette istituzioni, nonche’ per il graduale inquadramento nei ruoli dello Stato del personale docente e non docente in servizio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il decreto di cui al precedente periodo, ai fini dell’inquadramento nei ruoli del personale statale, e’ adottato assumendo quali criteri la verifica delle modalita’ utilizzate per la selezione del predetto personale, prevedendo ove necessario il superamento di specifiche   procedure   concorsuali pubbliche, l’anzianita’ maturata con contratti a tempo determinato, pari ad almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi otto anni e la valutazione di titoli accademici e professionali.

3. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni del presente articolo e’ istituito un apposito fondo, da ripartire con decreto del Ministro dell’economia   e   delle   finanze,   su   proposta   del   Ministro dell’istruzione, dell’universita’   e   della   ricerca,   con   uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per l’anno 2017, di 17 milioni di euro per l’anno 2018, di 18,5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.

4. Nelle more del   completamento   di   ciascun   processo   di statizzazione e razionalizzazione, il fondo di cui al comma 3 e’ utilizzabile altresi’ per il funzionamento ordinario degli enti di cui al comma 1.

5. Alla copertura degli oneri recati dal presente articolo si provvede:

a) quanto a 0,51 milioni di euro per l’anno 2017, a 1,2 milioni di euro per l’anno 2018, a 1,37 milioni di euro per l’anno 2019 e a 1,54 milioni di euro annui a decorrere   dall’anno   2020,   mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di   spesa   di   cui all’articolo 19, comma 4, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, come integrata dall’articolo 1, comma 54, della legge 13 luglio 2015, n. 107;

b) quanto a 1,9 milioni di euro per l’anno 2017 e a 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 358, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;

c) quanto a 5,09 milioni di euro per l’anno 2017 e a 11,8 milioni di euro per l’anno 2018, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107;

d) quanto a 13,13 milioni di euro per l’anno 2019 e a 14,46 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, a valere sui risparmi di spesa derivanti dalle disposizioni di cui al comma 6 del presente articolo.

6. Alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 295, le parole: «45 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017» sono sostituite dalle seguenti: «45 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, di 31,87 milioni di euro per l’anno 2019 e di 30,54 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020»;

b) al comma 298, dopo le parole: «finanziamenti individuali» sono inserite le seguenti: «nel 2017 e nel 2018. A decorrere dal 2019 il numero dei finanziamenti individuali e’ determinato in proporzione all’importo complessivamente disponibile di cui al comma 295, fermo restando l’importo individuale di 3.000 euro».

Art. 22-ter

Organici di fatto

1. Il fondo di cui all’articolo 1, comma 366, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ incrementato di euro 40.700.000 per l’anno 2017, di euro 132.100.000 per l’anno 2018, di euro 131.600.000 per l’anno 2019, di euro 133.800.000 per l’anno 2020, di euro 136.700.000 per l’anno 2021, di euro 140.500.000 per l’anno 2022, di euro 145.800.000 per il 2023, di euro 153.900.000 per l’anno 2024, di euro 166.400.000 per l’anno 2025 e di euro 184.700.000 annui a decorrere dall’anno 2026.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1, si provvede:

a) quanto a   euro   40.700.000   per   l’anno   2017,   mediante corrispondente riduzione delle risorse di cui all’articolo 1, comma 365, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come ripartite con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo 2017;

b) quanto a euro 132.100.000 per l’anno 2018, a euro 70.984.407 per l’anno 2019, a euro 60.681.407 per l’anno 2020, a euro 80.514.407 per l’anno 2021, a euro 107.488.407 per l’anno 2022, a euro 60.497.407 per l’anno 2023, a euro 59.213.407 per l’anno 2024, a euro 44.881.407 per l’anno 2025, a euro 41.849.407 per l’anno 2026 e a euro 8.036.407 annui a decorrere dall’anno 2027, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107;

c) quanto a euro 20.599.593 per l’anno 2019, a euro 27.668.593 per l’anno 2020, a euro 15.450.732 per l’anno 2021, a euro 14.561.593 per l’anno 2022, a euro 32.953.902 per l’anno 2023, a euro 34.237.153 per l’anno 2024, a euro 40.569.038 per l’anno 2025, a euro 43.601.921 per l’anno 2026 e a euro 77.414.921 annui a decorrere dall’anno 2027, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

d) quanto a euro 40.016.000 per l’anno 2019, a euro 45.450.000 per l’anno 2020, a euro 37.936.000 per l’anno 2021, a euro 18.450.000 per l’anno 2022, a euro 40.450.000 per l’anno 2023, a euro 40.450.000 per l’anno 2024 e a euro 48.450.000 annui a decorrere dall’anno 2025, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;

e) quanto a euro 2.798.861 per l’anno 2021, a euro 11.898.691 per l’anno 2023, a euro 19.999.440 per l’anno 2024, a euro 32.499.555 per l’anno 2025 e a euro 50.798.672 annui a decorrere dall’anno 2026, in termini di solo saldo netto da finanziare, mediante corrispondente riduzione   delle   somme   iscritte   nella   missione   «Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica», programma «Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi di imposte » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

3. A partire dall’anno scolastico 2018/2019, sulla base degli esiti del monitoraggio previsto dall’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, da eseguire entro il 15 settembre di ciascun anno, e sulla base delle previsioni, formulate entro la medesima data, concernenti il numero dei posti di supplenza   a   tempo determinato da attivare fino al 30 giugno, la legge di bilancio determina la quota degli eventuali risparmi di spesa calcolati con riferimento all’eventuale riduzione del numero effettivo di posti di supplenza fino al 30 giugno, fermo restando il limite di cui all’articolo 1, comma 129, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, da portare annualmente in aumento delle dotazioni dei fondi di cui alle lettere b), c) e d) del comma 2 del presente articolo in misura proporzionale alla riduzione ad essi apportata con le medesime lettere b), c) e d). Le maggiori risorse sono accantonate e rese indisponibili per essere utilizzate a seguito   dell’esito   del monitoraggio di cui al presente comma.

Art. 23

Consolidamento dei trasferimenti erariali

alle province delle regioni Sardegna e Siciliana

1. A decorrere dall’anno 2017 sono confermati nella   misura determinata per l’anno 2016:

   a) i valori finanziari relativi ai trasferimenti erariali da parte del Ministero dell’interno, a valere sui contributi ordinario, consolidato e perequativo, riguardanti le province della regione Sardegna, tenendo conto del riordino territoriale attuato dalla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2, e ripartendo i valori finanziari nei confronti degli enti subentranti per il 90 per cento in base alla popolazione residente e per il 10 per cento in base al territorio;

   b) i valori finanziari relativi ai trasferimenti erariali da parte del Ministero dell’interno, a valere sui contributi ordinario, consolidato e perequativo, riguardanti gli enti subentrati alle province della Regione siciliana.

Art. 24

Fabbisogni standard e capacita’ fiscali per regioni

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 534, sono inseriti i seguenti:

   «534-bis. Previo aggiornamento da   parte   della   Conferenza Unificata, segreteria tecnica della Conferenza permanente per il coordinamento   della   finanza   pubblica,   del   rapporto   sulla determinazione della effettiva entita’ e della ripartizione delle misure di consolidamento disposte dalle manovre di finanza pubblica fra i diversi livelli di governo fino all’annualita’ 2016 e con la proiezione dell’entita’ a legislazione vigente per il 2017-2019, a decorrere dall’anno 2017, la Commissione tecnica per i fabbisogni standard di cui all’articolo 1, comma 29, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, – sulla base delle elaborazioni e ricognizioni effettuate dalla Societa’ Soluzioni per il sistema economico – Sose S.p.A,   attraverso   l’eventuale   predisposizione   di   appositi questionari, in collaborazione con l’ISTAT e avvalendosi della Struttura tecnica di supporto alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presso il Centro interregionale di Studi   e Documentazione (CINSEDO) delle regioni – provvede all’approvazione di metodologie per la determinazione di fabbisogni standard e capacita’ fiscali standard delle Regioni a statuto ordinario, sulla base dei criteri stabiliti dall’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, nelle materie diverse dalla sanita’.

   534-ter. A decorrere dall’anno 2018, il concorso alla finanza pubblica di cui all’articolo 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e di cui all’articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 15 gennaio di ciascun anno, e’ ripartito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare previa deliberazione del Consiglio dei ministri,  tenendo anche conto dei fabbisogni standard come approvati ai sensi del comma 534-bis e delle capacita’ fiscali standard elaborate dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento delle finanze avvalendosi della Struttura tecnica di supporto alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presso il Centro interregionale di Studi e Documentazione (CINSEDO) delle regioni. In caso di mancata approvazione dei fabbisogni standard e delle capacita’ fiscali standard, il concorso alla finanza pubblica di cui al periodo precedente e’ ripartito tenendo anche conto della popolazione residente e del PIL. Il predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri individua anche le modalita’ di acquisizione delle risorse da parte dello Stato.»

2. A decorrere dal 1° gennaio 2018 :

   a) all’articolo 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, il secondo e il quinto periodo sono soppressi;

   b) all’articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il secondo periodo e’ soppresso.

2-bis. Nelle more del riordino del sistema della fiscalita’ locale, al decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 2, comma 1, la parola: «2018», ovunque ricorre, e’ sostituita dalla seguente: «2019»;

b) all’articolo 4:

1) al comma 2, le parole: «Per gli anni dal 2011 al 2017» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni dal 2011 al 2018» e le parole: «A decorrere dall’anno 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dall’anno 2019»;

2) al comma 3, le parole: «A decorrere dall’anno 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dall’anno 2019»;

c) all’articolo 7:

1) al comma 1, le parole: «A decorrere dall’anno 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dall’anno 2019»;

2) al comma 2, le parole: «entro il 31 luglio 2017» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 luglio 2018»;

d) all’articolo 15, commi 1 e 5, la parola: «2018» e’ sostituita dalla seguente: «2019».

Art. 25

Attribuzione quota investimenti in favore delle regioni, province e

citta’ metropolitane

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 140, sono inseriti i seguenti:

   «140-bis. Per l’anno 2017 una quota del Fondo di cui al comma 140, per un importo pari a 400 milioni di euro, e’ attribuita alle Regioni a statuto ordinario per le medesime finalita’ ed e’ ripartita secondo gli importi indicati nella tabella di seguito riportata. Le Regioni a statuto ordinario sono tenute ad effettuare investimenti nuovi e aggiuntivi per un importo almeno pari a 132.421.052,63 euro nell’anno 2017. A tal fine, entro il 31 luglio 2017, le medesime Regioni a statuto ordinario adottano gli atti finalizzati all’impiego delle risorse, assicurando l’esigibilita’ degli impegni nel medesimo anno 2017 per la quota di competenza di ciascuna Regione. Gli investimenti che le singole Regioni sono chiamate a realizzare, secondo quanto stabilito al periodo precedente, sono considerati nuovi o aggiuntivi qualora sia rispettata una delle   seguenti condizioni:

     a) le Regioni procedono a variare il bilancio di previsione 2017-2019 incrementando gli stanziamenti riguardanti gli investimenti diretti e indiretti per la quota di rispettiva competenza, come indicata nella tabella di seguito riportata;

     b) gli investimenti per l’anno 2017 devono essere superiori, per un importo pari ai valori indicati nella tabella di seguito riportata, rispetto agli impegni per investimenti diretti e indiretti effettuati nell’esercizio 2016 a valere su risorse regionali, escluse le risorse del Fondo pluriennale vincolato.

Le Regioni certificano l’avvenuta realizzazione degli investimenti di cui alla tabella di seguito riportata,  entro il 31 marzo 2018, mediante apposita comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso di mancata o parziale realizzazione degli investimenti, rispetto agli obiettivi indicati per ciascuna Regione nella tabella di seguito riportata qualora la Regione non abbia conseguito, per la differenza, un valore positivo del saldo di cui al comma 466, si applicano le sanzioni di cui commi 475 e 476.

  

  

                               ————————————-

                               |       SNF     |       IN

———————————————————————

                                 Riparto quota   Quote investimenti

Regioni           Percentuale       fondo       nuovi e aggiuntivi

                                   investimenti

———————————————————————

Abruzzo               3,16%       12.650.315,79     4.187.920,33

Basilicata             2,50%         9.994.315,79     3.308.644,54

Calabria               4,46%       17.842.315,79     5.906.745,60

Campania             10,54%       42.159.368,42   13.956.969,86

Emilia-Romagna         8,51%       34.026.315,79   11.264.501,39

Lazio                 11,70%       46.813.263,16   15.497.653,96

Liguria               3,10%       12.403.157,89     4.106.098,06

Lombardia             17,48%       69.930.105,26   23.150.545,37

Marche                 3,48%       13.929.473,68     4.611.388,92

Molise                 0,96%         3.828.842,11     1.267.548,25

Piemonte               8,23%       32.908.842,11   10.894.558,78

Puglia                 8,15%       32.610.736,84   10.795.870,25

Toscana               7,82%       31.269.263,16   10.351.771,86

Umbria                 1,96%         7.848.210,53     2.598.170,75

Veneto                 7,95%       31.785.473,68   10.522.664,71

TOTALE               100,00%       400.000.000,00   132.421.052,63

———————————————————————

  

   140-ter. Una quota del Fondo di cui al comma 140, per un importo pari a 64 milioni di euro per l’anno 2017, 118 milioni di euro per l’anno 2018 80 milioni di euro per l’anno 2019 e 44,1 milioni di euro per l’anno 2020, e’ attribuita dal Ministero   dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca alle province e alle   citta’ metropolitane per il finanziamento degli interventi in materia di edilizia scolastica coerenti con la Programmazione triennale. Tali risorse possono essere   destinate   anche   all’attuazione   degli interventi di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza antincendio. E’ corrispondentemente ridotta l’autorizzazione di spesa di cui al predetto comma 140. Le province e le citta’ metropolitane certificano l’avvenuta realizzazione degli investimenti di cui al presente comma entro il 31 marzo successivo all’anno di riferimento, mediante apposita comunicazione   al   Ministero   dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso di mancata o parziale   realizzazione   degli   investimenti,   le corrispondenti risorse assegnate alle singole province o citta’ metropolitane sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo di cui al comma 140».

2. All’articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, al comma 142, le parole «di cui ai commi 140 e 141» sono sostituite dalle seguenti parole: «di cui ai commi 140, 140-bis, 140-ter e 141».

 2-bis. In aggiunta a quanto previsto dal comma   140-ter dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, introdotto dal comma 1 del presente articolo, per il finanziamento degli interventi in materia di edilizia scolastica e’ autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2017 in favore delle province e delle citta’ metropolitane. Al relativo onere, pari a 15 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

2-ter. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 487 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:

«secondo le modalita’ individuate e pubblicate nel sito internet istituzionale della medesima Struttura. Le richieste di   spazi finanziari sono complete delle informazioni relative:

a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell’anno precedente;

b) all’avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata del fondo crediti di dubbia esigibilita’, risultante dal rendiconto o dal preconsuntivo dell’anno precedente»;

b) al comma 488:

1) all’alinea, le parole: «attribuisce a» sono sostituite dalle seguenti: «individua per»;

     2) alla lettera a), le parole: «nell’anno 2016 ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 aprile 2016» sono sostituite dalle seguenti: «nell’anno 2017 ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 77112 del 26 aprile 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio 2017»;

3) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:

« b) interventi di nuova costruzione di edifici scolastici o di adeguamento antisismico degli edifici esistenti per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato in conformita’ alla vigente normativa, completo del codice unico di progetto (CUP) e del cronoprogramma aggiornato della spesa e delle opere, che non abbiano pubblicato il bando alla data di entrata in vigore della presente legge»;

4) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:

«c) interventi di edilizia scolastica per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato in conformita’ alla vigente normativa, completo del CUP,   del   cronoprogramma aggiornato della spesa e delle opere, che non abbiano pubblicato il bando di gara alla data di entrata in vigore della presente legge»;

5) dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti:

«c-bis) interventi di nuova costruzione di edifici scolastici o di adeguamento antisismico degli edifici esistenti per i quali gli enti dispongono del progetto definitivo completo del CUP;

c-ter) altri interventi di edilizia scolastica per i quali gli enti dispongono del progetto definitivo completo del CUP»;

c) dopo il comma 488 e’ inserito il seguente:

«488-bis. I comuni facenti parte di un’unione di comuni, ai sensi dell’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che hanno delegato le funzioni riferite all’edilizia scolastica, possono chiedere spazi finanziari, ai sensi dei commi 487 e 488 del presente articolo, per la quota di contributi trasferiti all’unione stessa per interventi di edilizia scolastica ricadenti nelle priorita’ di cui al citato comma 488»;

d) il comma 489 e’ sostituito dal seguente:

     «489. Gli enti locali beneficiari degli spazi finanziari e l’importo degli stessi sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, entro il 15 febbraio di ogni anno. Ferme restando le priorita’ di cui al comma 488, qualora le richieste complessive risultino   superiori   agli   spazi   finanziari   disponibili, l’individuazione dei medesimi spazi e’ effettuata a favore degli enti che presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all’avanzo di amministrazione. Qualora le richieste complessive risultino inferiori agli spazi disponibili, gli stessi sono destinati alle finalita’ degli interventi previsti al comma 492. Entro il 15 febbraio di ogni anno la Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica comunica al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato gli spazi finanziari da attribuire a ciascun ente locale»;

e) al comma 492:

1) all’alinea, le parole: «15 febbraio» sono sostituite dalle seguenti: «20 febbraio»;

2) alla lettera 0a), le parole: «, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in conformita’ alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa» sono soppresse;

3) alla lettera a), il numero 2) e’ sostituito dal seguente:

«2) dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti»;

4) la lettera b) e’ abrogata;

   f) al comma 493, le parole: «alle lettere a), b), c) e d)» sono sostituite dalle seguenti: «alle lettere 0a), a), c) e d)».

Art. 26

Iscrizione dell’avanzo in bilancio

e prospetto di verifica del rispetto del pareggio

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) al comma 468, dopo la lettera b) e’ inserita la seguente:

«b-bis) all’articolo 175, comma 5-quater, lettera c) del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;»;

a-bis) al comma 468, la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:

«d) all’articolo 51, comma 2, lettera a), con riferimento alle sole variazioni per applicazione di quote del risultato di amministrazione vincolato degli esercizi precedenti, e lettera g), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;»;

   b) al comma 468, alla lettera e), dopo le parole «economie di spesa» sono inserite le seguenti «, le operazioni di indebitamento effettuate a seguito di variazioni di esigibilita’ della spesa».

   c) dopo il comma 468 e’ inserito il seguente comma:

     «468-bis. Le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono utilizzare le quote del risultato   di   amministrazione accantonato   risultanti   dall’ultimo   consuntivo   approvato   o dall’attuazione dell’articolo 42, comma 10, del decreto legislativo n. 118 del 2011, e le quote del risultato di amministrazione vincolato, iscrivendole nella missione 20 in appositi accantonamenti di bilancio che, nel bilancio gestionale sono distinti   dagli accantonamenti finanziati dalle entrate di competenza dell’esercizio. Gli utilizzi degli accantonamenti finanziati   dall’avanzo   sono disposti con delibere della giunta cui e’ allegato il prospetto di cui al comma 468. La giunta e’ autorizzata ad effettuare le correlate variazioni, anche in deroga all’articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011.».

Art. 26-bis

Disposizione   concernente   l’impiego   dell’avanzo   destinato   a

investimenti degli enti locali per estinzione anticipata   di

prestiti

1. All’articolo 187, comma 2, lettera e), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle operazioni di estinzione anticipata di prestiti, qualora l’ente non disponga di una quota sufficiente di avanzo libero, nel caso abbia somme accantonate per una quota pari al 100 per cento del fondo crediti di dubbia esigibilita’, puo’ ricorrere all’utilizzo di quote dell’avanzo destinato a investimenti, solo a condizione che garantisca, comunque, un pari livello di investimenti aggiuntivi».

Art. 27

Misure sul trasporto pubblico locale

1. All’articolo 1, dopo il comma 534-ter, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono inseriti i seguenti:

   «534-quater. Nelle more del riordino del sistema della fiscalita’ regionale, secondo i principi di cui all’articolo   119   della Costituzione, la dotazione del Fondo di cui all’articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e’ rideterminata nell’importo di 4.789.506.000 euro per l’anno 2017 e 4.932.554.000 euro a decorrere dall’anno 2018, anche al fine di sterilizzare i conguagli di cui all’articolo unico, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 luglio 2013,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2013 ,   con riferimento agli anni 2013 e successivi.

   534-quinquies. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2013 , non trova applicazione a decorrere dall’anno 2017».

2. A decorrere dall’anno 2018, il riparto del Fondo di cui al comma 1 e’ effettuato, entro il 30 giugno di ogni anno, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa con   la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In caso di mancata intesa si applica quanto previsto dall’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il suddetto riparto e’ operato sulla base dei seguenti criteri:

   a) suddivisione tra le regioni di una quota pari al dieci per cento dell’importo del Fondo sulla base dei proventi complessivi da traffico e dell’incremento dei medesimi registrato, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, tra l’anno 2014 e l’anno di riferimento, con rilevazione effettuata dall’Osservatorio di cui all’articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Negli anni successivi, la quota e’ incrementata del cinque per cento dell’importo del Fondo per ciascun anno fino a raggiungere il venti per cento dell’importo del predetto Fondo;

   b) suddivisione tra le regioni di una quota pari, per il primo anno, al dieci per cento dell’importo del Fondo in base a quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e   dei trasporti di determinazione dei costi standard, di cui all’articolo 1, comma 84, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Negli anni successivi la quota e’ incrementata del cinque per cento dell’importo del Fondo per ciascun anno fino a raggiungere il venti per cento dell’importo del predetto Fondo. Nel riparto di tale quota si tiene conto della presenza di infrastrutture ferroviarie di carattere regionale;

   c) suddivisione della quota residua del Fondo, sottratto quanto previsto dalle lettere a) e b), secondo le percentuali regionali di cui alla tabella   allegata   al   decreto   del   Ministro   delle infrastrutture e trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze dell’11 novembre 2014; definizione dei livelli adeguati di servizio di cui al comma 6 che, a decorrere dal secondo anno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente   decreto,   sostituiscono   le   predette percentuali regionali, comunque entro i limiti di spesa complessiva prevista dal Fondo stesso;

   d) riduzione in ciascun anno delle risorse del Fondo   da trasferire alle regioni qualora i servizi di trasporto pubblico locale e regionale non risultino affidati con procedure di evidenza pubblica entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, ovvero ancora non ne risulti pubblicato alla medesima data il bando di gara, nonche’ nel caso di gare non conformi alle misure di cui alle delibere dell’Autorita’ di regolazione dei trasporti adottate ai sensi dell’articolo 37, comma 2, lettera f), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.   201,   convertito,   con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, qualora bandite successivamente all’adozione delle predette delibere. La riduzione non si applica ai contratti di servizio affidati alla data del 30 settembre 2017 in conformita’ alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007, sino alla loro scadenza, nonche’ per i servizi ferroviari regionali nel caso di avvenuta pubblicazione alla medesima data ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del regolamento (CE) n. 1370/2007. La riduzione, applicata alla quota di ciascuna regione come determinata ai sensi delle lettere da a) a c), e’ pari al quindici per cento del valore dei corrispettivi dei contratti di servizio non affidati con le predette procedure. Le risorse derivanti da tali riduzioni sono ripartite tra le altre Regioni con le modalita’ di cui al presente comma, lettere a), b) e c);

   e) in ogni caso, al fine di garantire una ragionevole certezza delle risorse finanziarie   disponibili,   il   riparto   derivante dall’attuazione delle lettere da a) a d) non puo’ determinare per ciascuna regione una riduzione annua maggiore del cinque per cento rispetto alla quota attribuita nell’anno precedente; ove l’importo complessivo del Fondo nell’anno di riferimento sia inferiore a quello dell’anno precedente, tale limite e’ rideterminato   in   misura proporzionale alla riduzione del   Fondo   medesimo.   Nel  primo quinquennio di applicazione il riparto non puo’ determinare per ciascuna regione, una riduzione annua maggiore del 10 per cento rispetto alle risorse trasferite nel 2015; ove l’importo complessivo del Fondo nell’anno di riferimento sia inferiore a quello del 2015, tale limite e’ rideterminato in misura proporzionale alla riduzione del Fondo medesimo.

3. Al fine di garantire un’efficace programmazione delle risorse, gli   effetti   finanziari   sul   riparto   del   Fondo,   derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al comma 2 si verificano nell’anno successivo a quello di riferimento.

4. Nelle more dell’emanazione del decreto di cui all’alinea del comma 2, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e’ ripartito, entro il 15 gennaio di ciascun anno, tra le regioni, a titolo di anticipazione, l’ottanta per cento dello stanziamento del Fondo. L’anticipazione e’ effettuata sulla base delle percentuali attribuite a ciascuna regione l’anno precedente. Le risorse erogate a titolo di anticipazione sono oggetto di integrazione, di saldo o di compensazione con gli anni successivi. La relativa erogazione alle regioni a statuto ordinario e’ disposta con cadenza mensile.

5. Le amministrazioni competenti, al fine di procedere sulla base di dati istruttori uniformi, si avvalgono dell’Osservatorio di cui all’articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per l’acquisizione dei dati economici, finanziari e tecnici, relativi ai servizi svolti, necessari alla realizzazione di indagini conoscitive e approfondimenti in materia di trasporto pubblico regionale e locale, prodromici all’attivita’ di pianificazione e monitoraggio. A tale   scopo   i   suddetti   soggetti   forniscono   semestralmente all’Osservatorio indicazioni sulla tipologia dei dati da acquisire dalle aziende esercenti i servizi di trasporto pubblico.

6. Ai fini del riparto del Fondo, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonche’ previo parere delle competenti Commissioni parlamentari , sono definiti i criteri con cui le regioni a statuto ordinario determinano i livelli adeguati dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale con tutte le modalita’, in coerenza con il raggiungimento di obiettivi   di soddisfazione della domanda di mobilita’,   nonche’   assicurando l’eliminazione di duplicazioni di servizi sulle stesse direttrici e l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 34-octies del decreto- legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito,   con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, privilegiando soluzioni innovative e di minor costo per fornire servizi di mobilita’ nelle aree a domanda debole, quali scelte di sostituzione modale. Le regioni provvedono alla determinazione degli adeguati livelli di servizio entro e non oltre i successivi centoventi giorni e provvedono, altresi’, contestualmente ad una riprogrammazione dei servizi anche modificando il piano di cui all’articolo 16-bis, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,. In caso di inadempienza della regione entro i predetti centoventi giorni, si procede ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

7. A decorrere dal 1º gennaio 2018 e’ abrogato il comma 6 dell’articolo 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n.   95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, alinea sono apportate al predetto articolo 16-bis del citato decreto-legge le seguenti ulteriori modificazioni:

   a) i commi 3 e 5 sono abrogati;

   b) al comma 4, primo periodo, le parole: «Entro quattro mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 3,» e le parole: «, in conformita’ con quanto stabilito con il medesimo decreto di cui al comma 3,» sono soppresse e le parole: «le Regioni» sono sostituite dalle seguenti: «Le Regioni»;

   c) al comma 9, primo periodo, le parole: «il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 3» sono sostituite dalle seguenti: «decreto del Presidente del Consiglio dei ministri».

8. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2013, n. 148, con le successive rideterminazioni e aggiornamenti ivi previsti, conserva efficacia fino al 31 dicembre dell’anno precedente alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, alinea, e comunque non oltre il 31 dicembre 2018.

8-bis. I costi standard determinati in applicazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e   dei   trasporti   di   cui all’articolo 1, comma 84, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e gli indicatori programmatori ivi definiti con criteri di efficienza ed economicita’ sono utilizzati dagli enti che affidano i servizi di trasporto pubblico locale e regionale come elemento di riferimento per la quantificazione delle compensazioni   economiche   e   dei corrispettivi da porre a base d’asta,   determinati   ai   sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e delle normative europee sugli obblighi di servizio pubblico, con le eventuali integrazioni che tengano conto della specificita’ del servizio e degli obiettivi degli enti locali in   termini   di programmazione dei servizi e di promozione dell’efficienza del settore. Le disposizioni del presente comma si applicano ai contratti di servizio stipulati successivamente al 31 dicembre 2017.

8-ter. All’articolo 19 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 5, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, la soglia minima del rapporto di cui al precedente periodo puo’ essere rideterminata per tenere conto del livello della domanda di trasporto e delle condizioni economiche e sociali»;

b) il comma 6 e’ abrogato.

8-quater. Le disposizioni di cui al comma 8-ter si applicano dal 1° gennaio 2018.

8-quinquies. Al fine di consentire il conseguimento degli obiettivi di copertura dei costi con i ricavi da traffico, le regioni e gli enti locali modificano i sistemi tariffari e i livelli delle tariffe anche   tenendo   conto   del   principio   di   semplificazione, dell’applicazione   dell’indicatore   della   situazione   economica equivalente, dei livelli di servizio e della media dei livelli tariffari europei, del corretto rapporto tra tariffa e abbonamenti ordinari, dell’integrazione tariffaria tra diverse modalita’   e gestori. Le disposizioni del precedente periodo si applicano ai contratti di servizio stipulati successivamente alla data di adozione dei provvedimenti tariffari; si applicano inoltre ai contratti di servizio in essere alla medesima data solo in caso di aumenti maggiori del doppio dell’inflazione programmata, con conseguente riduzione del corrispettivo del medesimo contratto di importo pari al 70 per cento dell’aumento stimato dei ricavi da traffico conseguente alla manovra tariffaria, fatti salvi i casi in cui la fattispecie non sia gia’ disciplinata dal contratto di servizio. I livelli tariffari sono aggiornati sulla base delle misure adottate dall’Autorita’ di regolazione dei trasporti ai sensi dell’articolo 37, comma 2, lettera b), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

8-sexies. Il gestore del servizio a domanda individuale, i cui proventi tariffari non coprano integralmente i costi di gestione, deve indicare nella carta dei servizi e nel proprio sito internet istituzionale la quota parte, espressa in termini percentuali, del costo totale di erogazione del servizio a carico della finanza pubblica, utilizzando una formulazione sintetica e chiara.

8-septies. Per la copertura dei debiti del sistema di trasporto regionale e’ attribuito   alla   regione   Umbria   un   contributo straordinario dell’importo complessivo di 45,82 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro per l’anno 2017 e 25,82 milioni di euro per l’anno 2018, per far fronte ai debiti verso la societa’ Busitalia – Sita Nord Srl e sue controllate.

8-octies. Agli oneri derivanti dal comma 8-septies, pari a 20 milioni di euro per l’anno 2017 e a 25,82 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020. I predetti importi, tenuto conto della localizzazione territoriale della misura di cui al comma 8-septies, sono portati in prededuzione dalla quota ancora da assegnare alla medesima regione Umbria a valere sulle risorse della citata programmazione 2014-2020.

9. Al fine di favorire il rinnovo del materiale rotabile, lo stesso puo’ essere acquisito dalle imprese di trasporto pubblico regionale e locale anche ricorrendo alla locazione per quanto riguarda materiale rotabile per il trasporto ferroviario e alla locazione   senza conducente per veicoli di anzianita’ massima di dodici anni adibiti al trasporto su gomma e per un periodo non inferiore all’anno.

10. All’articolo 84, comma 4, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo le parole: «trasporto di persone,» sono inserite le seguenti: «i veicoli di cui all’articolo 87, comma 2, adibiti ai servizi di linea di trasporto di persone».

11. Per il rinnovo del materiale rotabile, le aziende affidatarie di servizi di trasporto pubblico locale, anche di natura non pubblicistica, possono accedere agli strumenti di   acquisto   e negoziazione messi a disposizione dalle centrali   di   acquisto nazionale, ferma restando la destinazione dei mezzi acquistati ai predetti servizi.

11-bis. I contratti di servizio relativi all’esercizio dei servizi di trasporto pubblico stipulati successivamente al   31 dicembre 2017 non possono prevedere la circolazione di veicoli a motore adibiti al trasporto pubblico regionale e locale appartenenti alle categorie M2 o M3, alimentati a benzina o gasolio   con caratteristiche antinquinamento Euro 0 o Euro 1, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 232, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Con uno o piu’   decreti del   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinati i casi di esclusione dal divieto di cui al primo periodo per particolari caratteristiche di veicoli di carattere storico o destinati a usi specifici.

11-ter. I contratti di servizio di cui al comma 11-bis prevedono, altresi’, che i veicoli per il trasporto pubblico regionale e locale debbano essere dotati di sistemi elettronici per il conteggio dei passeggeri o di altre tecnologie utili per la rilevazione della domanda,   ai   fini   della   determinazione   delle   matrici origine/destinazione, e che le flotte automobilistiche utilizzate per i servizi di trasporto pubblico regionale e locale siano dotate di sistemi satellitari per il monitoraggio elettronico del servizio. I contratti di servizio, in conformita’ con le disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, tengono conto degli oneri derivanti dal presente comma, determinati secondo i criteri utilizzati per la definizione dei costi standard di cui all’articolo 1, comma 84, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, assicurando la copertura delle quote di ammortamento degli investimenti.

11-quater. I comuni, in sede di definizione dei piani urbani del traffico, ai sensi dell’articolo 36 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, individuano specifiche modalita’ per la diffusione di nuove tecnologie previste dal Piano di azione nazionale sui sistemi di trasporto intelligenti   (ITS), predisposto in attuazione dell’articolo 8 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, impegnandosi in tale sede ad utilizzare per investimenti in nuove tecnologie per il trasporto specifiche quote delle risorse messe a disposizione dall’Unione europea.

11-quinquies. Fatte salve le procedure di scelta del contraente per l’affidamento di servizi gia’ avviate antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i contratti di servizio che le regioni e gli enti locali sottoscrivono, successivamente alla predetta data, per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale prevedono, a carico delle imprese, l’onere per il mantenimento e per il rinnovo del materiale rotabile e degli impianti, con esclusione   delle   manutenzioni straordinarie degli impianti e delle infrastrutture di proprieta’ pubblica e secondo gli standard qualitativi e di   innovazione tecnologica a tal fine definiti dagli stessi enti affidanti, ove non ricorrano alla locazione senza conducente. I medesimi contratti di servizio prevedono inoltre la predisposizione da parte delle aziende contraenti di un piano economico-finanziario che, tenendo anche conto del materiale rotabile acquisito con fondi pubblici, dimostri un impiego di risorse per il rinnovo del materiale rotabile, mediante nuovi acquisti, locazioni a lungo termine o leasing, nonche’ per investimenti in nuove tecnologie, non inferiore al 10 per cento del corrispettivo contrattuale. I medesimi   contratti   di   servizio prevedono l’adozione, a carico delle imprese che offrono il servizio di trasporto pubblico   locale   e   regionale,   di   sistemi   di bigliettazione elettronica da attivare sui mezzi immatricolati. Nel rispetto dei principi di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, i contratti di servizio tengono conto degli oneri derivanti dal presente comma, determinati secondo i criteri utilizzati per la definizione dei costi standard di cui all’articolo 1, comma 84, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, assicurando la copertura delle quote di ammortamento degli investimenti.

12. L’articolo 9, comma 2-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, e’ sostituito dal seguente:

«2-bis. All’articolo 1, comma 615, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: “31 dicembre 2017” sono sostituite dalle seguenti: “31 gennaio 2018”. I soggetti autorizzati allo svolgimento di servizi automobilistici regionali di competenza statale si adeguano alle previsioni del presente comma entro il 30 ottobre 2017, dandone comunicazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il Ministero effettua le verifiche   entro   novanta   giorni   dalla comunicazione anzidetta e, in caso di mancato adeguamento, dichiara la decadenza delle autorizzazioni».

12-bis. Il terzo e il quarto periodo del comma 3 dell’articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285, sono sostituiti dai seguenti: «Nell’ambito dei servizi di linea interregionali   di competenza statale, per riunione di imprese, ai fini del presente comma, si intende il raggruppamento verticale o orizzontale; per raggruppamento verticale si intende un raggruppamento di operatori economici il cui mandatario esegue le attivita’ principali di trasporto di passeggeri su strada e i mandanti quelle indicate come secondarie;   per   raggruppamento   orizzontale   si   intende   un raggruppamento in cui gli operatori economici eseguono il medesimo tipo di prestazione. Gli accertamenti sulla sussistenza   delle condizioni di sicurezza e regolarita’ dei servizi ai sensi del comma 2, lettera g), relativamente all’ubicazione delle aree di fermata, sono validi fino a quando non sia accertato il venire meno delle condizioni di sicurezza».

12-ter. All’articolo 1, comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, la parola: «ovvero» e’ sostituita dalla seguente: «anche» e dopo le parole: «alla riqualificazione elettrica» sono aggiunte le seguenti: «e al miglioramento dell’efficienza energetica»;

b) al quarto periodo, dopo le parole: «Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono individuate modalita’» e’ aggiunta la seguente: «, anche».

12-quater. Le funzioni   di   regolazione,   di   indirizzo,   di organizzazione e di controllo e quelle di gestione dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale sono distinte e si esercitano separatamente. L’ente affidante si avvale obbligatoriamente di altra stazione appaltante per lo svolgimento della procedura di affidamento dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale qualora il gestore uscente dei medesimi servizi o uno dei concorrenti sia partecipato o controllato dall’ente affidante ovvero sia affidatario diretto o in house del predetto ente.

12-quinquies. Il regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, e la legge 22 settembre 1960, n. 1054, sono abrogati, fatta salva la loro applicazione fino al primo rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro di settore e, comunque, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

12-sexies. All’articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, dopo il comma 4-ter e’ inserito il seguente:

«4-quater. I beni di cui all’articolo 3, commi da 7 a 9, della legge 15 dicembre 1990, n. 385, trasferiti alle regioni competenti ai sensi del comma 4 del presente articolo, possono essere trasferiti a titolo gratuito con esenzione da ogni imposta e tassa connessa al trasferimento medesimo, alle societa’ costituite dalle ex gestioni governative di cui al comma 3-bis dell’articolo 18 del presente decreto, se a totale partecipazione della stessa regione conferente».

Art. 28

Diverse modalita’ di conseguimento

degli obiettivi regionali di finanza pubblica

1. All’articolo 1, comma 680, secondo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «inclusa la possibilita’ di prevedere versamenti da parte delle regioni interessate,» sono soppresse.

Art. 29

Flussi informativi delle prestazioni farmaceutiche

1. Per gli anni 2016 e 2017 relativamente allo sfondamento definitivo dei tetti della spesa farmaceutica, l’Agenzia italiana del farmaco, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ai fini del monitoraggio complessivo della   spesa   sostenuta   per l’assistenza farmaceutica per acquisti diretti di cui all’articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e all’articolo 1, comma 398, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si avvale anche dei dati recati dalla fattura elettronica di cui all’articolo 1, commi 209, 210, 211, 212, 213 e 214 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive   modificazioni,   attraverso   il   Sistema   di interscambio di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 7 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 3 maggio 2008 , secondo modalita’ definite con il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero della salute.

2. A decorrere  dal 1° gennaio 2018 ,   nelle   fatture elettroniche emesse nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale per acquisti di prodotti farmaceutici e’ fatto obbligo di  indicare  le informazioni sul Codice   di   Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) e il corrispondente quantitativo. A decorrere dalla stessa data, le suddette   fatture   sono   rese disponibili all’Agenzia italiana del farmaco. Con decreto   del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, sono disciplinate le modalita’ tecniche di indicazione dell’AIC sulla fattura elettronica, nonche’ le modalita’ di accesso da parte  dell’Agenzia italiana del farmaco  ai dati ivi contenuti ai fini dell’acquisizione delle suddette fatture per l’assolvimento dei propri compiti istituzionali. E’ fatto divieto agli enti del Servizio sanitario nazionale di effettuare pagamenti di corrispettivi di fatture che non riportino le informazioni di cui al presente comma.

3. A quanto previsto dal presente articolo si provvede con le risorse disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 30

Altre disposizioni in materia di farmaci

1. All’articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 402, e’ inserito il seguente:

   «402-bis. I farmaci, ivi compresi quelli oncologici, per i quali e’ stato riconosciuto, da parte dell’Aifa, il possesso del requisito dell’innovativita’ condizionata, sono inseriti esclusivamente nei prontuari terapeutici regionali di cui all’articolo 10, commi 2 e 3, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito,   con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e non accedono alle risorse di cui ai Fondi previsti ai commi 400 e 401  per un periodo massimo di diciotto mesi. Le risorse dei Fondi di cui ai commi 400 e 401 non impiegate per le finalita’ ivi indicate confluiscono nella quota di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato ai sensi del comma 392.».

Art. 30-bis

Disposizioni in materia di livelli essenziali di assistenza

1. Al fine di assicurare che, nell’erogazione dell’assistenza protesica ai disabili, i dispositivi protesici indicati negli elenchi 2A e 2B dell’allegato 5 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, e identificati dai codici di cui all’allegato 1-bis al presente   decreto,   siano individuati e allestiti ad personam per soddisfare le specifiche esigenze degli assistiti con disabilita’ grave e complessa, le regioni adottano procedure ad evidenza pubblica che   prevedano l’intervento di un tecnico abilitato che provveda all’individuazione e alla personalizzazione degli ausili con l’introduzione delle modifiche necessarie.

2. Nel caso in cui la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale, di cui all’articolo 1, comma 556, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a distanza di sedici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto verifichi, anche attraverso audizioni delle associazioni dei disabili, che le procedure pubbliche di acquisto non   abbiano consentito di soddisfare le esigenze di cui al comma 1 del presente articolo, propone al Ministro della salute il trasferimento degli ausili di cui al medesimo comma nell’elenco 1 dell’allegato 5 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, e la fissazione delle relative tariffe, a condizione che cio’ non determini nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 31

Edilizia sanitaria

1. In deroga alle disposizioni recate dall’articolo 20, comma 3, primo periodo, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,  le somme per interventi di edilizia sanitaria compresi in accordi di programma sottoscritti nel 2016 ammessi a finanziamento nel 2017 sono accertate in entrata dalle regioni nel 2018. I termini di risoluzione degli accordi di programma di cui all’articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 sono prorogati in ragione del periodo di sospensione che si realizza nel 2017.

Art. 32

Trasferimento competenze in materia sanitaria

per stranieri

1. Le competenze relative al finanziamento delle prestazioni di cui all’articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, gia’ attribuite al Ministero dell’Interno, sono trasferite al Ministero della salute, con decorrenza dal 1 gennaio 2017, in coerenza con le risorse a tal fine stanziate nel bilancio dello Stato in apposito capitolo di spesa.

2. Il Ministero della salute si fa carico della gestione del pregresso, a seguito della ricognizione che deve essere effettuata da parte delle regioni e province autonome in contraddittorio con le prefetture, le cui risultanze devono essere comunicate al Ministero della salute entro il 30 aprile 2017.

3. Il finanziamento di cui al comma 1, nei limiti delle risorse a tal fine iscritte nello stato di previsione del Ministero della salute, avviene sulla base delle prestazioni effettivamente erogate agli stranieri in possesso dei requisiti prescritti dall’articolo 35, commi 3 e 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, desumibili dagli elementi informativi presenti nel Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) del Ministero della salute debitamente consolidati e validati. A decorrere dal primo anno di applicazione della presente disposizione, le risorse di cui al comma 1, nei limiti dello stanziamento di bilancio, sono ripartite a titolo provvisorio tra le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base dei dati risultanti dagli elementi informativi presenti nel NSIS del Ministero della salute con riferimento all’anno precedente o comunque all’ultimo anno disponibile   e   consolidato.   Alla   regolazione finanziaria dei saldi regionali di cui al periodo precedente si provvede, a seguito dell’aggiornamento dei dati relativi   agli esercizi precedenti, desunti dal sistema NSIS, tramite compensazione tra ciascuna Regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano, in sede di ripartizione delle risorse degli anni successivi, sempre nei limiti dello stanziamento delle risorse di cui al comma 1.

Art. 33

Spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni

1. All’articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 495, e’ inserito il seguente:

   «495-bis. Per l’anno 2017, gli spazi finanziari di cui al comma 495 sono ripartiti tra le Regioni a statuto ordinario sulla base della tabella di seguito riportata. La tabella di seguito riportata puo’ essere modificata con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze previa proposta formulata dalle Regioni in sede di auto-coordinamento, da recepire con intesa in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano entro il 31 luglio 2017. Le Regioni utilizzano gli spazi finanziari di cui alla tabella di seguito riportata per effettuare negli anni dal 2017 al 2021 investimenti nuovi o aggiuntivi. A tal fine, entro il 31 luglio di ciascuno dei predetti anni, le medesime Regioni adottano gli atti finalizzati all’impiego delle risorse, assicurando l’esigibilita’ degli impegni nel medesimo anno di riferimento per la quota di competenza di ciascuna Regione, come indicata per ciascun anno nella tabella di seguito riportata. Gli investimenti che le singole Regioni sono chiamate a realizzare, secondo quanto stabilito ai periodi precedenti, sono considerati nuovi o aggiuntivi qualora sia rispettata una delle   seguenti condizioni:

     a) le Regioni procedono a variare il bilancio di previsione incrementando gli stanziamenti riguardanti gli investimenti diretti e indiretti per la quota di rispettiva competenza, come indicata nella tabella di seguito riportata;

     b) gli investimenti per l’anno di riferimento  sono superiori, per un importo pari ai valori indicati per ciascuna regione nella tabella di seguito riportata, rispetto agli impegni per investimenti diretti e indiretti effettuati nell’esercizio precedente a valere su risorse regionali, escluse le risorse del   Fondo pluriennale vincolato.

Le Regioni certificano l’avvenuta realizzazione degli investimenti di cui alla tabella di seguito riportata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, mediante apposita comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso di mancata o parziale realizzazione degli investimenti, si applicano le sanzioni di cui al comma 475.

 

pdfAllegato

Art. 33-bis

Modifica della disciplina per le cessioni di beni mobili

a titolo gratuito da parte del Ministero della difesa

1. All’articolo 311 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:

«b-bis) amministrazioni dello Stato di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell’ambito di programmi di recupero economico-sociale di aree del territorio nazionale soggette a crisi industriale di cui all’articolo 27, commi 8 e 8-bis, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134»;

b) dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:

«4-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, alle cessioni di cui al comma 1, lettera b-bis), si provvede con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico».

Art. 34

Disposizioni sul finanziamento

del Servizio sanitario nazionale

1. All’articolo 1, comma 712-ter, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «nell’esercizio 2015» sono inserite le seguenti: «e in quelli antecedenti» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Conseguentemente, la regione e’ autorizzata ad assumere impegni sull’esercizio 2016 per la parte corrispondente, ivi compresi quelli derivanti dalle economie sull’esercizio 2016, entro i termini previsti per l’approvazione da parte del Consiglio regionale del rendiconto 2016».

2. All’articolo 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al quinto periodo, le parole «e per l’anno 2016», sono sostituite dalle seguenti: «, per l’anno 2016 e per l’anno 2017.

3. All’articolo 9-undecies del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

   «2-bis. Al fine di consentire una corretta gestione di cassa e di favorire la tempestivita’ dei pagamenti degli enti del Servizio sanitario nazionale, il riparto delle quote distinte e vincolate del relativo finanziamento destinato alle regioni, ivi comprese le quote indicate dall’articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ effettuato, ove non siano gia’ fissati altri termini ai sensi della legislazione vigente, entro il 31 luglio   dell’anno   di riferimento, secondo i criteri e i dati ultimi disponibili. A seguito della relativa Intesa raggiunta nella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nelle more della deliberazione del CIPE, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad erogare alle regioni fino all’80 per cento degli importi assegnati, purche’ non siano stabilite condizioni o specifici adempimenti o atti presupposti ai fini dell’effettiva erogabilita’ delle risorse. Sono fatti salvi i diversi regimi di anticipazione delle risorse del finanziamento del Servizio sanitario nazionale gia’ stabiliti dalla   legislazione vigente.

   2-ter. Il regime di anticipazione di cui al comma 2-bis si applica anche alle somme da erogare a titolo di compensazione per minori gettiti fiscali effettivi rispetto a quelli stimati ai fini del finanziamento del Servizio sanitario   nazionale   ai   sensi dell’articolo 39, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

   2-quater. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nelle more delle deliberazioni del CIPE, e’ autorizzato ad effettuare le erogazioni delle somme di cui ai commi 2-bis e 2-ter anche con riferimento ai relativi finanziamenti riferiti agli esercizi 2016 e precedenti sui quali sia stata raggiunta la prevista Intesa.

   2-quinquies. Il Ministero dell’economia e delle finanze provvede ai trasferimenti di cui ai commi 2-bis, 2-ter e 2-quater comunque entro i limiti degli stanziamenti del bilancio statale. Sono in ogni caso autorizzati recuperi e compensazioni a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti alle regioni, anche per gli esercizi successivi, che dovessero rendersi eventualmente necessari.».

4. All’articolo 77-quater, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono aggiunti, infine, i seguenti periodi:

   «A decorrere dall’anno 2017:

     a) fermo restando il livello complessivo del finanziamento erogabile alle regioni in corso d’anno, ai sensi dell’articolo 2, comma 68, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nelle   more dell’adozione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che assegna alle regioni le rispettive quote di compartecipazione all’IVA, in attuazione del citato decreto legislativo n. 56 del 2000, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad erogare quote di compartecipazione all’IVA facendo riferimento ai valori indicati nel riparto del fabbisogno sanitario nazionale e nella contestuale individuazione delle relative quote di finanziamento, come risultanti dall’Intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, ovvero dai decreti interministeriali di cui all’articolo 27, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68;

     b) il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di assegnazione alle regioni delle rispettive quote di compartecipazione all’IVA per l’anno di riferimento non puo’ fissare, per ciascuna regione, una quota di compartecipazione inferiore a quella stabilita in sede di   riparto   del   fabbisogno   sanitario   nazionale   e nell’individuazione delle relative quote di finanziamento di cui al richiamato articolo 27, comma 1-bis del decreto legislativo n. 68 del 2011;

     c) il Ministero dell’economia e delle finanze, in funzione dell’attuazione della lettera a) del presente comma, e’ autorizzato, in sede di conguaglio, ad operare eventuali necessari recuperi, anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti per gli esercizi successivi. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad applicare le disposizioni di cui al terzo periodo del presente comma anche con riferimento agli esercizi 2016 e precedenti.».

Art. 34-bis

Programma operativo straordinario

della regione Molise

1. In considerazione della necessita’ di assicurare la prosecuzione dell’intervento   volto   ad   affrontare   la   grave   situazione economico-finanziaria e sanitaria della regione Molise e a ricondurre la gestione nell’ambito dell’ordinata programmazione sanitaria e finanziaria, anche al fine di adeguare i tempi di pagamento al rispetto della normativa dell’Unione europea, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 1, commi 604 e 605, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, tenuto anche conto del contributo di solidarieta’ interregionale riconosciuto dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, di cui al verbale della seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 dicembre 2015, nella misura di 30 milioni di euro per l’anno 2015, di 25 milioni di euro per l’anno 2016 e di 18 milioni di euro per l’anno 2017:

a) il commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della regione Molise da’ esecuzione al programma operativo straordinario 2015-2018, allegato all’accordo sancito nella seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 3 agosto 2016 (rep. atti n. 155/CSR) e recepito con decreto del medesimo commissario ad acta n. 52 del 12 settembre 2016, che con il presente decreto e’ approvato, ferma restando la validita’ degli atti e dei provvedimenti adottati e fatti salvi gli effetti e i rapporti giuridici sorti sulla base della sua attuazione;

b) il medesimo commissario   ad   acta,   altresi’,   adotta   i provvedimenti previsti dal suddetto programma operativo straordinario 2015-2018, in modo da garantire che le azioni di riorganizzazione e risanamento del servizio sanitario regionale ivi programmate siano coerenti, nel rispetto dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza:

1) con l’obiettivo del raggiungimento dell’equilibrio economico stabile del bilancio sanitario regionale, tenuto conto del livello del finanziamento del servizio sanitario definito dalla legislazione vigente;

2) con gli ulteriori obblighi previsti a carico delle regioni dalla legislazione vigente.

Art. 35

Misure urgenti in tema di riscossione

1. Al decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) all’articolo 1, comma 3, le parole da «dei comuni» a «essi» sono sostituite dalle seguenti: «delle amministrazioni locali, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle societa’ di riscossione, e, fermo restando quanto previsto dall’articolo 17, commi 3-bis e 3-ter,   del   decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, delle societa’ da esse»;

   b) all’articolo 2, il comma 2, e’ sostituito dal seguente: «2. A decorrere dal 1º luglio 2017, le amministrazioni locali di cui all’articolo 1, comma 3, possono deliberare di affidare al soggetto preposto alla riscossione nazionale le attivita’ di riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate tributarie o patrimoniali proprie e, fermo restando quanto previsto dall’articolo 17, commi 3-bis e 3-ter, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, delle societa’ da esse partecipate.».

b-bis) all’articolo 2-bis, comma 1, dopo le parole: «conto corrente di tesoreria dell’ente impositore», ovunque ricorrono, sono inserite le seguenti: «ovvero sui conti correnti postali ad esso intestati».

Art. 36

Procedura di riequilibrio finanziario

e di dissesto e piano di rientro

1. All’articolo 259 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il comma 1-ter e’ sostituito dal seguente:

   «1-ter. Nel caso in cui il riequilibrio del bilancio sia significativamente condizionato dall’esito delle misure di riduzione di almeno il 20 per cento dei costi dei servizi, nonche’ dalla razionalizzazione di tutti gli organismi e societa’ partecipati, laddove presenti, i cui costi incidono sul bilancio dell’ente, l’ente puo’ raggiungere l’equilibrio, in deroga alle norme vigenti, entro l’esercizio in cui  si completano  la riorganizzazione dei servizi comunali e la razionalizzazione di tutti gli organismi partecipati, e comunque entro cinque anni, compreso quello in cui e’ stato deliberato il dissesto. Fino al raggiungimento dell’equilibrio e per i cinque esercizi   successivi,   l’organo   di   revisione economico-finanziaria dell’ente trasmette al Ministero dell’interno, entro 30 giorni dalla scadenza di ciascun esercizio, una relazione sull’efficacia delle misure adottate e sugli obiettivi raggiunti nell’esercizio».

2. L’articolo 1, comma 457, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e’ sostituito dal seguente:

   «457. L’articolo 2-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e’ sostituito dal seguente:

     “Art. 2-bis (Norme relative alla disciplina del dissesto degli enti locali). – 1. In deroga a quanto previsto dall’articolo 255, comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per i comuni e per le province in stato   di   dissesto   finanziario l’amministrazione dei residui attivi e passivi relativi ai fondi a gestione   vincolata   compete   all’organo   straordinario   della liquidazione.

     2. L’amministrazione dei residui attivi e passivi di cui al comma 1 e’ gestita separatamente, nell’ambito   della   gestione straordinaria di liquidazione. Resta ferma la facolta’ dell’organo straordinario della liquidazione di definire anche in via transattiva le partite debitorie, sentiti i creditori “».

     3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano ai comuni e alle province che deliberano lo stato di dissesto finanziario successivamente alla data di entrata in vigore   del   presente decreto-legge, nonche’ a quelli, gia’ in   stato   di   dissesto finanziario, per i quali alla medesima data non e’ stata ancora approvata l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

3-bis. Sono fatti salvi gli atti compiuti e i provvedimenti adottati prima della data di entrata in vigore del presente decreto ai sensi del comma 457 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel testo vigente prima della medesima data.

     4. All’articolo 1, comma 714-bis, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, dopo le parole «debiti fuori bilancio» sono aggiunte le seguenti: «anche emersi dopo la   approvazione   del   piano   di riequilibrio   finanziario   pluriennale,   ancorche’   relativi   a obbligazioni   sorte   antecedentemente   alla   dichiarazione   di predissesto».

4-bis. Dopo il comma 714-bis dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificato dal presente articolo, e’ inserito il seguente:

«714-ter. Le province che hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale nel corso del 2016 e che non ne hanno ancora conseguito l’approvazione possono provvedere a riformulare il piano stesso, ferma restando la sua durata originaria, per tenere conto degli interventi di carattere finanziario nel frattempo intervenuti».

Art. 37

Modifiche all’articolo 1, commi 467 e 449,

della legge 11 dicembre 2016, n. 232

1. All’articolo 1, comma 467, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo le parole «per le quali l’ente» sono aggiunte le seguenti: «abbia gia’ avviato le procedure per la scelta del contraente fatte salve dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 o».

1-bis. All’articolo 1, comma 449, lettera c), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo le parole: «il 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento.» e’ inserito il seguente periodo: «Ai fini della determinazione   della   predetta   differenza   la Commissione tecnica per i fabbisogni standard, di cui all’articolo 1, comma 29, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, propone   la metodologia per la neutralizzazione della componente rifiuti, anche attraverso l’esclusione della predetta componente dai fabbisogni e dalle capacita’ fiscali standard. Tale metodologia e’ recepita nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 451 del presente articolo».

Art. 38

Disposizioni in materia di enti previdenziali

e di gestione degli immobili pubblici

1. All’articolo 3, del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 425, e successive modificazioni, dopo il comma 12, e’ inserito il seguente: «12-bis. Limitatamente agli oneri di cui all’articolo 37, comma 3, lett. c), della legge 9 marzo 1989, n. 88 e all’articolo 2, comma 4, lett. a), della legge 12 novembre 2011, n. 183, l’assunzione di impegni sui capitoli del bilancio dello Stato   relativa   alle erogazioni a favore dell’INPS e’ autorizzata sulla   base   del fabbisogno di cassa dell’ente approvato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. A tal fine, l’INPS presenta, entro il mese di gennaio di ogni anno, il fabbisogno annuale con evidenza delle esigenze mensili e il successivo aggiornamento non oltre il mese di giugno.».

2. All’articolo 8, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:   «c)   alla   completa dismissione del proprio patrimonio immobiliare da reddito, nel rispetto dei vincoli di legge ad esso applicabili, ivi compresi quelli derivanti dal decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, anche attraverso il conferimento di parte del patrimonio a fondi di investimento immobiliare costituiti dalla societa’ di gestione del risparmio di cui all’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con l’obiettivo di perseguire una maggiore efficacia operativa ed   una   maggiore   efficienza   economica.».   L’INPS   provvede all’attuazione di quanto disposto dal presente comma nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

3. All’articolo 1, comma 84, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: «al comma 82 del presente articolo e di quelli di cui ai commi 8-ter e 8-quater» sono sostituite dalle seguenti: «ai commi 1, 8-ter e 8-quater».

Art. 39

Trasferimenti regionali a province e citta’ metropolitane   per

funzioni conferite

1. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, per il quadriennio 2017-2020, una quota del 20 per cento del fondo di cui all’articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e’ riconosciuta a condizione che la regione entro il 30 giugno di ciascun anno abbia certificato, in conformita’ alla legge regionale di attuazione dell’Accordo sancito tra Stato e regioni in sede di Conferenza unificata dell’11 settembre 2014, l’avvenuta erogazione a ciascuna provincia e citta’ metropolitana del rispettivo territorio delle risorse per l’esercizio delle funzioni ad esse conferite. La predetta certificazione e’ formalizzata tramite Intesa in Conferenza unificata da raggiungere entro il 10 luglio di ciascun anno.

2. In caso di mancata Intesa, il riconoscimento in favore della regione interessata del 20 per cento del fondo per il trasporto pubblico locale di cui al comma 1 e’ deliberato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Dipartimento per gli Affari regionali.

Art. 40

Eliminazione delle sanzioni per le province

e le citta’ metropolitane

1. Le sanzioni di cui al comma 723 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, non si applicano nei confronti delle province e delle citta’ metropolitane delle regioni a statuto ordinario e delle regioni siciliana e Sardegna che non hanno rispettato il saldo non negativo tra le entrate e le spese finali nell’anno 2016.

Art. 40-bis

Interventi per l’integrazione dei cittadini stranieri

1. Al fine di prevenire situazioni di marginalita’ sociale, il Ministero dell’interno, anche con il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali, nell’ambito   delle   risorse   disponibili   a legislazione vigente sui propri bilanci, puo’ realizzare interventi di tipo strutturale mirati ad assicurare idonee condizioni logistiche e a superare criticita’ igienico-sanitarie determinate dall’insorgere di insediamenti spontanei di stranieri regolarmente presenti nel territorio nazionale, anche in relazione allo   svolgimento   di attivita’ lavorativa stagionale.

Titolo III
ULTERIORI INTERVENTI IN FAVORE DELLE ZONE TERREMOTATE

Art. 41

Fondo da ripartire per l’accelerazione delle attivita’

di ricostruzione a seguito di eventi sismici

1. Per il finanziamento degli interventi necessari a seguito degli eventi sismici del 2016 e 2017 previsti ai successivi commi 2, 3 e 4 e dagli articoli 42, 43, 44, 45 e 46, e’ stanziata la somma di 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019.

2. Al fine di permettere l’accelerazione delle attivita’ di ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 2016 e 2017 nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze   e’ istituito un apposito Fondo da ripartire con una dotazione di

461,5 milioni di euro per l’anno 2017, 687,3 milioni di euro per l’anno 2018 e 669,7  milioni di euro per l’anno 2019.

L’utilizzo del fondo e’ disposto con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Commissario per la ricostruzione ovvero del Dipartimento di cui all’articolo 18 bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45. Con decreti del   Ministro dell’economia e delle finanze si provvede all’eventuale rimodulazione delle risorse destinate annualmente alle finalita’ di cui al comma 3, nell’ambito dello stanziamento complessivo annuale, in relazione all’effettivo andamento delle spese.

3. Le risorse del Fondo sono destinate a:

   a) interventi di ricostruzione nei Comuni di cui all’articolo 1 del decreto-legge 17 ottobre   2016,   n.   189   convertito   con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229:

     1) per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilita’ degli edifici scolastici di cui dall’articolo 20 bis, comma 4   del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, e per la conseguente realizzazione di progetti di ripristino dei danni e adeguamento antisismico;

     2) per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilita’ degli edifici pubblici strategici e per la conseguente realizzazione di progetti di ripristino e adeguamento antisismico;

      3) per il finanziamento degli interventi di ricostruzione privata, di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229;

   b) interventi nei Comuni delle zone a rischio sismico 1, ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006 , diversi da quelli di cui alla lettera a):

     1) per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilita’ degli edifici scolastici situati nei Comuni delle zone a rischio sismico 1, diversi da quelli di cui alla lettera a) e per i relativi progetti di adeguamento . Il Dipartimento di cui all’articolo 18 bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, provvede alle relative attivita’,   previa   intesa   con   il   Ministero   dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca per   il   coordinamento   degli interventi di cui al presente comma con quelli gia’ previsti a legislazione vigente;

     2) per le verifiche di vulnerabilita’ degli edifici privati delle zone a rischio sismico 1. Il Dipartimento di cui all’articolo 18 bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, provvede alle relative attivita’.

   c) incentivare piani sperimentali per la difesa sismica degli edifici pubblici attraverso il finanziamento di dieci cantieri pilota per un importo fino a 25 milioni di euro per l’anno 2017. Il Dipartimento di cui all’articolo 18 bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, provvede alle relative attivita’.

4. Una quota delle risorse di cui al comma 2 fino a 50 milioni di euro per l’anno 2017 e 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, puo’ essere destinata con le medesime modalita’, su richiesta   delle   amministrazioni   interessate,   all’acquisto   e manutenzione dei mezzi occorrenti per le operazioni di concorso al soccorso alla popolazione civile.

4-bis. Un’ulteriore quota delle risorse di cui al comma 2, fino a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019, puo’ essere destinata con le medesime modalita’ all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per le attivita’ di sorveglianza sismica e vulcanica sul territorio nazionale.

Art. 41-bis

Fondo per la progettazione definitiva ed esecutiva

nelle zone a rischio sismico

1. Al fine di favorire gli investimenti, per il triennio 2017-2019, sono assegnati ai comuni, compresi, alla data di presentazione della richiesta di cui al comma 2, nelle zone a rischio sismico 1 ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006, contributi soggetti a rendicontazione a copertura delle spese di progettazione definitiva ed   esecutiva,   relativa   ad interventi di opere pubbliche, nel limite di 5 milioni di euro per l’anno 2017, di 15 milioni di euro per l’anno 2018 e di 20 milioni di euro per l’anno 2019.

2. I comuni comunicano le richieste di contributo al Ministero dell’interno, entro il termine perentorio del 15 settembre per l’anno 2017 e del 15 giugno per ciascuno degli anni 2018 e 2019. La richiesta deve contenere le informazioni riferite alla tipologia dell’opera e al codice unico di progetto (CUP).

3. L’ammontare del contributo attribuito a ciascun comune e’ determinato, entro il 15 novembre per l’anno 2017 e il 30 settembre per ciascuno degli anni 2018 e 2019, con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, tenendo conto del seguente ordine prioritario:

a) progettazione esecutiva dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti;

b) progettazione definitiva dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti;

c) progettazione per investimenti riferiti ad interventi   di miglioramento e di adeguamento antisismico degli immobili pubblici a seguito di verifica di vulnerabilita’;

d) progettazione esecutiva per investimenti riferiti ad interventi di miglioramento e di adeguamento antisismico   degli   immobili pubblici;

e) progettazione definitiva per investimenti riferiti ad interventi di miglioramento e di adeguamento antisismico   degli   immobili pubblici.

4. Ferme restando le priorita’ di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 3, qualora l’entita’ delle richieste pervenute superi l’ammontare delle risorse disponibili, l’attribuzione e’ effettuata a favore dei comuni che presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa al 31 dicembre dell’esercizio precedente rispetto al risultato di amministrazione risultante dal rendiconto della gestione del medesimo esercizio.

5. Le informazioni sul fondo di cassa e sul risultato   di amministrazione sono desunte dal prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione allegato al rendiconto della gestione trasmesso ai sensi dell’articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, alla banca dati delle amministrazioni pubbliche. Non sono considerate le richieste di contributo pervenute dai comuni che, alla data di presentazione della richiesta medesima, non hanno ancora trasmesso alla citata banca dati l’ultimo rendiconto della gestione approvato. Nel caso di comuni per i quali sono sospesi i termini ai sensi dell’articolo 44, comma 3, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, le informazioni di cui al primo periodo sono desunte dall’ultimo certificato di conto consuntivo trasmesso al Ministero dell’interno.

6. Il comune beneficiario del contributo di cui al comma 1 e’ tenuto ad affidare la progettazione, anche con le modalita’ di cui al comma 8, entro tre mesi decorrenti dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 3. In caso contrario, il contributo e’ recuperato dal Ministero dell’interno secondo le modalita’ di cui ai commi 128 e 129 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228.

7. Il monitoraggio delle attivita’ di progettazione di cui al presente articolo e dei relativi adempimenti e’ effettuato attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della banca dati delle pubbliche amministrazioni ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, classificato come   «Sviluppo   capacita’ progettuale dei comuni». L’affidamento della progettazione ai sensi del comma 6 del presente articolo e’ verificato tramite il predetto sistema attraverso le informazioni correlate al relativo codice identificativo di gara (CIG).

8. Al fine di sostenere le attivita’ di progettazione da parte dei comuni di cui al comma 1, gli stessi possono avvalersi, nell’ambito di una specifica convenzione, con oneri a carico del contributo concesso ai sensi del presente articolo, del supporto della societa’ Invitalia Spa o della societa’ Cassa depositi e prestiti Spa o di societa’ da essa controllate.

9. Il Ministero dell’interno, in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, effettua un controllo a campione sulle attivita’ di progettazione oggetto del contributo di cui al comma 1.

10. Gli interventi la cui progettazione risulta finanziata ai sensi del presente articolo sono prioritariamente considerati ai fini di eventuali finanziamenti statali nell’ambito delle risorse allo scopo finalizzate.

11. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2017, a 15 milioni di euro per l’anno 2018 e a 20 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione, per i medesimi anni, delle risorse del Fondo di cui all’articolo 41, comma 2, per l’accelerazione delle attivita’ di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

Art. 42

Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate   di   cui

all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 189 del 2016, Fondo

per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative   a

calamita’ o cedimenti, di cui all’articolo 4 del decreto-legge n.

113 del 2016, e contributi per interventi di ripristino   o

ricostruzione

1. Il Fondo di cui all’articolo 4, comma 1 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, e’ incrementato di 63 milioni di euro per l’anno 2017 e 132 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 anche per far fronte ai fabbisogni finanziari derivanti dalla prosecuzione delle attivita’ di assistenza alla popolazione a seguito della cessazione dello stato di emergenza.

2. Per consentire l’avvio   di   interventi   urgenti   per   la ricostruzione pubblica e privata nelle aree colpite dagli eventi sismici di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 189 del 2016, e’ autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per l’anno 2017.

3. Le risorse di cui al comma 2, confluiscono nella contabilita’ speciale di cui all’articolo, 4 comma, 3, del decreto-legge n. 189 del 2016, e sono   oggetto   di   separata   contabilizzazione   e rendicontazione.

3-bis. All’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, il terzo, il quarto e il quinto periodo sono sostituiti dai seguenti: «Le richieste sono soddisfatte per un massimo del 90 per cento delle stesse. Nel caso in cui il 90 per cento delle richieste superi l’ammontare annuo complessivamente assegnato, le risorse sono attribuite proporzionalmente. Nel caso in cui il 90 per cento delle richieste sia invece inferiore all’ammontare annuo complessivamente assegnato, la quota residua viene riassegnata tra le disponibilita’ dell’anno successivo».

3-ter. All’articolo 3 del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1-bis, dopo le parole: «continuita’ aziendale» sono inserite le seguenti: «, dovute per lavori eseguiti dopo la richiesta di ammissione al concordato con continuita’ aziendale» e le parole: «con posa in opera» sono soppresse;

b) al comma 1-ter, dopo le parole: «previa disposizione» sono inserite le seguenti: «del commissario delegato o» e le parole: «con posa in opera» sono soppresse.

Art. 43

Ulteriore proroga della sospensione

e rateizzazione tributi sospesi

1. All’articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) al comma 1-bis, primo periodo, le parole del «30 novembre 2017» sono sostituite dalle seguenti «31 dicembre 2017».

a-bis) al comma 7, primo periodo, le parole: «fino al 31 dicembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2018»;

   b) al comma 10, dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: «Per i soggetti diversi da quelli indicati all’articolo 11, comma 3 del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, il termine del 30 novembre 2017 e’ ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2017».

   c) al comma 12, le parole: «dicembre 2017» sono sostituite dalle seguenti «febbraio 2018»;

   d) dopo il comma 12 sono inseriti i seguenti: «12-bis. Al fine di assicurare nell’anno 2017 il gettito dei tributi non versati per effetto delle sospensioni citate al comma 11, il Commissario per la ricostruzione   e’   autorizzato   a   concedere,   con   proprio provvedimento, a valere sulle risorse della contabilita’ speciale di cui all’articolo 4, comma 3, un’apposita anticipazione fino ad un massimo di 17 milioni di euro per l’anno 2017.

12-ter. Il Commissario per la ricostruzione comunica entro febbraio 2018 le somme anticipate di cui al comma 12-bis, non versate dai comuni interessati nell’anno 2017, ai sensi dell’ultimo periodo del presente comma, all’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione, la quale provvede a trattenere le relative somme dall’imposta municipale propria riscossa a decorrere da febbraio 2018 tramite il sistema del versamento unitario, di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Gli importi recuperati dall’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione sono versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. I comuni interessati possono in ogni caso procedere nell’anno 2017 al versamento ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio statale delle anticipazioni di cui al comma 12-bis, inviando apposita attestazione del versamento effettuato al Commissario per la ricostruzione entro il termine del 31 dicembre 2017.».

2. All’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, le parole «al 30 novembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «fino alla scadenza dei termini delle sospensioni dei versamenti tributari previste dall’articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229».

3. All’articolo 48, comma 11, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo le parole: «dicembre 2017 senza applicazione di sanzioni e di interessi» sono aggiunte le seguenti: «e, per i soggetti diversi da quelli indicati dall’articolo 11, comma 3, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45 entro il 16 febbraio 2018. I soggetti diversi da quelli indicati dall’articolo 11, comma 3, di detto decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, possono versare le somme oggetto di sospensione, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione fino a un massimo di 9 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16 febbraio 2018.»

4. All’articolo 11, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, le parole «nei termini previsti» sono sostituite dalle seguenti «entro il 16 dicembre 2017» e dopo le parole «pagamento dei tributi» sono aggiunte le seguenti «oggetto di sospensione».

5. Le maggiori entrate derivanti dal presente articolo,   ad eccezione di quelle derivanti dalla proroga della sospensione dei tributi locali, pari a 101 milioni di euro   nell’anno   2018, confluiscono nel Fondo di cui all’articolo 1, comma 430, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

5-bis. In deroga al regolamento di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1º dicembre 2015, n. 203, la vita tecnica degli impianti di risalita in scadenza nel 2017, limitatamente agli skilift siti nel territorio della regione Abruzzo, e’ prorogata di un anno, previa verifica della loro idoneita’ ai fini della sicurezza dell’esercizio da parte dei competenti   uffici ministeriali.

5-ter. All’articolo 15 del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 4, dopo le parole: «gennaio 2017,» sono inserite le seguenti: «nonche’ le imprese agricole che hanno subito danni dalle gelate, dalle brinate e dalle nevicate eccezionali verificatesi nel mese di aprile 2017»;

b) al comma 5 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ovvero, per le imprese agricole che hanno subito danni dalle gelate, dalle brinate e dalle nevicate eccezionali verificatesi nel mese di aprile 2017, entro il 30 agosto 2017».

Art. 43-bis

Assegnazione di spazi finanziari

1. Al fine di favorire gli investimenti connessi alla ricostruzione da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019 sono assegnati agli enti locali colpiti dal sisma di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, spazi finanziari nell’ambito dei patti di solidarieta’ nazionali di cui all’articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, in misura pari alle spese sostenute per i predetti investimenti.

2. Gli enti locali effettuano gli investimenti di cui al comma 1 provvedendo alla loro certificazione in sede di verifica del rispetto dell’obiettivo di saldo per gli anni 2017, 2018 e 2019 ai sensi dell’articolo 1, comma 470, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

3. Alla lettera 0a) del comma 492 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: «, individuati dal decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, nonche’ di quelli» sono soppresse.

Art. 43-ter

Finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione

1. In relazione agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, ai fini del finanziamento di interventi di ripristino e miglioramento sismico di edifici pubblici nonche’ di interventi di ripristino e realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria nei centri storici e urbani interessati dai piani organici gia’ approvati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i presidenti delle regioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6   giugno   2012,   n.   74,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, possono essere autorizzati, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, a stipulare, nel limite di complessivi 200 milioni di euro, in termini di costo delle opere, e comunque   nei   limiti  delle disponibilita’ annue di cui all’articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto   2012,   n.   135,   appositi   mutui   di   durata   massima venticinquennale, sulla base di criteri di economicita’ e   di contenimento della spesa, con le modalita’ di cui al comma 1 del citato articolo 3-bis. Le rate di ammortamento dei mutui attivati sono pagate agli istituti finanziatori direttamente dallo Stato a valere sulle risorse autorizzate dal medesimo articolo 3-bis, comma 6, del citato decreto-legge n. 95 del 2012.

Art. 43-quater

Semplificazione degli obblighi di dichiarazione dei redditi per i

contribuenti coinvolti negli eventi sismici registrati a partire

dal 24 agosto 2016

1. All’articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo il comma 1-ter e’ inserito il seguente:

«1-quater. Con riferimento al periodo d’imposta 2016, al fine di superare le difficolta’ che si possono verificare per l’insufficienza dell’ammontare complessivo delle ritenute operate dal sostituto d’imposta, i soggetti titolari dei redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati agli articoli 49 e 50, comma 1, lettere a), c), c-bis), d), g), con esclusione delle indennita’ percepite dai membri del Parlamento europeo, i) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, residenti nei territori di cui all’articolo 1, comma 1, del presente decreto, anche in presenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, possono adempiere agli obblighi di dichiarazione dei redditi con le modalita’ indicate nell’articolo 51-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98».

Art. 44

Proroga incentivi

1. All’articolo 18-quater, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2015, n. 45, le parole: «fino al 31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2019».

1-bis. All’articolo 20-bis, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, le parole: «23 milioni di euro per l’anno 2017» sono sostituite dalle seguenti: «33 milioni di euro per l’anno 2017 e di 13 milioni di euro per l’anno 2018».

1-ter. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1-bis, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2017 e a 13 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

Art. 45

Compensazione perdita gettito TARI

1. All’articolo 48, comma 16, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, e’ aggiunto, in fine , il seguente periodo: «Al fine di assicurare ai comuni di cui all’articolo 1, continuita’ nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il Commissario per   la ricostruzione e’ autorizzato a concedere, con propri provvedimenti, a valere sulle risorse della contabilita’ speciale di cui all’articolo 4, comma 3, un’apposita compensazione fino ad un massimo di 16 milioni di euro con riferimento all’anno 2016, da erogare nel 2017, e di 30 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019, per sopperire ai maggiori costi affrontati o alle minori entrate registrate a titolo di TARI-tributo di cui all’articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 o di TARI-corrispettivo di cui allo stesso articolo 1, commi 667 e 668.».

Art. 45-bis

Erogazione ai comuni terremotati del 90 per cento

del Fondo di solidarieta’ comunale 2017

1. Al fine di fronteggiare i problemi di liquidita’ dei comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, in occasione dell’erogazione della prima rata relativa al 2017 del Fondo di solidarieta’ comunale di cui al   comma   380-ter dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il Ministero dell’interno dispone, in favore dei medesimi enti, il pagamento di un importo integrativo, al fine di elevare l’erogazione complessiva fino al 90 per cento della spettanza annua dovuta.

Art. 46

Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia

1. Nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, di cui agli allegati 1 e 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, con la legge 15 dicembre 2016, n. 229, e’ istituita la zona franca urbana ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2. Le imprese che hanno la sede principale o l’unita’ locale all’interno della zona franca di cui al comma 1, e che hanno subito a causa degli eventi sismici la riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento nel periodo dal 1º settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2015 , possono beneficiare, in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione dell’attivita’ nei citati Comuni, delle seguenti agevolazioni:

   a) esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante dallo svolgimento dell’attivita’ svolta dall’impresa nella zona franca di cui al comma 1 fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell’importo di 100.000 euro riferito al reddito derivante dallo svolgimento dell’attivita’ svolta dall’impresa nella zona franca;

   b) esenzione dall’imposta regionale sulle attivita’ produttive del valore della produzione netta derivante dallo   svolgimento dell’attivita’ svolta dall’impresa nella zona franca di cui al comma 1 nel limite di euro 300.000 per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta;

   c) esenzione dalle imposte municipali proprie per gli immobili siti nella zona franca di cui al comma 1, posseduti e utilizzati dai soggetti di cui al presente articolo per l’esercizio dell’attivita’ economica;

   d) esonero dal versamento dei contributi   previdenziali   e assistenziali, con esclusione   dei   premi   per   l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente. L’esonero di cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attivita’ all’interno della zona franca urbana.

3. Le esenzioni di cui al comma 2 spettano, altresi’, alle imprese che avviano la propria attivita’ all’interno della zona franca entro il 31 dicembre 2017.

4. Le esenzioni di cui ai commi 2 e 3 sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e per quello successivo.

5. La zona franca di cui al comma 1 comprende anche i Comuni di cui all’allegato 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, con la legge 15 dicembre 2016, n. 229. Le esenzioni di cui al comma 2, spettano alle imprese che hanno la sede principale o l’unita’ locale nei comuni di cui al predetto allegato 2-bis e che hanno subito nel periodo dal 1º febbraio 2017 al 31 maggio 2017 la riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2016.

6. Per le finalita’ di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, e’ autorizzata la spesa di 194,5 milioni di euro per l’anno 2017, di 167,7 milioni di euro per l’anno 2018 e di 141,7 milioni di euro per l’anno 2019, che costituisce limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle imprese beneficiarie.

7. Le agevolazioni di cui al presente articolo sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n.   1407/2013   della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis», e del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo.

8. Per l’attuazione degli interventi di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 161 dell’11 luglio 2013, e successive modificazioni, recante le condizioni, i limiti, le modalita’ e i termini di decorrenza e durata delle agevolazioni concesse ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge 18 ottobre 2012,   n.   179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.

Art. 46-bis

Interventi in favore delle imprese agricole danneggiate dagli eventi

calamitosi verificatisi tra il 2013 e il 2015

1. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo il comma 428 sono inseriti i seguenti:

«428-bis. Con ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di concerto con i Ministeri dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali, sono disciplinati, per le imprese agricole che nell’ambito della ricognizione dei fabbisogni di cui al comma 422 hanno reso, nei termini, la segnalazione preliminare dei danni subiti utilizzando una modulistica diversa, le modalita’ e i termini con i quali si procede alla regolarizzazione delle istanze presentate, garantendo l’omogenea definizione delle voci ammissibili e dei massimali previsti nella scheda   “C”   allegata   alle   ordinanze   di   protezione   civile rispettivamente adottate, e fermi restando i limiti complessivi dei fabbisogni finanziari ivi indicati.

428-ter. Conseguentemente, con apposite delibere del Consiglio dei ministri, sono riconosciuti alle imprese agricole di cui al comma 428-bis i benefici previsti dai commi da 422 a 428 e dai relativi provvedimenti attuativi, entro i   limiti   delle   disponibilita’ finanziarie comunicate dal Ministero dell’economia e delle finanze».

Art. 46-ter

Calcolo del valore della raccolta differenziata dei rifiuti per i

comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017

1. In deroga all’articolo 205, comma 3-ter, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ai comuni, individuati negli allegati 1 e 2 al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, per i versamenti fino al quarto trimestre 2018, dovuti quale tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica di cui all’articolo 3, commi 24 e seguenti, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, si assume come riferimento il valore della raccolta differenziata raggiunto nell’anno 2015.

Art. 46-quater

Incentivi per l’acquisto di case antisismiche

1. All’articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, dopo il comma 1-sexies e’ inserito il seguente:

«1-septies. Qualora gli interventi di cui al comma 1-quater siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1 ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006, mediante demolizione   e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile, le detrazioni dall’imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma 1-quater spettano   all’acquirente   delle   unita’ immobiliari, rispettivamente nella misura del 75 per cento e dell’85 per cento del prezzo della singola unita’ immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita e, comunque, entro un ammontare massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unita’ immobiliare. I soggetti beneficiari di cui al periodo precedente possono optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facolta’ di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione a istituti di credito e intermediari finanziari».

2. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1 si provvede:

a) quanto a 0,4 milioni di euro per l’anno 2017, a 7,3 milioni di euro per l’anno 2018 e a 14,5 milioni di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 41, comma 2;

b) quanto a 10,6 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;

c) quanto a 10 milioni di euro per l’anno 2020, a 26,7 milioni di euro per l’anno 2021, a 32,4 milioni di euro per l’anno 2022, a 19,2 milioni di euro per l’anno 2023, a 11,4 milioni di euro per l’anno 2024, a 4,6 milioni di euro per l’anno 2025 e a 0,4 milioni di euro per l’anno 2032, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

3. Il Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ incrementato di 2,2 milioni di euro per l’anno 2026, di 8,8 milioni di euro per l’anno 2027, di 2,2 milioni di euro per l’anno 2028, di 1,6 milioni di euro per l’anno 2029, di 0,9 milioni di euro per l’anno 2030 e di 0,2 milioni di euro per l’anno 2031.

4. All’onere di cui al comma 3 si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1.

Art. 46-quinquies

Personale degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e

dei comuni del cratere

1. A decorrere dall’anno 2018, al personale assunto ai sensi dell’articolo 67-ter, commi 3 e 6, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, assegnato temporaneamente agli   Uffici   speciali   per   la ricostruzione della citta’ dell’Aquila e dei comuni del cratere, costituiti ai sensi del citato decreto-legge n. 83 del 2012, e’ riconosciuto il trattamento economico di cui al secondo periodo del comma 1 dell’articolo 50 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. Al suddetto personale si applicano inoltre le disposizioni del citato articolo 50, comma 7, lettere a), b) e c), nelle more della definizione di appositi accordi dei singoli Uffici. La dotazione organica di ognuno dei predetti Uffici puo’   essere   altresi’ potenziata con un’unita’ di personale dirigenziale di livello non generale, scelta ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. A tale personale dirigenziale si applicano le disposizioni dei commi da 3-bis a 3-quinquies del citato articolo 50 del decreto-legge n. 189 del 2016. Per l’attuazione del presente comma si provvede, nel limite massimo di 2 milioni di euro annui, nell’ambito della quota destinata dal CIPE al finanziamento di servizi di natura tecnica e di assistenza qualificata. Il trattamento economico del predetto personale e’ corrisposto secondo le seguenti modalita’:

a) le amministrazioni di provenienza provvedono, con oneri a proprio carico esclusivo, al pagamento del trattamento economico fondamentale, compresa l’indennita’ di amministrazione;

b) qualora l’indennita’ di amministrazione risulti inferiore a quella prevista per il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, il titolare dell’Ufficio speciale provvede al rimborso delle sole somme eccedenti l’importo dovuto, a   tale   titolo, dall’amministrazione di provenienza, compreso ogni altro emolumento accessorio.

Art. 46-sexies

Proroga delle agevolazioni per le zone franche urbane nei territori

colpiti dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012

1. Le agevolazioni di cui ai commi da 445 a 453 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate fino al 31 dicembre 2017.

2. Per le finalita’ di cui al comma 1 del presente articolo, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22-bis, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e’ incrementata di 5 milioni di euro per l’anno 2017. Al relativo onere, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Art. 46-septies

Modifiche ai commi 530, 531 e 532 dell’articolo 1

della legge 11 dicembre 2016, n. 232

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 530, le parole: «, nei limiti dell’importo dei residui passivi perenti relativi a trasferimenti per la compartecipazione all’IVA iscritti nel conto del patrimonio al 31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «. Dette somme sono compensate con la cancellazione di una corrispondente quota dei residui passivi perenti iscritti a tale titolo sul conto del patrimonio al 31 dicembre 2016»;

b) al comma 531, la parola: «2016» e’ sostituita dalla seguente:

«2017»;

c) al comma 532, la parola: «2016» e’ sostituita dalla seguente: «2017» e le parole: «, e non rilevano ai fini del saldo individuato dall’articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre 2015, n. 208» sono soppresse.

Art. 46-octies

Modifiche all’articolo 20-ter del decreto-legge 9 febbraio 2017, n.

8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45

1. All’articolo 20-ter del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo le parole: «su richiesta della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile,» sono inserite le seguenti: «attestante le esigenze di cassa derivanti dalle spese conseguenti all’effettivo avanzamento degli interventi ammissibili al contributo del Fondo di solidarieta’ europeo,» e le parole: «nel limite di 300 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «fino a 500 milioni di euro»;

b) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:

«2-bis. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile presenta al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il 28 febbraio 2018, la situazione delle spese sostenute per realizzare gli interventi a favore delle aree del centro Italia colpite dal sisma».

Art. 46-novies

Incremento del contingente di personale delle Forze armate da

destinare alle esigenze di sicurezza del vertice dei Paesi del G7

1. Al fine di rafforzare i dispositivi di sicurezza connessi allo svolgimento del vertice tra i sette maggiori Paesi industrializzati (G7), il contingente di personale delle Forze armate di   cui all’articolo 1, comma 377, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ incrementato, dal 1º maggio 2017 al 28 maggio 2017, di 2.900 unita’. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito,   con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni del presente comma, pari a 5.360.019 euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Titolo IV
MISURE URGENTI PER RILANCIO ECONOMICO E SOCIALE
Capo I
Misure nel settore dei trasporti e delle infrastrutture

Art. 47

Interventi per il trasporto ferroviario

1. Al fine di favorire ed accelerare il conseguimento della compatibilita’ degli standard tecnologici e di sicurezza delle linee ferroviarie regionali con quelli della rete ferroviaria nazionale di cui al decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 31 ottobre 2000, n. 138T, garantendo al contempo adeguati livelli di efficienza e sviluppo, previa intesa tra le regioni e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da definirsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente   decreto,   Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e’ individuata quale unico soggetto responsabile della realizzazione dei necessari interventi tecnologici da realizzarsi sulle stesse linee regionali.

2. Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. attua gli interventi di cui al comma 1 nell’ambito di apposito contratto con le regioni interessate, nei limiti delle risorse disponibili destinate agli scopi, ed in coerenza con i piani di adeguamento tecnico presentati dai competenti gestori delle reti regionali, rispetto ai quali sia intervenuto il relativo pronunciamento da parte del competente  organismo preposto alla sicurezza.

3. Con uno o piu’ decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base di criteri che tengano conto delle esigenze di mobilita’ dei viaggiatori e delle merci, di ampliamento della connettivita’ della rete ferroviaria, di integrazione con il territorio e le aree metropolitane, di potenziamento delle connessioni verso i sistemi portuali ed aeroportuali, sono individuate, nell’ambito delle linee ferroviarie regionali, quelle di rilevanza per la rete ferroviaria nazionale, che possono essere destinatarie di finanziamenti dello Stato per eventuali investimenti sulle linee.

4. Le Regioni territorialmente competenti, i gestori delle linee regionali e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. possono   altresi’ concludere accordi e stipulare contratti per   disciplinare   la realizzazione di interventi diversi da quelli previsti al comma 1, ovvero il subentro della medesima Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. nella gestione delle reti ferroviarie regionali , ivi comprese quelle classificate di rilevanza per la rete ferroviaria nazionale ai sensi del comma 3, definendo gli oneri contrattuali e individuando le risorse necessarie per la copertura finanziaria .

5. Con uno o piu’ decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa con la singola regione interessata e in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sono individuate, tra quelle di cui al comma 3, le linee che assumono la qualificazione   di infrastruttura ferroviaria nazionale, previa individuazione delle risorse da destinare alla gestione ai sensi del secondo periodo, ivi incluse quelle iscritte sui pertinenti capitoli del bilancio dello Stato che sono corrispondentemente riallocate. Tali linee sono trasferite, a titolo gratuito, al Demanio   ed   al   patrimonio indisponibile e disponibile dello Stato ai fini del contestuale trasferimento, mediante   conferimento   in   natura,   al   gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale  che ne assume   la gestione nell’ambito del contratto di servizio con lo Stato ai sensi e per gli effetti del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del 31 ottobre 2000 n. 138T.

6. Al fine di consentire il completamento del Programma Grandi Stazioni, ovvero la realizzazione di ulteriori opere funzionali a rendere gli interventi piu’ aderenti alle mutate esigenze dei contesti urbani nei quali si inseriscono, il CIPE, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, con apposita delibera, individua le risorse annuali disponibili, di cui alle delibere del CIPE, n. 10 del 14 marzo 2003, n. 63 del 25 luglio 2003, n. 129 del 6 aprile 2006, n. 61 del 22 luglio 2010, n. 2 del 20 gennaio 2012 e n. 20 del 23 marzo 2012, tenendo conto di eventuali obblighi giuridicamente vincolanti sorti in base alle predette delibere, provvede alla loro revoca e alla riprogrammazione del 50% delle risorse disponibili in favore di Grandi Stazioni Rail, nonche’ alla contestuale approvazione di nuovi progetti ovvero delle necessarie varianti progettuali.

7. All’articolo 1, comma 867, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, l’ultimo periodo e’ sostituito dai seguenti: «Fermi restando gli obblighi di cui al presente comma, e’ autorizzata la spesa di 70 milioni di euro per l’anno 2016. Le relative risorse sono trasferite al patrimonio della societa’ Ferrovie del Sud Est e servizi automobilistici S.r.l. per essere utilizzate, nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia e nell’ambito del piano di risanamento della societa’, esclusivamente   a   copertura   delle passivita’, anche pregresse, e delle esigenze finanziarie   del comparto infrastruttura. Restano fermi gli atti, i provvedimenti e le operazioni gia’ realizzati ai sensi del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 4 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 settembre 2016, n. 218,  ivi compreso il trasferimento della societa’ Ferrovie del Sud Est   e   servizi automobilistici S.r.l. alla societa’ Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a.,   realizzato   nell’ambito   della   riorganizzazione   delle partecipazioni dello Stato nel settore   e   in   ragione   della sussistenza, in capo alla medesima societa’, di qualita’ industriali e patrimoniali tali da fornire garanzia alla continuita’ del lavoro e del servizio, nonche’ l’impegno della societa’ Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a., assunto ai sensi del medesimo decreto, di provvedere nei termini di legge alla rimozione dello squilibrio patrimoniale della societa’».

8. E’ autorizzato il pagamento a favore di Trenitalia S.p.A. delle somme dovute in relazione all’erogazione dei servizi di trasporto pubblico locale ferroviario gia’ eserciti nella Regione Siciliana per l’anno 2014 e dei servizi interregionali svolti a partire dall’anno 2014, nelle   more   della   definizione   dei   relativi   rapporti contrattuali, nel limite delle risorse gia’ impegnate, ivi inclusi i residui perenti, nonche’ di quelle iscritte in bilancio e nel rispetto della vigente normativa europea.

9. Nelle more  del perfezionamento della delibera del CIPE relativa alla  sezione transfrontaliera   della   nuova   linea ferroviaria Torino-Lione ai fini dell’avvio della realizzazione dell’Opera con le modalita’ di cui all’articolo 2, commi 232, lettere b) e c), e 233, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come previsto dalla legge 5 gennaio 2017, n. 1, sono autorizzate le attivita’ propedeutiche all’avvio dei lavori a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 208, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 allo scopo finalizzate a legislazione vigente. L’opera e’ monitorata ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229.

10. Al fine di promuovere, in applicazione del regolamento (UE) 1304/2014, il rinnovo dei sistemi frenanti dei carri merci per l’abbattimento del rumore prodotto da tali carri e compensare le imprese ferroviarie dei relativi maggiori oneri di gestione e’ istituito   nello   stato   di   previsione   del   Ministero   delle infrastrutture e dei trasporti il Fondo per il finanziamento degli interventi per l’ammodernamento dei carri merci con una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2018. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225.

11. Le risorse del Fondo di cui al comma 10 sono destinate in favore delle imprese ferroviarie o dei   detentori   dei   carri ferroviari, nel rispetto del regolamento di esecuzione (UE) 2015/429 della Commissione, con modalita’ stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da sottoporre, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione, a notifica preventiva alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

11-bis. Al fine di migliorare la flessibilita’ dei collegamenti ferroviari dei passeggeri tra la Sicilia e la penisola, il servizio di collegamento ferroviario via mare di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), del decreto del Ministro dei trasporti   e della navigazione n. 138 T del 31 ottobre 2000, puo’ essere effettuato anche attraverso l’impiego di mezzi navali veloci il cui modello di esercizio sia strettamente correlato al servizio di   trasporto ferroviario da e per la Sicilia, da attuare nell’ambito delle risorse previste a legislazione   vigente   destinate   al   Contratto   di programma-parte servizi tra lo Stato e la societa’ Rete ferroviaria italiana Spa e fermi restando i servizi ivi stabiliti.

11-ter. Al fine di sostenere gli operatori della logistica e del trasporto ferroviario, le risorse di cui all’articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, da corrispondere alle imprese ferroviarie per   l’incentivazione   del   trasporto   delle   merci relativamente agli anni 2018 e 2019 sono attribuite al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che le destina alle imprese ferroviarie, nel rispetto della normativa europea, alle condizioni e con le modalita’ stabilite dall’articolo 11, comma 2-ter, del decreto-legge   25   novembre   2015,   n.   185,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9.

11-quater. Al fine di promuovere il traffico ferroviario delle merci in ambito portuale, ciascuna autorita’ di sistema portuale, relativamente a concessioni in essere per aree demaniali su cui insistono attivita’ terminalistiche, puo’ riconoscere, nel rispetto dei limiti minimi dei canoni di cui all’articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, una progressiva diminuzione dei canoni di concessione in funzione del raggiungimento di specifici obiettivi di traffico ferroviario portuale generato da ciascuna area o comunque ad essa riconducibile. Ciascuna autorita’ di sistema portuale stabilisce gli obiettivi specifici di traffico ferroviario, l’entita’ e le modalita’ di determinazione dello sconto compatibilmente con le risorse disponibili nei propri bilanci.

11-quinquies. Al fine di incrementare la sicurezza del trasporto ferroviario e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un Fondo con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, destinato alla formazione di   personale   impiegato   in   attivita’   della circolazione ferroviaria, con particolare riferimento alla figura professionale dei macchinisti del settore merci. Le risorse di cui al presente comma sono attribuite alle imprese ferroviarie con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulla base delle attivita’ di formazione realizzate, a condizione che le stesse abbiano comportato l’assunzione di almeno il 70 per cento del personale formato. I corsi di formazione possono essere svolti anche utilizzando le risorse umane e strumentali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonche’ avvalendosi di organismi riconosciuti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie di cui al capo II del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162. In ogni caso, il finanziamento delle iniziative e’ assicurato unicamente alle attivita’ formative per le quali non vi sia stato alcun esborso da parte del personale formato e possono altresi’ essere rimborsati gli oneri per eventuali borse di studio erogate per la frequenza dei corsi. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 162 del 2007, per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie.

Art. 47-bis

Disposizioni in materia di trasporto su strada

1. Al decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 10, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

«1-bis. Nel settore del trasporto su strada, come individuato dall’articolo 1, comma 4, la comunicazione preventiva di distacco:

a) ha durata trimestrale e, durante questo periodo, copre tutte le operazioni di trasporto effettuate dal conducente distaccato in territorio italiano per conto della stessa impresa di autotrasporto indicata nella medesima comunicazione;

b) in aggiunta alle informazioni di cui al comma 1, deve indicare in lingua italiana anche la paga oraria lorda in euro del conducente distaccato e le modalita’ di rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio da questo sostenute.

1-ter. Una copia della comunicazione preventiva di   distacco comunicata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi del comma 1, deve essere tenuta a bordo del veicolo ed essere esibita agli organi di polizia stradale, di cui all’articolo 12 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in caso di controllo su strada; un’altra copia della medesima comunicazione deve essere conservata   dal   referente   designato dall’impresa estera distaccante ai sensi del comma 3, lettera b).

1-quater. In occasione di un controllo su strada, gli organi di polizia stradale, di cui all’articolo 12 del codice di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, verificano la presenza a bordo del mezzo della documentazione seguente, in lingua italiana:

a) contratto di lavoro o altro documento contenente le informazioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152;

b) prospetti di paga»;

b) all’articolo 12, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. Chiunque circola   senza   la   documentazione   prevista dall’articolo 10, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, ovvero circola con documentazione non conforme alle predette disposizioni, e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 10.000. Si applicano le disposizioni dell’articolo 207 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285».

2. All’articolo 1, comma 651, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Tale esonero e’ riconosciuto entro i limiti e secondo le disposizioni del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013».

3. Al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 7, comma 1, la lettera g) e’ sostituita dalla seguente:

«g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli di categoria N, ai sensi della lettera c) del comma 2 dell’articolo 47, utilizzati per il carico e lo scarico di cose»;

b) all’articolo 10, comma 3, lettera e), dopo   le   parole: «contenitori o casse mobili di tipo unificato» sono inserite le seguenti: «o trainino rimorchi o   semirimorchi   utilizzati   in operazioni di trasporto intermodale»;

c) all’articolo 158, comma 2, dopo la lettera o) e’ aggiunta la seguente:

«o-bis) nelle aree riservate ai veicoli per il carico e lo scarico di merci, nelle ore stabilite»;

d) all’articolo 180, comma 4, secondo periodo, sono premesse le seguenti parole: «Per i rimorchi e i semirimorchi   di   massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t,»;

e) all’articolo 201, comma 1-bis, lettera g), dopo le parole: «alle aree pedonali,» sono inserite le seguenti: «alle piazzole di carico e scarico di merci,».

4. Al fine di consentire gli interventi per la   protezione ambientale e la sicurezza della circolazione, anche con riferimento all’uso delle infrastrutture, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, e’ incrementata di 55 milioni di euro per l’anno 2017. E’ altresi’ incrementata di 10 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 la dotazione finanziaria a copertura delle   agevolazioni   di   cui all’articolo 1, commi 103 e 106, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

5. Ai fini del completamento dei progetti per migliorare il sistema del trasporto intermodale e della catena logistica sono autorizzate la spesa di 35 milioni di euro per l’anno 2018 per le finalita’ di cui all’articolo 1, comma 647, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2018 per le finalita’ di cui all’articolo 1, comma 648, della medesima legge.

6. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, non attribuite alle imprese ferroviarie ai sensi del secondo periodo del medesimo comma 294 e dell’articolo 11, comma 2-ter, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, possono essere destinate dal gestore   dell’infrastruttura,   nei   limiti   degli stanziamenti esistenti, a investimenti per il miglioramento delle connessioni dell’infrastruttura ferroviaria nazionale ai poli di generazione e attrazione del traffico o all’ammodernamento delle locomotive da manovra. Tali risorse saranno inserite nel contratto di programma-parte investimenti tra la societa’   Rete   ferroviaria italiana Spa e lo Stato con evidenza degli investimenti a cui sono finalizzate.

7. All’articolo 1, comma 651, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «A tal fine e’ autorizzata la spesa di 65,5 milioni di euro per l’anno 2016, di 0,5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 0,5 milioni di euro per l’anno 2018».

Art. 48

Misure urgenti per la promozione della concorrenza e la lotta

all’evasione tariffaria nel trasporto pubblico locale

1. I bacini di mobilita’ per i servizi di trasporto pubblico regionale e locale e i relativi enti di governo, sono determinati dalle regioni, sentite le citta’ metropolitane, gli altri enti di area vasta e i comuni capoluogo di Provincia, nell’ambito della pianificazione del trasporto pubblico regionale e locale, sulla base di analisi della domanda che tengano conto delle caratteristiche socio-economiche, demografiche   e   comportamentali   dell’utenza potenziale, della struttura orografica, del livello di urbanizzazione e dell’articolazione produttiva del territorio di riferimento. La definizione dei bacini di mobilita’ rileva anche ai fini della pianificazione e del finanziamento degli interventi della mobilita’ urbana sostenibile.

2. I bacini di cui al comma 1 comprendono un’utenza minima di 350.000 abitanti ovvero inferiore solo se coincidenti con   il territorio di enti di area vasta o di citta’ metropolitane. Agli enti di governo dei bacini possono essere conferite in uso le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprieta’ degli enti pubblici associati. In tal caso gli enti di governo costituiscono societa’ interamente possedute dagli enti conferenti, che possono affidare anche la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali. Al capitale di tali societa’ non e’ ammessa la partecipazione, neanche parziale o indiretta, di soggetti privati.

3. La regione o la provincia autonoma determina i bacini di mobilita’ in base alla quantificazione o alla stima della domanda di trasporto pubblico locale e regionale, riferita a tutte le modalita’ di trasporto che intende soddisfare, che e’ eseguita con l’impiego di matrici origine/destinazione   per   l’individuazione   della   rete intermodale dei servizi di trasporto pubblico, di linea e no, nonche’ delle fonti informative di cui dispone l’Osservatorio istituito dall’articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Gli operatori gia’ attivi nel bacino sono tenuti a fornire le informazioni e i dati rilevanti in relazione ai servizi effettuati entro e non oltre sessanta giorni dalla richiesta di regioni ed enti locali, che adottano adeguate garanzie di tutela e riservatezza dei dati commerciali sensibili. Le regioni hanno la facolta’ di far salvi i bacini determinati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ove coerenti con i criteri di cui al presente articolo.

4. Ai fini dello svolgimento delle procedure di scelta del contraente per i servizi di trasporto locale e regionale, gli enti affidanti, con l’obiettivo di promuovere la piu’ ampia partecipazione alle medesime, articolano i bacini di mobilita’ in piu’ lotti, oggetto di procedure di gara e di contratti di servizio, tenuto conto delle caratteristiche della domanda e salvo eccezioni motivate da economie di scala proprie di ciascuna modalita’ e da altre ragioni di efficienza economica, nonche’ relative alla specificita’ territoriale dell’area soggetta alle disposizioni di cui alla legge 16 aprile 1973, n. 171 e successive modificazioni. Tali eccezioni   sono disciplinate con delibera   dell’Autorita’   di   regolazione   dei trasporti, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, lettera f) del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dal comma 6, lettera a), del presente articolo. Per quanto riguarda i servizi ferroviari l’Autorita’ puo’ prevedere eccezioni relative anche a lotti comprendenti territori appartenenti a piu’ Regioni, previa intesa tra le regioni interessate.

5. Nelle more della definizione dei bacini di mobilita’ e dei relativi enti di governo, gli enti locali devono comunque procedere al nuovo affidamento nel rispetto della vigente normativa, dei servizi di trasporto pubblico per i quali il termine ordinario dell’affidamento e’ scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero scadra’ tra la predetta data e l’adozione dei provvedimenti di pianificazione e istituzione di enti di governo.

6. All’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) al comma 2, lettera f) sono anteposte le seguenti parole: «a definire i criteri per la determinazione delle eccezioni al principio della minore estensione territoriale dei lotti di gara rispetto ai bacini di pianificazione, tenendo conto della domanda effettiva e di quella potenziale, delle economie di scala e di integrazione tra servizi, di eventuali altri criteri determinati dalla normativa vigente, nonche’»;

   b) al comma 2, lettera f), sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «. Con riferimento al trasporto pubblico locale l’Autorita’ definisce anche gli schemi dei contratti di servizio per i servizi esercitati da societa’ in house o da societa’ con prevalente partecipazione pubblica ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, nonche’ per quelli affidati direttamente. Sia per i bandi di gara che per i predetti contratti di servizio esercitati in house o affidati direttamente l’Autorita’ determina la tipologia di obiettivi di efficacia e di efficienza che il   gestore   deve

rispettare, nonche’ gli obiettivi di equilibrio finanziario; per tutti i contratti di servizio prevede obblighi di separazione contabile tra le attivita’ svolte in regime di servizio pubblico e le altre attivita’.».

7. Con riferimento alle procedure di scelta del contraente per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale l’Autorita’ di regolazione dei trasporti detta regole generali in materia di:

   a) svolgimento di procedure che prevedano la facolta’   di procedere alla riscossione diretta dei proventi da traffico da parte dell’affidatario, che se ne assume il rischio di impresa, ferma restando la possibilita’ di soluzioni diverse con   particolare riferimento ai servizi per i quali sia prevista l’integrazione tariffaria tra diversi gestori e che siano suddivisi tra piu’ lotti di gara;

   b) obbligo, per chi intenda partecipare alle predette procedure, del possesso, quale requisito di idoneita’ economica e finanziaria, di un patrimonio netto pari almeno al quindici per cento del corrispettivo annuo posto a base di gara, nonche’ dei requisiti di cui all’articolo 18 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422;

   c) adozione di misure in grado di garantire all’affidatario l’accesso a condizioni eque ai beni   immobili   e   strumentali indispensabili all’effettuazione del   servizio,   anche   relative all’acquisto, alla cessione, alla locazione o al comodato d’uso a carico dell’ente affidante, del gestore uscente e del gestore entrante, con specifiche disposizioni per i beni acquistati con finanziamento pubblico e per la determinazione   nelle   diverse fattispecie dei valori di mercato dei predetti beni;

   d) in alternativa a quanto previsto sulla proprieta’ dei beni strumentali in applicazione   della   lettera   c),   limitatamente all’affidamento di servizi di trasporto   pubblico   ferroviario, facolta’ per l’ente affidante e per il gestore uscente di cedere la proprieta’ dei beni immobili essenziali e dei beni strumentali a soggetti societari, costituiti con capitale privato ovvero con capitale pubblico e privato, che si specializzano nell’acquisto dei predetti beni e di beni strumentali nuovi per locarli ai gestori di servizi di trasporto pubblico locale e regionale, a condizioni eque e non discriminatorie;

   e) in caso di sostituzione del gestore a seguito di gara, previsione nei bandi di gara del trasferimento del   personale dipendente dal gestore uscente al subentrante con l’esclusione dei dirigenti e nel rispetto della normativa europea in   materia, applicando in ogni caso al personale il contratto   collettivo nazionale di settore. Gli importi accantonati per il trattamento di fine rapporto relativo ai dipendenti del gestore uscente che transitano alle dipendenze del soggetto subentrante sono versati all’INPS dal gestore uscente.

8. Alle attivita’ di cui ai commi 6 e 7 l’Autorita’ di regolazione dei trasporti provvede mediante le risorse umane, finanziarie e strumentali, disponibili a legislazione vigente.

9. Gli utenti dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale, in qualsiasi modalita’ esercitati, sono tenuti a munirsi di valido titolo di viaggio, a convalidarlo all’inizio del viaggio e ad ogni singola uscita, se   prevista,   in   conformita’   alle   apposite prescrizioni previste dal gestore, a conservarlo per la durata del percorso e a esibirlo su richiesta degli agenti accertatori.

10. Per i titoli di viaggio la convalida deve essere effettuata, in conformita’ alle apposite prescrizioni previste dal gestore, in occasione di ogni singolo accesso ai mezzi di trasporto utilizzati.

11. La violazione degli obblighi previsti dai commi 9 e 10 comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria da definirsi con legge regionale. In assenza di legge regionale, la sanzione e’ pari a sessanta volte il valore del biglietto ordinario e comunque non superiore a 200 euro.

11-bis. In caso di mancata esibizione di un idoneo titolo di viaggio su richiesta degli agenti accertatori, la sanzione comminata e’ annullata qualora sia possibile   dimostrare,   con   adeguata documentazione, presso gli uffici preposti dal gestore del trasporto pubblico, il possesso di un titolo nominativo risultante in corso di validita’ al momento dell’accertamento.

12. All’articolo 71 del decreto dei Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«Al fine di assicurare il piu’ efficace contrasto dell’evasione tariffaria, i gestori dei servizi di trasporto pubblico possono affidare le attivita’ di prevenzione, accertamento e contestazione delle violazioni alle norme di viaggio anche a soggetti   non appartenenti agli organici del gestore medesimo, qualificabili come agenti accertatori. Gli stessi   dovranno   essere   appositamente abilitati dall’impresa di trasporto pubblico che mantiene comunque la responsabilita’ del corretto svolgimento dell’attivita’ di verifica e che ha l’obbligo di trasmettere l’elenco degli agenti abilitati alla prefettura-ufficio territoriale del Governo di competenza. Per lo svolgimento delle funzioni loro affidate gli agenti accertatori esibiscono   apposito   tesserino   di   riconoscimento   rilasciato dall’azienda e possono effettuare i controlli previsti dall’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, compresi quelli necessari per l’identificazione del trasgressore, ivi incluso il potere di richiedere l’esibizione di valido documento di identita’, nonche’ tutte le altre attivita’ istruttorie previste dal capo I, sezione II, della stessa legge.  Gli agenti accertatori, nei limiti del servizio a cui sono destinati, rivestono la qualita’ di pubblico ufficiale. Gli agenti accertatori possono accertare e contestare anche le altre violazioni in materia di trasporto pubblico contenute nel presente titolo, per le quali sia prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa.

Il Ministero dell’interno puo’ mettere a disposizione agenti ed ufficiali aventi qualifica di polizia giudiziaria, secondo   un programma di supporto agli agenti accertatori di cui al comma precedente, con copertura dei costi a completo carico dell’ente richiedente e per periodi di tempo non superiori ai trentasei mesi.».

12-bis. Al fine di verificare la qualita’ dei servizi di trasporto pubblico locale e   regionale,   le   associazioni   dei consumatori riconosciute a livello nazionale o regionale possono trasmettere,   con   cadenza   semestrale,   per   via   telematica, all’Osservatorio di cui all’articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i dati, ricavabili dalle   segnalazioni dell’utenza, relativi ai disservizi di   maggiore   rilevanza   e frequenza, proponendo possibili soluzioni   strutturali   per   il miglioramento del servizio. L’Osservatorio informa dei disservizi segnalati le amministrazioni competenti e l’Autorita’ di regolazione dei trasporti per le determinazioni previste dall’articolo 37, comma 2, lettere d), e) e l), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Le amministrazioni competenti, entro trenta giorni,   comunicano all’Osservatorio e all’Autorita’ di regolazione dei trasporti le iniziative eventualmente intraprese per risolvere le criticita’ denunciate ed entro i novanta giorni successivi rendono conto all’Osservatorio dell’efficacia delle misure adottate. Nel rapporto annuale alle Camere sulla propria attivita’, l’Osservatorio evidenzia i disservizi di maggiore rilevanza nel territorio nazionale e i provvedimenti   adottati   dalle   amministrazioni     competenti.

L’Osservatorio mette a disposizione delle Camere, su richiesta, i dati raccolti e le statistiche elaborate nell’ambito della sua attivita’, fatte salve le necessarie garanzie di tutela e di riservatezza dei dati commerciali sensibili.

12-ter. Salvo quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, per il trasporto ferroviario, e dal decreto legislativo 4 novembre 2014, n. 169, per il trasporto effettuato con autobus, quando un servizio di trasporto pubblico subisce una cancellazione o un ritardo, alla partenza dal capolinea o da una fermata, superiore a sessanta minuti per i servizi di trasporto regionale o locale, o a trenta minuti per i servizi di trasporto pubblico svolti in ambito urbano, tranne che nei casi di calamita’ naturali, di scioperi e di altre emergenze imprevedibili, i passeggeri hanno comunque diritto al rimborso del prezzo del biglietto da parte del vettore. Il rimborso e’ pari al costo completo del biglietto al prezzo a cui e’ stato acquistato. Per i titolari di abbonamento, il pagamento e’ pari   alla   quota giornaliera del costo completo dell’abbonamento, fermo restando il rispetto delle regole di convalida secondo modalita’ determinate con disposizioni del gestore. Il rimborso e’ corrisposto in denaro, a meno che il passeggero non accetti una diversa forma di pagamento.

13. Le rilevazioni dei sistemi di video sorveglianza presenti a bordo dei veicoli e sulle banchine di fermata possono essere utilizzate ai fini del contrasto dell’evasione tariffaria e come mezzo di prova, nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, per l’identificazione di eventuali trasgressori che rifiutino di fornire le proprie generalita’ agli agenti accertatori, anche con eventuale trasmissione alle competenti forze dell’ordine.

Art. 49

Disposizioni urgenti in materia di riordino di societa’

1. Con l’obiettivo di rilanciare gli investimenti del settore delle infrastrutture attraverso la programmazione, la progettazione, la realizzazione e la gestione integrata delle reti ferroviarie e stradali di interesse nazionale, ANAS S.p.A. sviluppa le opportune sinergie con il gruppo Ferrovie dello Stato, anche attraverso appositi contratti e convenzioni al fine di realizzare, tra l’altro, un incremento degli investimenti nel 2017 di almeno il 10 per cento rispetto al 2016 ed un ulteriore incremento di almeno il 10 per cento nel 2018.

 2. Al fine di realizzare una proficua allocazione delle partecipazioni pubbliche facenti capo al Ministero dell’economia e delle finanze in   ambiti  industriali   omogenei,   il   Ministro dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dal verificarsi delle condizioni di cui al comma 3, trasferisce, nel rispetto della disciplina dell’Unione europea, alla societa’ Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. le azioni della societa’ ANAS S.p.A. mediante aumento di capitale della societa’ Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. tramite conferimento in natura.  L’aumento di   capitale   e’ realizzato per un importo corrispondente al patrimonio netto di ANAS S.p.A. risultante da una situazione patrimoniale approvata dal Consiglio di amministrazione della societa’ e riferita ad una data non anteriore   a   quattro   mesi   dal   conferimento.   Pertanto, all’operazione di trasferimento non si applicano gli articoli 2343, 2343-ter, 2343-quater, nonche’ l’articolo 2441 del codice civile.

Tutti gli atti e le operazioni posti in essere per il trasferimento di ANAS S.p.A. in Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. sono esenti da imposizione fiscale, diretta e indiretta e da tasse.

3. Il trasferimento di cui al comma 2 e’ subordinato alle seguenti condizioni:

   a) perfezionamento del Contratto di Programma 2016/2020 tra lo Stato e ANAS S.p.A. secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 870, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;

   b) acquisizione di una perizia giurata di stima da cui risulti l’adeguatezza dei fondi stanziati   nel   bilancio   ANAS,   anche considerato quanto disposto dai commi 7 e 8, rispetto al valore del contenzioso giudiziale in essere; il perito incaricato viene nominato da Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a. nell’ambito di una terna di esperti proposta dal Ministero dell’economia e delle finanze;

   b-bis) l’assenza di effetti negativi sui saldi di finanza pubblica rilevanti ai fini degli impegni assunti in sede europea, verificata dal Ministero dell’economia e delle finanze.

4. Ad esito del trasferimento di cui al comma 2, restano in capo ad ANAS S.p.A. le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e tutti gli altri provvedimenti   amministrativi   comunque denominati.

5. Intervenuto il trasferimento della partecipazione detenuta dallo Stato in ANAS S.p.A., qualsiasi deliberazione o atto avente ad oggetto il trasferimento di ANAS S.p.A. o operazioni societarie straordinarie sul capitale della societa’ e’ oggetto di preventiva autorizzazione del Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

6. Alla data di trasferimento della partecipazione detenuta dallo Stato in ANAS S.p.A., all’articolo 7, comma 4, del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, al terzo periodo dopo le parole: «successive modifiche» le parole: «dello statuto o» sono soppresse e il comma 6 del medesimo articolo 7 e’ abrogato.

7. ANAS S.p.A. e’ autorizzata per gli anni 2017, 2018 e 2019, nei limiti delle risorse di cui al comma 8, a definire, mediante la sottoscrizione di accordi bonari e/o transazioni giudiziali   e stragiudiziali, le controversie con le imprese appaltatrici derivanti dall’iscrizione di riserve o da richieste di risarcimento, laddove sussistano i presupposti e le condizioni di cui agli articoli 205 e 208 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e con le modalita’ ivi previste, previa valutazione della convenienza economica di ciascuna operazione da parte della Societa’ stessa, nonche’ apposito preventivo parere dell’Autorita’ nazionale anticorruzione.

8. La quota dei contributi quindicennali assegnati con le delibere CIPE nn. 96/2002, 14/2004 e 95/2004, pubblicate, rispettivamente, nelle Gazzette Ufficiali n. 30 del 6 febbraio 2003, n. 304 del 29 dicembre 2004 e n. 147 del 27 giugno 2005,  non utilizzati ed eccedenti il fabbisogno risultante   dalla   realizzazione   degli interventi di cui alle predette delibere, nel limite complessivo di 700 milioni di euro, e’ destinata, con esclusione delle somme cadute in perenzione, alle finalita’ di cui al  comma 7 . Il CIPE individua le risorse annuali effettivamente disponibili in relazione al quadro aggiornato delle opere concluse da destinare alle predette finalita’, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica.

9. All’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i commi 115, 116, 117, 118 e 119, sono abrogati.

10. All’articolo 44 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, il comma 5 e’ abrogato.

11. Al fine di favorire l’attuazione del presente articolo, non si applicano ad ANAS S.p.A., a decorrere dal trasferimento di cui al comma 2, le norme di contenimento della spesa previste dalla legislazione vigente a carico dei soggetti inclusi nell’elenco dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, fermo restando,  finche’ l’ANAS risulti compresa nel suddetto elenco dell’ISTAT, l’obbligo di versamento  all’entrata   del bilancio dello Stato di un importo corrispondente ai risparmi conseguenti all’applicazione delle suddette norme, da effettuare ai sensi dell’articolo 1, comma 506, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

12. Nelle more del perfezionamento del contratto di programma ANAS 2016-2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 870, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo’ autorizzare la societa’ ANAS S.p.A., nel limite del 5% delle risorse complessivamente finalizzate al   contratto   dalla medesima legge n. 208 del 2015, ad effettuare la progettazione di interventi nonche’, nel limite di un ulteriore 15% delle medesime risorse, a svolgere attivita’ di manutenzione straordinaria della rete stradale nazionale. Le attivita’ svolte ai sensi del presente articolo devono essere distintamente indicate nel Contratto di programma 2016-2020 e le relative spese sostenute devono essere rendicontate secondo le modalita’ previste per il «Fondo Unico ANAS», come definite dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 869, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.  Nell’ambito delle attivita’   di manutenzione straordinaria della rete stradale nazionale, la societa’ ANAS S.p.A. ha particolare riguardo alla verifica dell’idoneita’ statica e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica di ponti, viadotti, cavalcavia e strutture similari.

12-bis. All’articolo 1, comma 1025, quarto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: «ad integrazione delle risorse gia’ stanziate a tale scopo, per gli interventi   di   completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria attuativi delle deliberazioni adottato dal CIPE, ai sensi della legislazione vigente»   sono sostituite dalle seguenti: «ad integrazione delle risorse gia’ stanziate e comprese nell’ambito del contratto di programma ANAS Spa 2016-2020».

Art. 50

Misure urgenti per assicurare la continuita’ del servizio svolto

dall’Alitalia Spa

1. Al fine di evitare l’interruzione del servizio svolto dalla societa’ Alitalia – Societa’ Aerea Italiana – Spa in amministrazione straordinaria, per i collegamenti aerei nel territorio nazionale e con il territorio nazionale, ivi compresi quelli con oneri di servizio pubblico ai sensi della vigente normativa europea, tenuto conto delle gravi difficolta’ di ordine sociale e dei gravi disagi per gli utenti che tale interruzione determinerebbe, e’ disposto un finanziamento a titolo oneroso di 600 milioni di euro, della durata di sei mesi, da erogare con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro cinque giorni dall’apertura della procedura di amministrazione straordinaria a favore dell’Alitalia – Societa’ Aerea Italiana – Spa in   amministrazione   straordinaria,   da   utilizzare   per   le indilazionabili esigenze gestionali della societa’ stessa e delle altre   societa’   del   gruppo   sottoposte   alla   procedura   di amministrazione straordinaria, anche relative alla continuita’ dei sistemi di regolazione internazionale dei rapporti economici con i vettori, nelle more dell’esecuzione di un programma predisposto ai sensi degli articoli 27 e 54 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, e conforme alla normativa europea. Il relativo stanziamento e’ iscritto nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico. Il finanziamento e’ concesso con l’applicazione   di interessi al tasso Euribor a sei mesi pubblicato il giorno lavorativo antecedente la data di erogazione, maggiorato di 1.000 punti base ed e’ restituito entro sei mesi dalla erogazione, in prededuzione, con priorita’ rispetto a ogni altro debito della procedura. Le somme corrisposte in restituzione del finanziamento per   capitale   e interessi sono versate, nel 2017, all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, per un importo pari a 300 milioni di euro, al fondo di cui all’articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e per l’importo eccedente al Fondo   per l’ammortamento dei titoli di Stato di cui alla legge 27 ottobre 1993, n. 432.

2. Le procedure conseguenti all’invito per la   raccolta   di manifestazioni di interesse finalizzate alla definizione   della procedura di amministrazione straordinaria, pubblicato dai Commissari straordinari ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 2 maggio 2017, n. 55, sono svolte assicurando il rispetto dei principi di trasparenza, parita’ di trattamento e non discriminazione e devono essere espletate nel termine di sei mesi dalla concessione del finanziamento di cui al comma 1 del presente articolo.

Art. 51

Contenimento dei costi del trasporto aereo

1. Al fine di contenere i costi per l’utenza del trasporto aereo, ENAV S.p.A. destina al contenimento degli incrementi tariffari previsti nel contratto di programma 2016-2019 per gli aeroporti con traffico annuo inferiore a 70.000 movimenti di trasporto aereo soggetto alle regole del volo-IFR una quota pari a 26 milioni di euro delle risorse riscosse e consuntivate per l’anno 2014 per lo svolgimento dei servizi di navigazione aerea di rotta svolti a favore del traffico aereo civile, non di sua spettanza.

Art. 52

Sviluppo sistema nazionale di ciclovie turistiche

1. All’articolo 1, comma 640, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «e Grande raccordo anulare delle biciclette (GRAB di Roma)» sono sostituite dalle seguenti: «, Grande raccordo anulare delle biciclette (GRAB) di Roma, ciclovia  del Garda, ciclovia Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia, ciclovia Sardegna, ciclovia Magna Grecia (Basilicata, Calabria, Sicilia), ciclovia Tirrenica e ciclovia Adriatica».

Art. 52-bis

Misure urgenti per la promozione della concorrenza nel trasporto a

trazione elettrica su gomma

1. All’articolo 17-septies, comma 4, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, dopo la lettera a) e’ inserita la seguente:

«a-bis) l’individuazione di parametri minimi di interoperabilita’ delle nuove colonnine di ricarica pubbliche e private, finalizzati a garantire la loro piu’ ampia compatibilita’ con i veicoli a trazione elettrica in circolazione;».

Art. 52-ter

Modifiche al codice dei contratti pubblici

1. All’articolo 211 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:  «1-bis. L’ANAC e’ legittimata   ad   agire   in   giudizio   per l’impugnazione dei bandi, degli altri   atti   generali   e   dei provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, emessi da qualsiasi stazione appaltante, qualora ritenga che essi violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

1-ter. L’ANAC, se ritiene che una stazione appaltante abbia adottato un provvedimento viziato da gravi violazioni del presente codice, emette, entro sessanta giorni dalla notizia della violazione, un parere motivato nel quale indica specificamente i vizi di legittimita’ riscontrati. Il parere e’ trasmesso alla stazione appaltante; se la stazione appaltante non vi si conforma entro il termine assegnato dall’ANAC, comunque non superiore a sessanta giorni dalla trasmissione, l’ANAC puo’ presentare   ricorso,   entro   i successivi trenta giorni, innanzi al giudice amministrativo. Si applica l’articolo 120 del codice del processo amministrativo di cui all’allegato 1 annesso al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

1-quater. L’ANAC, con proprio regolamento, puo’ individuare i casi o le tipologie di provvedimenti in relazione ai quali esercita i poteri di cui ai commi 1-bis e 1-ter».

Art. 52-quater

Organizzazione dell’ANAC

1. L’Autorita’ nazionale anticorruzione definisce, con propri regolamenti, la propria organizzazione, il proprio funzionamento e l’ordinamento giuridico del proprio personale secondo i principi contenuti nella legge 14 novembre 1995, n. 481. Il trattamento economico del personale dell’Autorita’ non puo’ eccedere quello gia’ definito in attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1º febbraio 2016, adottato ai sensi dell’articolo 19, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito,   con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Fino alla data di entrata in vigore dei predetti regolamenti continua ad applicarsi il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° febbraio 2016. Dall’applicazione del presente articolo non devono comunque derivare maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 52-quinquies

Sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25

1. Nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 1, comma 183, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e tenuto conto della necessita’ e urgenza di mettere in sicurezza antisismica le autostrade A24 e A25, nelle more della definizione degli strumenti di pianificazione tecnica ed economica dell’intero impianto infrastrutturale, l’obbligo del concessionario di versare le rate del corrispettivo della concessione di cui all’articolo 3, lettera c), della   vigente convenzione stipulata il 18 novembre 2009, relative agli anni 2015 e 2016, ciascuna dell’importo di euro 55.860.000 comprendente gli interessi di dilazione, e’ sospeso, previa presentazione di un piano di convalida per interventi urgenti, presentato dal concessionario entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nei limiti delle risorse di cui al presente comma, da approvare entro il 31 agosto 2017, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Nel medesimo decreto sono altresi’ definite le modalita’ di attuazione della presente disposizione, nonche’ la regolazione di detto periodo transitorio. Tale importo e’ destinato all’immediato avvio dei lavori di messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25. Il concessionario effettua il versamento all’ANAS S.p.A. delle rate sospese del corrispettivo della concessione, tutte di spettanza dell’ANAS S.p.A., per complessivi euro 111.720.000, in tre rate che scadono il 31 marzo di ciascuno degli anni 2028, 2029 e 2030, ognuna delle quali dell’importo di euro 37.240.000 con maggiorazione degli interessi maturati calcolati al tasso legale. Restano altresi’ ferme le scadenze di tutte le restanti rate del corrispettivo spettante all’ANAS S.p.A.

Capo II
Misure per il lavoro, la produttivita’ delle imprese e gli
investimenti

Art. 53

APE

1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 179, lettera d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le attivita’ lavorative di cui all’allegato C si considerano svolte in via continuativa quando nei sei anni precedenti la data di decorrenza dell’indennita’ di cui al comma 181 della medesima legge le medesime attivita’ lavorative   non   hanno   subito   interruzioni   per   un   periodo complessivamente superiore a dodici mesi e a condizione che le citate attivita’ lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente la predetta decorrenza per un periodo corrispondente a quello complessivo di interruzione.

2. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 199, lettera d), della legge 11 dicembre 2016 n. 232, le attivita’ lavorative di cui all’allegato E si considerano svolte in via continuativa quando nei sei anni precedenti la data del pensionamento le medesime attivita’ lavorative non hanno subito interruzioni per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi e a condizione che le citate attivita’ lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente il pensionamento per un periodo corrispondente a quello complessivo di interruzione.

3. All’articolo 1, comma 173, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ aggiunto, in fine , il seguente periodo: «I finanziamenti garantiti dal Fondo possono essere ceduti, in tutto o in parte, all’interno del gruppo del soggetto finanziatore o a istituzioni finanziarie nazionali, comunitarie e internazionali, anche ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, senza le formalita’ e i consensi previsti dalla disciplina che regola la cessione del credito e conservano le medesime garanzie e le coperture assicurative che assistono il finanziamento.»

Art. 53-bis

Ristrutturazione o riorganizzazione di imprese editoriali per crisi

aziendale

1. Per il sostegno   degli   oneri   derivanti   dall’anticipata liquidazione della pensione di   vecchiaia   nei   confronti   dei giornalisti interessati dai piani di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 69, e’ autorizzata la spesa di 6 milioni di euro per l’anno 2017, 10 milioni di euro per l’anno 2018, 11 milioni di euro per l’anno 2019, 12 milioni di euro per l’anno 2020 e 6 milioni di euro per l’anno 2021, con conseguente aumento dei limiti di spesa di cui all’articolo 41-bis, comma 7, del decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14. Ai giornalisti che sono stati effettivamente coinvolti nella riduzione oraria prevista dai piani di cui al primo periodo e’ data facolta’ di optare per l’anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ovvero, nel caso di giornalisti che vengono coinvolti nella riduzione oraria successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, entro sessanta giorni dalla data di coinvolgimento nella riduzione oraria o dalla data di maturazione dei requisiti di anzianita’ anagrafica e contributiva, se successiva, purche’ in possesso di un’anzianita’ contributiva pari ad almeno venticinque anni interamente accreditati presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI), e di un’eta’ anagrafica pari, negli anni 2017 e 2018, ad almeno cinquantotto anni, se donne, e a sessanta anni, se uomini.

2. L’INPGI prende in considerazione le domande di anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia secondo l’ordine cronologico di presentazione dei piani di gestione degli esuberi, nel rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 1.

3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione della quota del Fondo per il pluralismo   e   l’innovazione   dell’informazione   spettante   alla Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi dall’articolo 1, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, per gli anni dal 2017 al 2021.

4. All’onere derivante dalle prestazioni di vecchiaia anticipata finanziate ai sensi del presente articolo concorre il contributo aggiuntivo a carico dei datori di lavoro di cui all’articolo 41-bis, comma 7, secondo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

Art. 53-ter

Trattamento di mobilita’ in deroga per i lavoratori delle aree di

crisi industriale complessa

1. Le risorse finanziarie di cui all’articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, come ripartite tra le regioni con i decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, n. 1 del 12 dicembre 2016 e n. 12 del 5 aprile 2017, possono essere destinate dalle regioni medesime, nei limiti della parte   non utilizzata, alla prosecuzione, senza soluzione di continuita’ e a prescindere dall’applicazione dei criteri di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, n. 83473 del 1° agosto 2014, del trattamento di mobilita’ in deroga, per un massimo di dodici mesi, per i lavoratori che operino in un’area di crisi industriale complessa, riconosciuta ai sensi dell’articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e che alla data del 1° gennaio 2017 risultino beneficiari di un trattamento di mobilita’ ordinaria o di un trattamento di mobilita’ in deroga, a condizione che ai medesimi lavoratori siano contestualmente applicate le misure di politica attiva individuate in un apposito piano regionale da comunicare all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Art. 54

Documento Unico di Regolarita’ Contributiva

1. Il documento unico di regolarita’ contributiva (DURC) di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per semplificazione e la pubblica amministrazione del 30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125, del 1° giugno 2015, nel caso di definizione agevolata di debiti contributivi ai sensi dell’articolo 6, del decreto-legge 22 ottobre 2016,   n.   193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, e’ rilasciato, a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di volersi avvalere della suddetta definizione agevolata effettuata nei termini di cui al comma 2 del citato articolo 6, ricorrendo gli altri requisiti di regolarita’ di cui all’articolo 3 del citato decreto interministeriale 30 gennaio 2015.

2. In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui e’ stato dilazionato il pagamento delle somme dovute ai fini della predetta definizione agevolata, tutti i DURC rilasciati in attuazione del comma 1 sono annullati dagli Enti preposti alla verifica. A tal fine, l’agente della riscossione comunica agli Enti il regolare versamento delle rate accordate. I medesimi Enti   provvedono   a   rendere disponibile in apposita sezione del servizio «Durc On Line» l’elenco dei DURC annullati ai sensi del presente comma.

3. I soggetti che hanno richiesto la verifica di regolarita’ contributiva e i soggetti i cui dati siano stati registrati dal servizio «Durc On Line» in sede di consultazione del DURC gia’ prodotto utilizzano le informazioni rese disponibili nella sezione di cui al comma 2 nell’ambito dei procedimenti per i quali il DURC e’ richiesto.

4.   Le   Amministrazioni   pubbliche   interessate   provvedono all’attuazione delle disposizioni del presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 54-bis

Disciplina delle   prestazioni   occasionali.   Libretto   Famiglia.

Contratto di prestazione occasionale

1. Entro i limiti e con le modalita’ di cui al presente articolo e’ ammessa la possibilita’ di   acquisire   prestazioni   di   lavoro occasionali, intendendosi per tali le attivita’ lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalita’ degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalita’ dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

2. Il prestatore ha diritto all’assicurazione per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali disciplinata dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

3. Il prestatore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali secondo quanto previsto agli articoli 7, 8 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Ai fini della tutela della salute e della sicurezza del prestatore, si applica l’articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

4. I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

5. Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

6. Alle prestazioni di cui al presente articolo possono fare ricorso:

a) le   persone   fisiche,   non   nell’esercizio   dell’attivita’ professionale o d’impresa, per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il Libretto Famiglia di cui al comma 10;

b) gli altri utilizzatori, nei limiti di cui al comma 14, per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale di cui al comma 13.

7. Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, in deroga al comma 14, lettera a), del presente articolo, nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese   di personale e fermo restando il limite di durata di cui al comma 20 del presente articolo, esclusivamente   per   esigenze   temporanee   o eccezionali:

a) nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di poverta’, di disabilita’, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;

b) per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamita’ o eventi naturali improvvisi;

c) per attivita’ di solidarieta’, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;

d) per l’organizzazione di manifestazioni sociali,   sportive, culturali o caritative.

8. Sono computati in misura pari al 75 per cento del loro importo, ai fini del comma 1, lettera b), i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai seguenti soggetti:

a) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidita’;

b) giovani con meno di venticinque anni di eta’, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi   presso l’universita’;

c) persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;

d) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito. In tal caso l’INPS provvede a sottrarre   dalla   contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno del reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni occasionali di cui al presente articolo.

9. Per l’accesso alle prestazioni di cui al presente articolo, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti, anche tramite un intermediario di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’INPS, di seguito denominata «piattaforma informatica INPS», che supporta le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico. I pagamenti   possono   essere   altresi’   effettuati utilizzando il modello di versamento F24, con esclusione della facolta’ di compensazione dei crediti di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Esclusivamente ai fini dell’accesso al Libretto Famiglia di cui   al   comma   10,   la registrazione e i relativi adempimenti possono essere svolti tramite un ente di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152.

10. Ciascun utilizzatore di cui al comma 6, lettera a), puo’ acquistare, attraverso la piattaforma informatica INPS, con le modalita’ di cui al comma 9 ovvero presso gli uffici postali, un libretto nominativo prefinanziato, denominato «Libretto Famiglia», per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o piu’ prestatori nell’ambito di: a) piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilita’; c) insegnamento privato supplementare. Mediante il Libretto Famiglia, e’ erogato, secondo le modalita’ di cui al presente articolo, il contributo di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92, per l’acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia   o   dei   servizi   privati accreditati.

11. Ciascun Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento, il cui valore nominale e’ fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora. Per ciascun titolo di pagamento erogato sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, stabilita nella misura di 1,65 euro, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, stabilito nella misura di 0,25 euro; un importo di 0,10 euro e’ destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

12. Attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, l’utilizzatore di cui al comma 6, lettera a), entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, comunica i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonche’ ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di short message service (SMS) o di posta elettronica.

13. Il contratto di prestazione occasionale e’ il contratto mediante il quale un utilizzatore, di cui ai commi 6, lettera b), e 7, acquisisce, con modalita’ semplificate, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entita’, entro i limiti di importo di cui al comma 1, alle condizioni e con le modalita’ di cui ai commi 14 e seguenti.

14. E’ vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

a) da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze piu’ di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;

b) da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attivita’ lavorative rese dai soggetti di cui al comma 8 purche’ non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;

c) da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attivita’ di escavazione o lavorazione   di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;

d) nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

15. Ai fini dell’attivazione del   contratto   di   prestazione occasionale, ciascun utilizzatore di cui al comma 6, lettera b), versa, attraverso la piattaforma informatica INPS, con le modalita’ di cui al comma 9, le somme utilizzabili per compensare   le prestazioni. L’1 per cento degli importi versati e’ destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

16. La misura minima oraria del compenso e’ pari a 9 euro, tranne che nel settore agricolo, per il quale il compenso minimo e’ pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale. Sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, nella misura del 33 per cento del compenso, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, nella misura del 3,5 per cento del compenso.

17. L’utilizzatore di cui al comma 6, lettera b), e’ tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della   prestazione, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, una dichiarazione contenente, tra l’altro, le seguenti informazioni:

a) i dati anagrafici e identificativi del prestatore;

b) il luogo di svolgimento della prestazione;

c) l’oggetto della prestazione; d) la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni; e) il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo ai sensi del comma 16. Il prestatore riceve contestuale notifica della dichiarazione attraverso comunicazione di short message service (SMS) o di posta elettronica.

18. Nel caso in cui la prestazione lavorativa non abbia luogo, l’utilizzatore di cui al comma 6, lettera b), e’ tenuto a comunicare, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, la revoca della dichiarazione trasmessa all’INPS entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione. In mancanza della predetta revoca, l’INPS provvede al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi nel termine di cui al comma 19.

19. Con riferimento a tutte le prestazioni rese nell’ambito del Libretto Famiglia e del contratto di prestazione occasionale nel corso del mese, l’INPS provvede, nel limite delle somme previamente acquisite a tale scopo dagli utilizzatori rispettivamente di cui al comma 6, lettera a), e al comma 6, lettera b), al pagamento del compenso al prestatore il giorno 15 del mese successivo attraverso accredito delle spettanze su conto corrente bancario risultante sull’anagrafica   del   prestatore   ovvero,   in   mancanza   della registrazione del conto corrente bancario, mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici della societa’ Poste italiane Spa. Gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato sono a carico del prestatore. Attraverso la piattaforma informatica di cui al comma 6, l’INPS provvede   altresi’   all’accreditamento   dei contributi previdenziali sulla posizione contributiva del prestatore e al trasferimento all’INAIL, il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno, dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nonche’ dei dati relativi alle prestazioni di lavoro occasionale del periodo rendicontato.

20. In caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso da una pubblica amministrazione, del limite di importo di cui al comma 1, lettera c), o comunque del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato; nel settore agricolo, il suddetto limite di durata e’ pari al rapporto tra il limite di importo di cui al comma 1, lettera c), e la retribuzione oraria individuata ai sensi del comma 16. In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione di cui al comma 17 ovvero di uno dei divieti di cui al comma 14, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.

21. Entro il 31 marzo di ogni anno il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previo confronto con le parti sociali, trasmette alle Camere una relazione sullo sviluppo delle attivita’ lavorative disciplinate dal presente articolo.

Art. 55

Premi di produttivita’

1. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il comma 189 e’ sostituito dal seguente:

«189. Per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, con le modalita’ specificate nel decreto di cui al comma 188, e’ ridotta di venti punti percentuali l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il regime relativo all’invalidita’, la vecchiaia ed i superstiti su una quota delle erogazioni previste dal comma 182 non superiore a 800 euro. Sulla medesima quota, non e’ dovuta alcuna contribuzione a carico del lavoratore. Con riferimento alla quota di erogazioni di cui al presente comma e’ corrispondentemente ridotta l’aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici.».

2. La disposizione di cui al comma 1 opera per i premi e le somme erogate in esecuzione dei contratti di cui all’articolo 1, comma 187, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per i contratti stipulati anteriormente a tale data continuano ad applicarsi le disposizioni gia’ vigenti alla medesima data.

Art. 55-bis

Fondo per il diritto al lavoro dei disabili

1. Lo stanziamento del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, di cui all’articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, e’ incrementato di 58 milioni di euro nell’anno 2017. Al relativo onere, pari a 58 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di   spesa   di   cui all’articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22.

Art. 55-ter

Disposizione interpretativa dell’articolo 12 del decreto legislativo

10 settembre 2003, n. 276, in materia di interventi per la

formazione e l’integrazione del reddito

1. Il comma 3 dell’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo 12 includono le misure stabilite dal contratto collettivo nazionale di lavoro dirette a garantire ai lavoratori somministrati una protezione complessiva in termini di welfare, anche attraverso la bilateralita’ del settore.

Art. 55-quater

Modifica all’articolo 44 del decreto legislativo 14 settembre 2015,

n. 148, in materia di trattamenti di integrazione salariale in

deroga

1. All’articolo 44, comma 6-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Per i trattamenti di integrazione salariale in deroga, il conguaglio o la richiesta di rimborso delle integrazioni corrisposte ai lavoratori devono essere effettuati, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di concessione se successivo. Per i trattamenti conclusi prima della data di entrata in vigore della presente disposizione, i sei mesi di cui al precedente periodo decorrono da tale data».

Art. 55-quinquies

Disposizioni in materia di contributi previdenziali dei lavoratori

transfrontalieri

1. All’articolo 76 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:

«1-bis. La ritenuta di cui al comma 1 e’ applicata   dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento anche sulle somme corrisposte in Italia da parte della gestione della previdenza professionale per   la   vecchiaia,   i   superstiti   e l’invalidita’ svizzera (LPP), ivi comprese le prestazioni erogate dagli enti o istituti svizzeri di prepensionamento, maturate sulla base anche di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera e in qualunque forma erogate».

2. All’articolo 38 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 13 e’ inserito il seguente:

«13.1. L’esonero dagli obblighi dichiarativi previsto dalla lettera b) del comma 13 si applica, con riferimento al conto corrente costituito all’estero per l’accredito degli stipendi o degli altri emolumenti derivanti dalle attivita’ lavorative ivi   svolte   e limitatamente alle predette somme, anche al coniuge e ai familiari di primo grado del titolare del conto eventualmente cointestatari o beneficiari di procure e deleghe relative al conto stesso».

Art. 56

Patent box

1. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190:

   a) al comma 39, il primo periodo e’ sostituito dai seguenti: «I redditi dei soggetti indicati al comma 37 derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da disegni e modelli, nonche’ da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo, in quanto esclusi per il 50 per cento del relativo ammontare. Le disposizioni del presente comma si applicano anche ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto di beni   immateriali, collegati tra loro da vincoli di  complementarita’ , ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, sempre che tra i beni immateriali utilizzati congiuntamente siano compresi   unicamente quelli indicati nel primo periodo.»;

   b) al comma 40 la parola «terzo» e’ sostituita dalla seguente: «quarto»;

   c) il comma 42-ter e’ abrogato.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano:

   a) per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, per i periodi d’imposta per i quali le opzioni, di cui al comma 37 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016;

   b) per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, a decorrere dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, relativamente al quale le opzioni, di cui al comma 37 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

3. Le disposizioni vigenti anteriormente alle modifiche operate dal comma 1 continuano ad applicarsi, comunque non oltre il 30 giugno 2021, relativamente alle opzioni esercitate per i primi due periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014.

4. Con decreto del Ministro  dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate le disposizioni di revisione del  decreto del Ministro dello sviluppo economico 30 luglio 2015 recante le disposizioni di attuazione dei commi da 37 a 43 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al fine di coordinare la normativa ivi contenuta con le disposizioni recate ai commi 1, 2 e 3  del presente articolo nonche’ di stabilire le modalita’ per effettuare lo scambio spontaneo di informazioni relativo alle opzioni esercitate per i marchi d’impresa.

Art. 56-bis

Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione

bieticolo-saccarifera

1. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1063, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come rifinanziata dall’articolo 1, comma 489, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, relativa alla dotazione del Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera, e’ rifinanziata per l’importo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020 e 2021. Agli oneri derivanti dall’attuazione della disposizione di cui al primo periodo si provvede   mediante   corrispondente   riduzione   delle proiezioni, per gli anni 2018 e 2019, dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo   al   medesimo Ministero. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 57

Attrazione degli investimenti

1. All’articolo 26, commi 2, 5 e 6, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, le parole: «start-up   innovative»   e   «start-up innovativa», ovunque ricorrano, sono sostituite dalla seguente: «PMI.»

2. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

   0a) al comma 88 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonche’ ai piani di risparmio a lungo termine di cui al comma 100 del presente articolo»;

   a) al comma 91, secondo periodo, dopo le parole: «periodo minimo di investimento», le parole: «sono soggetti ad imposizione secondo le regole ordinarie,» sono sostituite dalle seguenti: «sono soggetti ad imposta sostitutiva in misura corrispondente a quella prevista dalle norme ordinarie,»;

a-bis) al comma 92 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonche’ ai piani di risparmio a lungo termine di cui al comma 100 del presente articolo»;

   b) al comma 94, dopo le parole: «I redditi», le parole: «diversi da quelli relativi a partecipazioni qualificate di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,» sono soppresse;

   c) dopo il comma 95, sono aggiunti i seguenti:

«95-bis. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi da 88 a 95, il soggetto percettore deve produrre   una dichiarazione dalla quale risulti la sussistenza delle condizioni previste dai commi 88 e 92, nonche’ l’impegno a detenere gli strumenti finanziari oggetto dell’investimento qualificato per almeno 5 anni. Il percettore deve altresi’ dichiarare che i redditi generati dagli investimenti qualificati non sono relativi a partecipazioni qualificate.

95-ter. I soggetti indicati nei commi 88, 92 e 95 devono tenere separata evidenza delle somme destinate agli investimenti qualificati di cui al comma 89.

95-quater. Le minusvalenze e le perdite realizzate   mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso degli strumenti finanziari oggetto degli investimenti qualificati di cui al comma 89 sono deducibili dalle plusvalenze o proventi realizzati nelle successive operazioni nello stesso periodo di imposta e nei successivi ma non oltre il quarto, ovvero possono essere portate in deduzione ai sensi del comma 5 dell’articolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per le forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, le minusvalenze e le perdite maturate o realizzate relativamente agli   strumenti finanziari oggetto degli investimenti qualificati di cui al comma 89 concorrono a formare la base imponibile dell’imposta   prevista dall’articolo 17 del medesimo decreto legislativo.»;

   d) al comma 101, dopo le parole: «investimenti qualificati indicati al», le parole: «comma 90» sono sostituite dalle seguenti: «comma 102» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai soggetti di cui ai commi 88 e 92 non si applicano i limiti di 30.000 euro e di 150.000 euro di cui al primo periodo del presente comma»;

   e) al comma 106, ultimo periodo, le parole: «entro trenta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro novanta giorni»;

   f) il comma 113 e’ sostituito dal seguente: «113. L’intermediario o l’impresa di assicurazioni presso il quale e’ costituito il piano di risparmio a lungo termine tiene separata evidenza delle somme destinate nel piano in anni differenti, nonche’ degli investimenti qualificati effettuati.».

3. All’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, le parole: «4 anni» sono sostituite dalle seguenti: «cinque anni».

3-bis. All’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 26 ottobre 2016, n. 198, le parole: «100 milioni di euro in ragione d’anno per il periodo 2016-2018» sono sostituite dalle seguenti: «100 milioni di euro per l’anno 2016 e 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018». All’articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’articolo 10, comma 1, della citata legge n. 198 del 2016, le parole: «100 milioni » sono sostituite dalle seguenti: «125 milioni».

3-ter. All’articolo 31, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, le parole: «Qualora la start-up innovativa perda uno dei requisiti previsti dall’articolo 25, comma 2, prima della scadenza dei quattro anni dalla data di costituzione, o del diverso termine previsto dal comma 3 dell’articolo 25 se applicabile, secondo quanto risultante dal periodico aggiornamento della sezione del registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, e in ogni caso, una volta decorsi quattro anni dalla data di costituzione,»   sono sostituite dalle seguenti: «Fatto salvo il diverso termine previsto dal comma 3 dell’articolo 25 se applicabile, qualora la start-up innovativa perda uno dei requisiti previsti dall’articolo 25, comma 2, prima della scadenza dei cinque anni dalla data di costituzione, secondo quanto risultante dal periodico aggiornamento della sezione del registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, e in ogni caso al raggiungimento di tale termine,».

3-quater. Per le finalita’ di cui all’articolo 1, comma 115, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, puo’ essere disposta l’ulteriore spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2018 e di 20 milioni di euro per l’anno 2019, nei limiti in cui dette somme si rendano disponibili nell’ambito delle risorse rivenienti dall’articolo 1, comma 851, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

3-quinquies. All’articolo 5, comma 7-bis, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «In alternativa alla predetta modalita’ di riduzione, il produttore puo’ richiedere, comunicandolo al GSE Spa entro il 30 settembre 2017, di restituire la cifra corrispondente alla differenza tra i maggiori incentivi ricevuti e le riduzioni gia’ applicate, calcolata al 30 settembre 2017, dilazionandola uniformemente nel residuo periodo di diritto all’erogazione degli incentivi, ma in ogni caso non oltre il limite di quattro anni decorrenti dal 1° luglio 2016.».

Art. 57-bis

Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su

quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche

locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova

costituzione

1. A decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive   e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, e’ attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90 per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito ai sensi del comma   3.   Il   credito   d’imposta   e’   utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato,   entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti le modalita’ e i criteri di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, con particolare riguardo agli investimenti che danno accesso al beneficio, ai casi di esclusione, alle procedure di concessione e di utilizzo   del   beneficio,   alla   documentazione   richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle modalita’ finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 3. Agli eventuali adempimenti europei, nonche’ a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento   per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

2. Per favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identita’ femminile e idonei a promuovere la piu’   ampia fruibilita’ di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione   dell’uso   delle   tecnologie   digitali,   e’   emanato annualmente, con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione.

3. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2 si provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. Il credito d’imposta di cui al comma 1 e’ concesso nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 4, della legge n. 198 del 2016;

con il medesimo decreto e’ altresi’ stabilito annualmente il criterio di ripartizione dell’onere complessivo delle incentivazioni concesse a carico delle quote del Fondo spettanti rispettivamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dello sviluppo economico. Le risorse destinate al riconoscimento del   credito d’imposta di cui al comma 1 sono iscritte nel pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e sono trasferite nella contabilita’ speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio» per la regolazione contabile delle compensazioni esercitate ai sensi del comma 1. I finanziamenti da assegnare ai sensi del comma 2 sono concessi, mediante utilizzo delle risorse del medesimo Fondo per il pluralismo e   l’innovazione dell’informazione, nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 198 del 2016, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo destinata agli interventi di competenza della Presidenza   del   Consiglio   dei   ministri.   Il   Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

4. Le amministrazioni interessate provvedono allo svolgimento delle attivita’ amministrative inerenti alle disposizioni di cui   al presente articolo nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 57-ter

Modifica all’articolo 1, comma 151, della legge 28 dicembre 2015, n.

208, in materia di incentivi per gli esercenti di impianti per la

produzione di energia elettrica alimentati da biomasse, biogas e

bioliquidi sostenibili

1. All’articolo 1, comma 151, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «Entro il 31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 31 dicembre 2017».

Art. 57-quater

Salvaguardia della produzione di energia da impianti fotovoltaici ed

eolici

1. All’articolo 42 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:

«4-bis. Al fine di salvaguardare la produzione di energia elettrica derivante da impianti fotovoltaici, agli impianti   di   potenza superiore a 3 kW nei quali, a seguito di verifiche o controlli, risultano installati moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento e per i quali il soggetto beneficiario della tariffa incentivante abbia intrapreso le azioni consentite dalla legge nei confronti dei soggetti responsabili della non conformita’ dei moduli, si applica, su istanza del medesimo soggetto beneficiario, una decurtazione del 20 per cento della tariffa incentivante base per l’energia prodotta dalla data di decorrenza della convenzione con il GSE. Non si applicano comunque le maggiorazioni di cui all’articolo 14, comma 1, lettera d), del decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 maggio   2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 2011, e all’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 luglio 2012, pubblicato   nel   supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 10 luglio 2012.

4-ter. La misura della decurtazione di cui al comma 4-bis e’ dimezzata qualora la mancanza di certificazione o la   mancata rispondenza della certificazione alla normativa di riferimento sia dichiarata dal soggetto beneficiario, al di fuori di un procedimento di verifica o controllo.

4-quater. Ai fini dell’applicazione dei commi 4-bis e 4-ter, il GSE accerta, sulla base di idonea documentazione prodotta dagli istanti secondo modalita’ proporzionate indicate dallo stesso GSE,   la sostanziale ed effettiva rispondenza dei moduli installati   ai requisiti tecnici e la loro perfetta funzionalita’ e sicurezza.

4-quinquies. E’ fatto salvo il diritto di rivalsa del beneficiario nei confronti dei soggetti responsabili della non conformita’ dei moduli. Restano ferme eventuali altre responsabilita’ civili e penali del soggetto beneficiario e le conseguenze di eventuali altre violazioni ai fini del diritto all’accesso e al mantenimento degli incentivi.

4-sexies. Al fine di salvaguardare la produzione di energia elettrica derivante da impianti eolici, tutti gli impianti eolici gia’ iscritti in posizione utile nel registro EOLN-RG2012, ai quali e’ stato negato l’accesso agli incentivi di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 10 luglio 2012, a causa della errata indicazione della data del titolo autorizzativo in sede di registrazione dell’impianto al registro EOLN-RG2012, sono riammessi agli incentivi previsti dalla normativa per tale registro. La riammissione avviene a condizione che l’errata indicazione della data   del   titolo   autorizzativo   non   abbia effettivamente portato all’impianto un vantaggio in relazione alla sua posizione in graduatoria».

Art. 58

Modifiche alla disciplina dell’imposta sul reddito di impresa:

disciplina del trattamento delle riserve imposta sul reddito di

impresa presenti al momento della fuoriuscita dal regime

1. All’articolo 55-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 6, e’ aggiunto il seguente:

«6-bis. In caso di fuoriuscita dal regime di cui al presente articolo anche a seguito di cessazione dell’attivita’, le somme prelevate a carico delle riserve di utili formate nei periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni del presente articolo, nei limiti in cui le stesse sono state assoggettate a tassazione separata,   concorrono   a   formare   il   reddito   complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori o dei soci; ai medesimi soggetti e’ riconosciuto un credito d’imposta in misura pari all’imposta di cui al comma 1, primo periodo.».

Art. 59

Transfer pricing

1. All’articolo 110, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il comma 7 e’ sostituito dal seguente:

«7. I componenti del reddito derivanti da operazioni con societa’ non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente   o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa societa’ che controlla l’impresa, sono determinati con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili, se ne deriva un aumento del reddito. La medesima disposizione si applica anche se ne deriva una diminuzione del reddito, secondo le modalita’ e alle condizioni di cui all’articolo 31-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere determinate, sulla base delle migliori pratiche internazionali,   le   linee   guida   per l’applicazione del presente comma.».

2. Dopo l’articolo 31-ter del decreto del Presidente   della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e’ inserito il seguente:

«Art. 31-quater (Rettifica in diminuzione   del   reddito   per operazioni tra imprese associate con attivita’ internazionale). – 1. La rettifica in diminuzione del reddito di cui all’articolo 110, comma 7, secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, puo’ essere riconosciuta:

   a) in esecuzione degli accordi conclusi con le   autorita’ competenti degli Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli previste dalle   convenzioni   internazionali   contro   le   doppie imposizioni   sui   redditi   o      dalla   Convenzione   relativa all’eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate, con atto finale e dichiarazioni, fatta a Bruxelles il 23 luglio 1990, resa esecutiva con legge 22 marzo 1993, n. 99;

   b) a conclusione dei controlli effettuati   nell’ambito   di attivita’ di cooperazione internazionale i cui esiti siano condivisi dagli Stati partecipanti;

   c) a seguito di istanza da parte del contribuente da presentarsi secondo le modalita’ e i termini previsti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, a fronte di una rettifica in aumento definitiva e conforme al principio di libera concorrenza effettuata da uno Stato con il quale e’ in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi che consenta un adeguato scambio di informazioni. Resta ferma, in ogni caso, la facolta’ per il contribuente di   richiedere   l’attivazione   delle   procedure amichevoli di cui alla lettera a), ove ne ricorrano i presupposti.».

Art. 60

Proventi da partecipazioni a societa’, enti o OICR di dipendenti e

amministratori

1. I proventi derivanti dalla partecipazione, diretta o indiretta, a societa’, enti o organismi di investimento collettivo del risparmio percepiti da dipendenti e amministratori di tali societa’, enti od organismi di investimento collettivo del risparmio  ovvero di soggetti ad essi legati da un rapporto diretto o indiretto di controllo o gestione, se relativi ad azioni, quote o altri strumenti finanziari aventi diritti patrimoniali rafforzati, si considerano in ogni caso redditi di capitale o redditi diversi se:

   a) l’impegno di investimento complessivo di tutti i dipendenti e gli amministratori di cui al presente comma, comporta un esborso effettivo pari ad almeno l’1 per cento dell’investimento complessivo effettuato dall’organismo di investimento collettivo del risparmio o del patrimonio netto nel caso di societa’ o enti;

   b) i proventi delle azioni, quote o strumenti finanziari aventi i suindicati diritti patrimoniali rafforzati maturano solo dopo che tutti i soci o partecipanti all’organismo di investimento collettivo del risparmio abbiano percepito un ammontare pari al capitale investito e ad un rendimento minimo previsto nello statuto o nel regolamento ovvero, nel caso di cambio di controllo, alla condizione che gli altri soci o   partecipanti   dell’investimento   abbiano realizzato con la cessione un prezzo di vendita almeno pari al capitale investito e al predetto rendimento minimo;

   c) le azioni, le quote o gli strumenti finanziari aventi i suindicati diritti patrimoniali rafforzati   sono   detenuti   dai dipendenti e amministratori di cui al presente comma o, in caso di decesso, dai loro eredi, per un periodo non inferiore a 5 anni o, se precedente al decorso di tale periodo quinquennale, fino alla data di cambio di controllo o di sostituzione del soggetto incaricato della gestione.

2. Ai fini della determinazione dell’esborso effettivo di cui al comma 1, lettera a), si tiene conto anche dell’ammontare assoggettato a tassazione come reddito in natura di lavoro dipendente o assimilato o di lavoro autonomo in sede di attribuzione o sottoscrizione delle azioni, quote o strumenti finanziari e, nel caso di soggetti non residenti, dell’ammontare che sarebbe stato assoggettato a tassazione nel caso in cui questi ultimi fossero stati residenti in Italia.

3. Ai fini della determinazione dell’importo di cui al comma 1, lettera a), si considera anche l’ammontare sottoscritto in azioni, quote o altri strumenti finanziari senza diritti   patrimoniali rafforzati.

4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai proventi derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo del risparmio, societa’ o enti residenti o istituiti nel territorio dello Stato ed a quelli residenti ed istituiti in Stati o territori che consentono un adeguato scambio di informazioni.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai proventi delle azioni, quote o strumenti finanziari percepiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.

Art. 60-bis

Disposizioni relative al Fondo per il credito alle aziende vittime di

mancati pagamenti

1. All’articolo 1, comma 200, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «presentazione delle domande di accesso al Fondo».

Art. 60-ter

Disposizioni di semplificazione per progetti di social innovation

1. Al fine di conseguire il piu’ adeguato ed efficace sviluppo e la completa realizzazione dei progetti promossi nell’ambito   degli interventi di social innovation, in coerenza con il Programma nazionale per la ricerca (PNR) di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 5   giugno   1998,   n.   204,   il   Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ autorizzato a trasferire la proprieta’ intellettuale dei progetti nonche’ la proprieta’ dei beni strumentali e delle attrezzature realizzati e acquisiti nell’ambito degli stessi e la relativa   gestione   e utilizzazione a favore dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell’ambito delle regioni meno sviluppate, a titolo gratuito e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

2. Per l’attuazione del comma 1 e per la completa realizzazione e conclusione dei progetti ivi previsti, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca provvede all’erogazione delle somme assegnate per le attivita’ e gli investimenti gia’ realizzati e verificati dall’amministrazione.

3. Le disposizioni attuative emanate dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca devono ispirarsi a principi e criteri di semplificazione per la gestione contabile e finanziaria dei fondi destinati ai progetti di cui al comma 1 e provvedere alla regolamentazione piu’ efficace e celere delle modalita’ e dei termini di conclusione e di gestione degli stessi.

Art. 60-quater

Misure per assicurare la celerita’ di   procedure   assunzionali

dell’Amministrazione della giustizia

1. Al fine di assicurare la riduzione dei costi relativi al numero delle sottocommissioni esaminatrici dei   concorsi,   nonche’   la celerita’ di svolgimento delle procedure assunzionali   di   cui all’articolo 1, commi 2-bis e 2-quater, del decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 2016, n. 161, e all’articolo 1, comma 372, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, a ciascuna delle sottocommissioni, presieduta dal componente piu’ anziano, non puo’ essere assegnato un numero di candidati inferiore a 250 unita’. Per quanto non previsto dal presente comma, si applicano le disposizioni dell’articolo 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.

Art. 60-quinquies

Esclusione delle forme di previdenza complementare dal bail-in

1. All’articolo 7 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, dopo il comma 3-ter e’ aggiunto il seguente:

«3-quater. Sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari della forma pensionistica complementare depositate a qualsiasi titolo presso un depositario non sono ammesse azioni dei creditori del depositario o del sub-depositario o nell’interesse degli stessi».

Art. 60-sexies

Cartolarizzazione di crediti

1. Alla legge 30 aprile 1999, n. 130, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 2, comma 3, dopo la lettera i) e’ aggiunta la seguente:

«i-bis) il soggetto di cui all’articolo 7.1, comma 8»;

b) dopo l’articolo 7 e’ inserito il seguente:

«Art. 7.1 (Cartolarizzazione di crediti deteriorati da parte di banche e intermediari finanziari). – 1. Alle cessioni di crediti, qualificati come deteriorati in base alle disposizioni dell’autorita’ competente, ceduti da banche e intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico bancario aventi sede legale in Italia, si applicano altresi’ le disposizioni del presente articolo.

2. Le societa’ di cartolarizzazione di cui all’articolo 3 che si sono rese cessionarie dei crediti di cui al comma 1 possono concedere finanziamenti finalizzati a migliorare le prospettive di recupero di tali crediti e a favorire il ritorno in bonis del debitore ceduto, nel rispetto delle condizioni previste all’articolo 1, comma 1-ter.

3. Nell’ambito di piani di riequilibrio economico e finanziario concordati con il soggetto cedente o di accordi stipulati ai sensi degli articoli 124, 160, 182-bis e 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di analoghi accordi o procedure volti al risanamento o alla ristrutturazione previsti da altre disposizioni di legge, le societa’ di cartolarizzazione di cui all’articolo 3 possono acquisire o sottoscrivere azioni, quote e altri titoli e strumenti partecipativi derivanti dalla conversione di parte dei crediti del cedente e concedere finanziamenti al fine   di   migliorare   le prospettive di recupero dei crediti oggetto di cessione e di favorire il ritorno in bonis del debitore ceduto. Non si applicano in questo caso le disposizioni degli articoli 2467 e 2497-quinquies del codice civile. Le somme in qualsiasi modo rivenienti da tali azioni, quote e altri titoli e strumenti partecipativi sono assimilate, agli effetti della presente legge, ai pagamenti effettuati dai debitori ceduti e sono destinate in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei   titoli   emessi   e   al   pagamento   dei   costi dell’operazione.

4. Puo’ essere costituita una societa’ veicolo, nella forma di societa’ di capitali, avente come oggetto sociale esclusivo il compito di acquisire, gestire e valorizzare, nell’interesse esclusivo dell’operazione di cartolarizzazione, i beni immobili e mobili registrati nonche’ gli altri beni e diritti concessi o costituiti, in qualunque forma, a garanzia dei crediti oggetto di cartolarizzazione, ivi compresi i beni oggetto di contratti di locazione finanziaria, anche se risolti, eventualmente insieme con i rapporti derivanti da tali contratti. Le somme in qualsiasi modo   rivenienti   dalla detenzione, gestione o dismissione di tali beni e diritti, dovute dalla societa’ veicolo alla societa’ di cartolarizzazione di cui all’articolo 3, sono assimilate, agli effetti della presente legge, ai pagamenti effettuati dai debitori ceduti e sono destinate in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi e al pagamento dei costi dell’operazione.

5. Qualora la cessione abbia ad oggetto, unitamente ai beni oggetto di locazione finanziaria, i relativi   contratti   di   locazione finanziaria ovvero i rapporti giuridici derivanti dalla risoluzione di tali contratti, la societa’ veicolo di cui al comma 4 deve essere consolidata nel bilancio di una banca, anche se non facente parte di un gruppo bancario, e deve essere costituita   per   specifiche operazioni di cartolarizzazione e destinata a essere liquidata una volta conclusa l’operazione; le limitazioni dell’oggetto sociale, delle possibilita’ operative e della capacita’ di indebitamento devono risultare dalla disciplina contrattuale e statutaria. Gli adempimenti derivanti dai contratti e   rapporti   di   locazione finanziaria ceduti ai sensi del presente articolo sono eseguiti dal soggetto che presta i servizi indicati nell’articolo 2, comma 3, lettera c), ovvero   da   un   soggetto   abilitato   all’esercizio dell’attivita’ di locazione finanziaria individuato ai sensi del comma 8 del presente articolo. Le disposizioni in materia fiscale applicabili alle societa’ che esercitano attivita’ di locazione finanziaria si applicano integralmente   alla   societa’   veicolo cessionaria dei contratti e rapporti di locazione finanziaria e dei beni derivanti da tale attivita’. Alle cessioni   di   immobili effettuate dalla medesima societa’ si applicano integralmente le agevolazioni originariamente previste   dall’articolo   35,   comma 10-ter.1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

6. Per gli effetti di cui all’articolo 4, comma 2, le cessioni effettuate da parte di banche e intermediari finanziari ai sensi del presente articolo, aventi ad oggetto crediti non individuati in blocco, sono pubblicate mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’avviso di avvenuta cessione, recante indicazione del cedente, del cessionario, della data di cessione, delle informazioni   orientative   sulla tipologia di rapporti da cui i crediti ceduti derivano e sul periodo in cui tali rapporti sono sorti o sorgeranno, nonche’ del sito internet in cui il cedente e il cessionario renderanno disponibili, fino alla loro estinzione, i dati indicativi dei crediti ceduti e la conferma della avvenuta cessione ai debitori ceduti che ne faranno richiesta. Dalla data di pubblicazione della notizia dell’avvenuta cessione nella Gazzetta Ufficiale, nei confronti dei debitori ceduti si producono gli effetti indicati all’articolo 1264 del codice civile e i privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiunque prestati o comunque esistenti a favore del cedente, nonche’ le trascrizioni nei pubblici registri degli atti di acquisto dei beni oggetto di locazione finanziaria compresi nella cessione conservano la loro validita’ e il loro grado a favore del cessionario, senza necessita’ di alcuna formalita’ o annotazione. Restano altresi’ applicabili le discipline speciali, anche di carattere processuale, previste per i crediti ceduti.

7. Nel caso previsto dal comma 2, la gestione dei crediti ceduti e dei finanziamenti concessi dalla societa’ di cartolarizzazione di cui all’articolo 3 e’ affidata a una banca o a un intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico bancario.

8. Nel caso previsto dal comma 3, la societa’ di cartolarizzazione individua un soggetto di adeguata competenza e   dotato   delle necessarie abilitazioni o autorizzazioni   in   conformita’   alle disposizioni di legge applicabili, cui sono conferiti, nell’interesse dei portatori dei titoli, compiti di gestione o amministrazione e potere di rappresentanza. Qualora tale soggetto sia una banca, un intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico bancario, una societa’ di intermediazione mobiliare o una societa’ di gestione del risparmio, lo stesso soggetto verifica altresi’ la conformita’ dell’attivita’ e delle operazioni della societa’ di cartolarizzazione di cui all’articolo 3 alla legge e al prospetto informativo».

Capo III
Investimenti per eventi sportivi

Art. 61

Eventi sportivi di sci alpino

1. Al fine di assicurare la realizzazione del progetto sportivo delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, che si terranno a Cortina d’Ampezzo, rispettivamente, nel marzo 2020 e nel febbraio 2021, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il presidente della regione Veneto, il presidente della provincia di Belluno, il sindaco del comune di Cortina d’Ampezzo e il legale rappresentante delle Regole d’Ampezzo, e’ nominato un commissario con il compito di provvedere al piano di interventi volto:

   a) alla progettazione e realizzazione di nuovi impianti a fune, nonche’ all’adeguamento e miglioramento degli impianti esistenti;

   b) alla progettazione e realizzazione di collegamenti, anche viari diversi dalla viabilita’ statale, tra gli impianti a fune, nonche’ all’adeguamento e miglioramento di quelli esistenti;

   c) alla progettazione e realizzazione di nuove piste per lo sci da discesa, nonche’ all’adeguamento e miglioramento di   quelle esistenti;

   d) alla progettazione e realizzazione delle opere connesse alla riqualificazione dell’area turistica della provincia di Belluno, in particolare nel comune di Cortina d’Ampezzo, anche mediante la creazione di infrastrutture e di servizi destinati allo sport, alla ricreazione, al turismo sportivo, alle attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande e all’attivita’ turistico-ricettiva.   Al Commissario non spettano compensi, gettoni di presenza e indennita’ comunque denominate. Gli eventuali rimborsi spese sono posti a carico dei relativi interventi.

2. Entro sessanta giorni dalla data della sua nomina, il commissario, nel limite delle risorse finanziarie previste dal comma 12 e delle risorse messe a disposizione dagli enti territoriali coinvolti e dal comitato organizzatore locale, predispone, sentito il comitato organizzatore locale , il piano degli interventi di cui al comma 1, tenendo conto dei progetti gia’ approvati dagli enti territoriali interessati, e lo trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, nonche’ alle Camere per l’invio alle Commissioni parlamentari competenti . Salva la possibilita’ di rimodulazione e integrazione nei limiti delle risorse disponibili, il piano contiene la descrizione di ogni singolo intervento, indicandone la durata e le stime di costo.

3. Per la semplificazione delle procedure amministrative   di approvazione dei progetti degli interventi previsti nel   piano predisposto ai sensi del comma 2, il commissario,   entro   quarantacinque giorni dalla trasmissione del piano medesimo al Presidente del   Consiglio   dei   ministri,   al   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, nonche’ alle Camere per l’invio alle Commissioni parlamentari competenti , convoca, ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, una o piu’ conferenze di servizi, alle quali partecipano tutti i rappresentanti delle amministrazioni dello Stato e degli altri enti tenuti ad adottare atti di intesa o di concerto, nonche’   a   rilasciare   pareri,   autorizzazioni,   concessioni, approvazioni e nulla osta previsti dalle leggi statali e regionali. Ogni conferenza si svolge in forma simultanea, in modalita’ sincrona e se del caso in sede unificata a quella avente a oggetto la valutazione di impatto ambientale. I termini sono dimezzati e il commissario e’ il soggetto competente ai sensi dell’articolo 14-ter, comma 4, della citata legge n. 241 del 1990. Eventuali modifiche e integrazioni del piano successive alla convocazione della conferenza di servizi vengono trasmesse dal commissario senza indugio al Presidente del   Consiglio   dei   ministri,   al   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, nonche’ alle Camere per l’invio alle Commissioni parlamentari competenti , e sottoposte entro dieci giorni da detta trasmissione alla medesima conferenza di servizi.

4. All’esito della conferenza di servizi, il commissario approva il piano degli interventi con proprio decreto. Il decreto commissariale di approvazione del piano degli interventi   e   di ogni   sua modificazione o integrazione e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sui siti internet istituzionali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministro per lo sport, del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e del Comitato organizzatore; sostituisce ogni parere, valutazione, autorizzazione o permesso comunque denominati necessari alla realizzazione dell’intervento; puo’ costituire adozione di variante allo strumento urbanistico comunale.   In   quest’ultima ipotesi, ove sussista l’assenso della Regione espresso in sede di conferenza, il decreto commissariale e’ trasmesso al sindaco che lo sottopone all’approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile.

5. Nel rispetto della normativa dell’Unione europea, degli obblighi internazionali assunti   dall’Italia   e   dei   principi   generali dell’ordinamento nazionale, nonche’ nei   limiti   delle   risorse stanziate, il commissario esercita i poteri sostitutivi per risolvere eventuali situazioni o eventi ostativi alla tempestiva realizzazione degli interventi previsti nel piano approvato ai sensi del comma 4, anche mediante ordinanza contingibile e urgente   analiticamente motivata. Il potere e’ esercitato nei limiti di quanto strettamente necessario e negli ulteriori limiti previamente indicati con delibera del Consiglio dei ministri, sentito il presidente della regione Veneto. Tali ordinanze sono immediatamente efficaci.

6. La consegna delle opere previste dal piano degli interventi approvato ai sensi del comma 4, una volta sottoposte a collaudo tecnico, deve avvenire entro il termine del 31 dicembre 2019. Il piano indica altresi’ quelle opere che, pur connesse sotto il profilo materiale o economico alla realizzazione degli interventi   del progetto sportivo di cui al comma 1, in quanto non indispensabili al regolare svolgimento degli eventi sportivi potranno essere ultimate oltre detto termine.

7. Gli interventi previsti nel piano approvato ai sensi del comma 4 sono dichiarati di pubblica utilita’ e di urgenza, qualificati come di preminente interesse nazionale e automaticamente inseriti nelle intese istituzionali di programma e negli accordi di programma quadro, ai fini della individuazione delle priorita’ e ai fini dell’armonizzazione con le iniziative gia’ incluse nelle intese e negli accordi stessi.

8. Il commissario nominato ai sensi del comma 1 puo’: nel rispetto degli articoli 37, 38 e 39 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, affidare mediante convenzione le funzioni di stazione appaltante per lo svolgimento di singole procedure di gara ad altri soggetti;

fare ricorso alle procedure, anche semplificate, di cui agli articoli 59 e seguenti del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; fare ricorso a una delle forme di partenariato pubblico privato di cui agli articoli 180 e seguenti del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; individuare il responsabile unico del procedimento tra persone dotate di adeguata professionalita’ in rapporto di servizio con gli enti territoriali coinvolti. Il commissario puo’, nel limite delle risorse disponibili e comunque non oltre 200.000   euro  annui complessivi, affidare l’esercizio di specifiche funzioni a soggetti di   alta   e   riconosciuta   professionalita’   nelle   discipline giuridico-economiche o ingegneristiche, con atto motivato e nel rispetto della disciplina per l’affidamento di appalti di servizi di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

9. Il commissario nominato ai sensi del comma 1 cessa dalle sue funzioni con la consegna delle opere previste nel piano di cui al comma 4.

10. Con cadenza annuale e al termine dell’incarico, il commissario invia alle Camere, per la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari , al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e   delle   finanze,   al   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo  una relazione sulle attivita’ svolte, insieme alla   rendicontazione contabile delle spese sostenute.

11. Gli enti territoriali coinvolti nella realizzazione   del progetto, previa intesa, mettono a disposizione della struttura funzionale al commissario nominato ai sensi del comma 1 i locali e le risorse umane e   strumentali   occorrenti   per   lo   svolgimento dell’attivita’, nel limite di quelle gia’ disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

12. Per le finalita’ di cui al comma 1, oltre alle risorse rese disponibili dal comitato organizzatore, dal fondo dei comuni di confine, dalla regione Veneto, dalla provincia di Belluno e dal comune di Cortina d’Ampezzo, e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per il 2017, di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020 e di 5 milioni di euro per il 2021. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato   di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

13. Sempre al fine di assicurare la tempestiva realizzazione del progetto sportivo delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, che si terranno a Cortina   d’Ampezzo rispettivamente nel marzo 2020 e nel febbraio 2021, il presidente pro tempore della societa’ ANAS S.p.a. e’ nominato commissario per la individuazione, progettazione e tempestiva esecuzione delle opere connesse all’adeguamento della viabilita’ statale nella provincia di Belluno, di competenza della medesima societa’. Al Commissario non spettano compensi, gettoni di presenza e   indennita’   comunque denominate. Gli eventuali rimborsi spese sono posti a carico dei relativi interventi.

14. Per lo svolgimento delle sue funzioni, il commissario di cui al comma 13 puo’ avvalersi delle strutture della societa’ ANAS S.p.a., delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli altri enti territoriali, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

15. Il commissario di cui al comma 13, nel limite delle risorse finanziarie previste dal comma 23, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, predispone un piano degli interventi di adeguamento della rete viaria statale e delle relative connessioni con la viabilita’ locale, da trasmettere al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, nonche’ alle Camere per l’invio alle Commissioni parlamentari competenti . Il piano contiene la descrizione di ciascun intervento con la relativa previsione di durata e l’indicazione delle singole stime di costo, salva la possibilita’ di rimodulazione e integrazione, nei limiti delle risorse disponibili.

16. Per la semplificazione delle procedure amministrative di approvazione dei progetti degli interventi previsti nel   piano predisposto ai sensi del comma 15, si applicano le disposizioni dei commi 3 e 4.

17. All’esito della conferenza di servizi, il commissario approva il piano degli interventi   con   proprio   decreto.   I   decreti commissariali di approvazione del piano degli interventi e di ogni sua modificazione o integrazione sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sui siti internet istituzionali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  del Ministro per lo sport, del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e della societa’ ANAS S.p.a.

18. Nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, della normativa dell’Unione europea e degli obblighi internazionali assunti dall’Italia e nei limiti delle risorse stanziate, il commissario esercita i poteri sostitutivi di cui al comma 5 per risolvere eventuali situazioni o eventi ostativi alla realizzazione degli interventi iscritti nel piano approvato ai sensi del comma 17.

19. Soggetto attuatore degli interventi contenuti nel   piano approvato ai sensi del comma 17 e’ ANAS S.p.a., che svolge funzioni di stazione appaltante.

20. Gli interventi previsti nel piano approvato ai sensi del comma 17 sono dichiarati di pubblica utilita’ e di urgenza, qualificati come di preminente interesse nazionale e sono   automaticamente inseriti nelle intese istituzionali di programma e negli accordi di programma quadro, ai fini della individuazione delle priorita’ e ai fini dell’armonizzazione con le iniziative gia’ incluse nelle intese e negli accordi stessi.

21. Il commissario nominato ai sensi del comma 13 cessa dalle sue funzioni con la consegna delle opere previste nel piano di cui al comma 17. La consegna delle opere, una volta sottoposte a collaudo tecnico, deve avvenire entro il termine del 31 dicembre 2019.

22. Con cadenza annuale e al termine dell’incarico, e comunque non oltre il 30 giugno 2020, il commissario di cui al comma 13 invia alle Camere,  per la   trasmissione   alle   competenti   Commissioni parlamentari , al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e   delle   finanze,   al   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo  una relazione sulle attivita’ svolte, insieme alla   rendicontazione contabile delle spese sostenute.

23. La realizzazione del piano di cui al comma 17 e’ eseguita a valere sulle risorse previste nell’ambito del contratto di programma stipulato tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la societa’ ANAS S.p.a. e sulle risorse   disponibili   autorizzate dall’articolo 1, comma 604, legge 11 dicembre 2016, n. 232. Il Commissario nominato ai sensi del comma 13, per eventuali temporanee esigenze finanziarie, puo’ provvedere in via di anticipazione a valere sulle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 868, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

24. I soggetti di cui al comma 8 per il piano approvato ai sensi del comma 4, e l’ANAS S.p.a. per il piano di cui al comma 17, in quanto stazioni appaltanti, sono competenti per   le   procedure espropriative e di occupazione d’urgenza degli immobili di proprieta’ privata nel territorio della regione Veneto, preordinati   alla realizzazione degli interventi previsti dal presente articolo. Essi hanno la facolta’ di procedere all’occupazione   temporanea   e, sussistendone i presupposti, d’urgenza degli immobili di proprieta’ privata attigui a quelli essenziali per la realizzazione degli interventi previsti nei piani di cui ai commi 4 e 17 qualora l’occupazione si renda necessaria a integrare le finalita’ delle infrastrutture e degli impianti stessi ovvero a soddisfarne le prevedibili e ragionevoli esigenze future. Le stazioni appaltanti esercitano tale facolta’ anche nel caso in cui l’occupazione sia necessaria per la realizzazione di infrastrutture temporanee e l’allestimento di impianti funzionali   allo   svolgimento   delle attivita’ sportive. La suddetta facolta’ e’ esercitata mediante decreto, che determina altresi’ in via provvisoria le indennita’ di occupazione spettanti ai proprietari, determinandola   ai   sensi dell’articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Ai proprietari degli immobili, secondo le risultanze catastali, e’ notificato almeno quindici giorni prima un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui e’ prevista l’esecuzione   del   decreto   che   impone   l’occupazione temporanea; entro lo stesso termine, il   suddetto   avviso   e’ pubblicato, per almeno quindici giorni, nell’albo del comune o dei comuni in cui e’ situato l’immobile e nei siti internet istituzionali dei medesimi enti. In caso di irreperibilita’ del proprietario dell’immobile la pubblicazione ha valore di avvenuta notifica. Le indennita’ di occupazione e di espropriazione fanno carico alle stazioni appaltanti nella misura definitivamente accertata anche all’esito di eventuali controversie giudiziarie.

25. Al termine delle manifestazioni sportive di svolgimento delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, le opere in attuazione del piano degli interventi di cui al comma 4 restano acquisite al patrimonio della regione Veneto o degli altri enti locali territorialmente competenti. Le opere realizzate in attuazione del programma di interventi alla viabilita’ statale di cui al comma 17 restano acquisite al patrimonio di ANAS S.p.a.

26. Le imprese affidatarie dei lavori di realizzazione degli interventi ricompresi nei piani di cui ai commi 4 e 17, ferme tutte le garanzie e le coperture assicurative previste dal   decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono obbligate a costituire una ulteriore garanzia, da prestare mediante fideiussione bancaria o assicurativa, nella misura del 20 per cento dell’importo dei lavori, destinata a garantirne l’ultimazione entro il termine fissato dal bando di gara e comunque non oltre il 31 dicembre 2019.

27. Alle controversie relative all’approvazione dei piani approvati ai sensi dei commi 4 e 17, alle procedure di espropriazione, a esclusione di quelle relative alla determinazione delle indennita’ espropriative, alle procedure di progettazione, approvazione   e realizzazione degli interventi individuati negli stessi piani, si applica l’articolo 125 del codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104; dette controversie sono devolute alla competenza funzionale inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma.

Art. 62

Costruzione di impianti sportivi

1. Lo studio di fattibilita’ di cui all’articolo 1, comma 304, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificata dal presente articolo, predisposto ai sensi dell’articolo 23, commi 5, 5-bis e 6, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, puo’ comprendere, ai fini del raggiungimento del complessivo   equilibrio   economico-finanziario dell’iniziativa o della valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici, la costruzione di immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva, complementari o funzionali al finanziamento o   alla   fruibilita’   dell’impianto sportivo, con esclusione della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale. Tali   immobili   devono   essere   compresi nell’ambito del territorio urbanizzato comunale in aree contigue all’intervento di costruzione o di ristrutturazione dell’impianto sportivo, al cui interno, ove abbiano una capienza superiore a 5.000 posti, possono essere realizzati   anche   alloggi   di   servizio strumentali alle esigenze degli atleti e dei dipendenti della societa’ o dell’associazione sportiva utilizzatrice, nel limite del 20 per cento della superficie utile. I suddetti immobili, nel caso di impianti sportivi pubblici, sono acquisiti al patrimonio pubblico comunale. Lo studio di fattibilita’ puo’ prevedere la demolizione dell’impianto da dismettere, la sua demolizione e ricostruzione, anche con volumetria e sagoma diverse, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettere d) e f), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonche’ la sua riconversione o riutilizzazione a fini sportivi. Laddove si tratti di interventi da realizzare su aree di proprieta’ pubblica o su impianti pubblici esistenti, per il raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa, lo studio di fattibilita’ puo’ contemplare la cessione del diritto di superficie o del diritto di usufrutto su di essi, ovvero la cessione del diritto di superficie o del diritto di usufrutto di altri immobili di proprieta’ della pubblica amministrazione. Il diritto di superficie e il diritto di usufrutto non possono avere una durata superiore a quella della concessione di cui all’articolo 168, comma 2, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e comunque non possono essere ceduti, rispettivamente, per piu’ di novanta e di trenta anni. Nel caso di impianti sportivi pubblici, la conferenza di servizi preliminare di cui all’articolo 1, comma 304, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel rispetto delle procedure di affidamento previste dal codice di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016, esamina comparativamente eventuali istanze concorrenti individuando quella da dichiarare di interesse pubblico e da ammettere alla conferenza di servizi decisoria di cui alla lettera b) del medesimo comma 304 dell’articolo 1 della legge n. 147 del 2013. Il verbale conclusivo della conferenza di servizi preliminare e’ pubblicato nel sito internet istituzionale del comune e nel Bollettino Ufficiale della regione.

2. Il progetto definitivo di cui alla lettera b) del comma 304 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, tiene conto delle condizioni indicate in sede di   conferenza   di   servizi preliminare, potendo discostarsene solo motivatamente; e’ redatto nel rispetto delle norme di attuazione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; comprende, ove necessaria, la documentazione prevista per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale; e’ corredato:

a) nel caso di interventi su impianti sportivi privati, di una bozza di convenzione predisposta ai sensi dell’articolo 28-bis, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nella quale sia anche previsto che la realizzazione delle opere di urbanizzazione precede o e’ almeno contestuale alla realizzazione dei lavori di ristrutturazione o di nuova edificazione dello stadio;

b) nel caso di interventi su impianti sportivi privati, di un piano economico-finanziario che dia conto, anche mediante i ricavi di gestione, dell’effettiva copertura   finanziaria   dei   costi   di realizzazione;

c) nel caso di interventi da realizzare su aree di proprieta’ pubblica o   su   impianti   pubblici   esistenti,   di   un   piano economico-finanziario asseverato ai sensi dell’articolo 183, comma 9, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che indichi l’importo delle spese di predisposizione della proposta, nonche’ di una   bozza   di   convenzione   con   l’amministrazione proprietaria per la concessione di costruzione o di gestione, che specifichi, oltre all’obbligo della   preventiva   o   contestuale realizzazione delle opere di urbanizzazione, le caratteristiche dei servizi e della gestione nonche’ la durata della cessione del diritto di superficie o di usufrutto.

2-bis. La conferenza di servizi decisoria di cui all’articolo 1, comma 304, lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, si svolge in forma simultanea, in modalita’ sincrona e, se del caso, in sede unificata a quella avente a oggetto la valutazione di impatto ambientale. Nel caso di impianti sportivi che anche in parte ricadono su aree pubbliche, il verbale conclusivo di approvazione   del progetto, che e’ pubblicato nel sito internet istituzionale del comune e nel Bollettino Ufficiale della   regione,   costituisce dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ e   urgenza dell’opera, comprendente anche   gli   immobili   complementari   o funzionali di cui al comma 1, con eventuali oneri espropriativi a carico del   soggetto   promotore,   e   costituisce   verifica   di compatibilita’ ambientale e variante allo strumento urbanistico comunale ai sensi e per gli effetti degli articoli 10, comma 1, e 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Nel caso di impianti sportivi privati il verbale conclusivo della conferenza di servizi decisoria costituisce, ove necessario, adozione di variante allo strumento urbanistico comunale ed e’ trasmesso al sindaco, che lo sottopone all’approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile.

3. Lo studio di fattibilita’ di cui al comma 1, nell’ipotesi di impianti pubblici omologati per una capienza superiore a 16.000 posti, puo’ prevedere che a far tempo da cinque ore prima dell’inizio delle gare ufficiali e fino a tre ore dopo la loro conclusione, entro 300 metri dal perimetro dell’area riservata, l’occupazione di suolo pubblico   per   attivita’   commerciali    sia   consentita   solo all’associazione o alla societa’ sportiva utilizzatrice dell’impianto sportivo. In tal caso, le autorizzazioni e le concessioni di occupazione di suolo pubblico gia’ rilasciate all’interno di dette aree restano sospese nella stessa giornata e per lo stesso periodo di tempo, con oneri indennizzatori a carico della societa’ sportiva utilizzatrice dell’impianto sportivo, salvi diversi accordi tra il titolare e la medesima societa’ sportiva. Nell’ipotesi di impianti sportivi pubblici omologati per una capienza compresa tra 5.000 e 16.000 posti, la disposizione del primo periodo si applica entro 150 metri dal perimetro   dell’area   riservata,   restando   ferme   e impregiudicate la validita’ e l’efficacia delle autorizzazioni e delle concessioni di occupazione di suolo pubblico gia’ rilasciate.

4. In relazione agli interventi da realizzare su aree di proprieta’ pubblica o su impianti pubblici esistenti, il soggetto proponente deve essere in possesso dei requisiti di partecipazione previsti dall’articolo 183, comma 8, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, associando o consorziando altri soggetti laddove si tratti della societa’ o dell’associazione   sportiva utilizzatrice dell’impianto.

5. Si   applica   l’articolo   125   del   codice   del   processo amministrativo, di cui all’allegato 1 annesso al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, alle controversie relative agli impianti sportivi pubblici omologati per una capienza superiore a 16.000 posti aventi a oggetto:

a) il verbale conclusivo della conferenza di servizi preliminare in caso di istanze concorrenti;

b) il verbale conclusivo della conferenza di servizi decisoria;

c) l’aggiudicazione della concessione.

5-bis. In caso di ristrutturazione o di nuova costruzione di impianti sportivi con una capienza inferiore a 500 posti al coperto o a 2.000 posti allo scoperto, e’ consentito destinare, all’interno dell’impianto sportivo, in deroga agli strumenti urbanistici e ai regolamenti delle regioni e degli enti locali, fino a 200 metri quadrati della superficie utile ad attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande, aperta al pubblico nel corso delle manifestazioni sportive ufficiali, e fino a 100 metri quadrati della superficie utile al commercio di articoli e prodotti strettamente correlati alla disciplina sportiva praticata.

5-ter. All’articolo 1, comma 304, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il periodo: «Lo studio di fattibilita’ non puo’ prevedere altri tipi di intervento, salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilita’ dell’impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio   economico-finanziario  dell’iniziativa   e concorrenti alla valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici e   comunque   con   esclusione   della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale»   e’ soppresso.

Art. 63

Misure per la Ryder Cup 2022

1. Per il periodo 2017-2027, ai fini della realizzazione del progetto Ryder Cup 2022, relativamente alla parte non coperta dai contributi dello Stato, e’ concessa a favore di Ryder Cup Europe LLP la garanzia dello Stato per un ammontare fino a 97 milioni di euro.

La garanzia e’ elencata nell’allegato allo stato di previsione del Ministro dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.   Con   decreto   del   Ministro dell’economia e delle finanze sono definite le   modalita’   di operativita’ della garanzia dello Stato.

2. La Federazione Italiana Golf provvede a fornire annualmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Ministero dell’economia e delle finanze  nonche’ alle Camere per la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari una relazione sulle attivita’ svolte, accompagnata da una analitica rendicontazione dell’utilizzo delle somme assegnate.

Capo IV
Disposizioni in materia di servizi

Art. 64

Servizi nelle scuole

1. Al fine di consentire la regolare conclusione delle attivita’ didattiche nell’anno scolastico 2016/2017, in ambienti in cui siano garantite idonee condizioni igienico-sanitarie, nelle regioni ove sia stata risolta la convenzione-quadro Consip l’acquisizione dei servizi di pulizia e degli altri servizi ausiliari, nonche’ degli interventi di mantenimento del decoro e della funzionalita’ degli immobili adibiti a sede di istituzioni scolastiche ed educative statali, da parte delle medesime istituzioni, prosegue, con piena salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali esistenti, con i soggetti gia’ destinatari degli atti contrattuali attuativi e degli ordinativi di fornitura, fino al 31 agosto 2017.

2. L’acquisizione di cui al comma 1 avviene nei limiti di spesa di cui all’articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e di cui all’articolo 1, comma 379, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, alle condizioni tecniche previste dalla convenzione-quadro Consip oggetto di risoluzione e alle condizioni economiche pari all’importo del prezzo medio di aggiudicazione per ciascuna area omogenea nelle regioni in cui non e’ intervenuta la risoluzione della convenzione-quadro Consip.

3. Nelle more dell’espletamento delle procedure di gara per l’affidamento dei servizi di pulizia e degli altri servizi ausiliari di cui al comma 1, da completarsi entro l’inizio dell’anno scolastico 2018/2019, e al fine di consentire il regolare avvio delle attivita’ didattiche nell’anno scolastico 2017/2018 in ambienti in cui siano garantite idonee condizioni igienicosanitarie, nonche’ di assicurare la tutela sociale dei livelli occupazionali dei lavoratori, Consip S.p.A., nel contesto del Programma di razionalizzazione   degli acquisti nella pubblica amministrazione, svolge, per conto del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, la procedura di aggiudicazione dell’appalto avente ad oggetto i servizi di cui all’articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, anche utilizzando lo strumento di cui all’articolo 55, comma 14, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e   prevedendo   una suddivisione in lotti per aree geografiche. A tal fine, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, nell’ambito delle risorse disponibili nei pertinenti capitoli di bilancio dello Stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, comunica a Consip S.p.A. i fabbisogni, tenendo conto anche delle finalita’ occupazionali,   con  il   relativo   livello   di aggregazione, delle istituzioni scolastiche ed educative interessate e stipula il relativo   contrattoquadro   attraverso   cui   dette istituzioni procedono all’acquisizione dei servizi mediante   la stipula di appositi contratti attuativi. Gli aggiudicatari della procedura di cui al presente comma, al fine di garantire il livello occupazionale esistente, si impegnano ad assumere il personale gia’ utilizzato dalla precedente impresa o societa’ affidataria.

4. L’acquisizione dei servizi di cui al comma 3, nonche’ la prosecuzione dei servizi di pulizia e degli interventi di piccola manutenzione e decoro previsti sino alla scadenza dei contratti attuativi della Convenzione Consip nei lotti in cui questi ultimi siano ancora vigenti, avviene nei limiti   di   spesa   previsti dall’articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, incrementati dell’importo di 64 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2017.

5. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo, pari a 64 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede per l’anno 2017 mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

5-bis. Al fine di promuovere, a decorrere dall’anno scolastico 2017/2018, il consumo di prodotti biologici e sostenibili per l’ambiente nell’ambito dei servizi di refezione scolastica negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Fondo per le mense scolastiche biologiche, con una dotazione pari a 4 milioni di euro per l’anno 2017 e a 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro della salute, limitatamente agli aspetti di competenza, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti, in conformita’ alla disciplina europea vigente, le percentuali minime di utilizzo di prodotti biologici nonche’ i requisiti e le specifiche tecniche necessari per qualificare il   servizio   di   refezione scolastica quale mensa biologica. Il Fondo e’ destinato a ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica e a realizzare iniziative di informazione e di promozione nelle scuole e di accompagnamento al servizio di refezione ed e’ assegnato annualmente alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sulla base del numero dei beneficiari del servizio di mensa biologica presenti in ciascuna regione e provincia autonoma. Le stazioni appaltanti pubbliche che intendono aggiudicare servizi di mensa scolastica biologica prevedono l’inserimento delle percentuali minime di utilizzo di prodotti biologici, dei requisiti e delle specifiche tecniche previsti nel decreto di cui al secondo periodo.

Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di euro per l’anno 2017 e a 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede, quanto a 4 milioni di euro per l’anno 2017, a 10 milioni di euro per l’anno 2018, a 8 milioni di euro per l’anno 2019 e a 10 milioni di euro annui a decorrere   dall’anno   2020,   mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, quanto a 2 milioni di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 64-bis

Misure per l’innovazione del sistema di vendita della   stampa

quotidiana e periodica

1. All’articolo 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

«1. Il sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica si articola, su tutto il territorio nazionale, in punti vendita:

a) esclusivi, che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e di periodici;

b) non esclusivi, che possono vendere, alle condizioni stabilite dal presente decreto, quotidiani o periodici in aggiunta ad altre merci»;

b) l’alinea del comma 3 e’ sostituito dal seguente: «Possono esercitare l’attivita’ di vendita della   stampa   quotidiana   e periodica, in regime di non esclusivita’, le seguenti tipologie di esercizi commerciali:».

2. Dopo l’articolo 4 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, e’ inserito il seguente:

«Art. 4-bis (Apertura di nuovi punti vendita). – 1. L’apertura di nuovi punti vendita, esclusivi e non esclusivi, anche a carattere stagionale, e’ soggetta alle disposizioni dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

2. I comuni possono individuare le zone nelle quali, tenuto conto del numero dei punti vendita gia’ esistenti in relazione al bacino d’utenza, della domanda, anche stagionale, delle   esigenze   di sostenibilita’ ambientale e di viabilita’ nonche’ di tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale, l’apertura di nuovi punti vendita e’ regolamentata sulla base delle disposizioni delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano vigenti in materia e dei criteri adottati con le modalita’ di cui al comma 3.

3. Con intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e i parametri qualitativi per l’apertura dei nuovi punti vendita, affinche’ sia garantita, a   salvaguardia   dei   motivi imperativi   di   interesse   generale   connessi   alla   promozione dell’informazione e del pluralismo informativo,   una   presenza capillare ed equilibrata dei punti vendita sul territorio nazionale, anche nelle aree periferiche, tale da soddisfare la domanda del bacino di utenza e tenuto conto anche delle esigenze stagionali. Le intese raggiunte in sede di Conferenza unificata sono recepite con decreto del Ministro dello sviluppo economico.

4. Con intesa in sede di Conferenza unificata sono individuati, nel rispetto dei principi stabiliti dalla legislazione statale in materia di concorrenza, criteri omogenei per la liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita, la rimozione degli ostacoli che limitano la possibilita’, per i punti vendita esclusivi, di ampliare le categorie merceologiche e i servizi offerti al pubblico, nonche’ la possibilita’ di svolgere l’intermediazione di servizi a   valore   aggiunto   a   favore   delle   amministrazioni territoriali, delle aziende sanitarie locali, delle aziende di trasporto pubblico e delle aziende di promozione turistica, fermi restando gli eventuali vincoli autorizzatori previsti, per tali attivita’ e servizi ulteriori, dalla normativa vigente».

3. All’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, dopo la lettera d-quinquies) sono aggiunte le seguenti:

«d-sexies) le imprese di distribuzione territoriale dei prodotti editoriali garantiscono a tutti i rivenditori   l’accesso   alle forniture a parita’ di condizioni economiche e commerciali; la fornitura non puo’ essere condizionata a servizi, costi o prestazioni aggiuntive a carico del rivenditore;

d-septies) le imprese di distribuzione territoriale assicurano ai punti vendita forniture di quotidiani e di periodici adeguate, per tipologia e per quantitativi, a soddisfare le esigenze dell’utenza del territorio; le pubblicazioni fornite in eccesso rispetto alle esigenze dell’utenza del territorio o quelle che non sono oggetto della parita’ di trattamento possono essere   rifiutate   ovvero restituite anticipatamente dagli edicolanti senza alcuna limitazione temporale».

4. Dopo l’articolo 5 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, come da ultimo modificato dal presente articolo, e’ inserito il seguente:

«Art. 5-bis (Nuove opportunita’ imprenditoriali e commerciali per i punti vendita esclusivi). – 1. Nelle zone dove la fornitura della stampa quotidiana e periodica non e’ assicurata dagli ordinari canali di distribuzione, i punti vendita di tali zone possono chiedere di essere   riforniti   dal   punto   vendita   esclusivo   disponibile geograficamente piu’ vicino sulla base di un accordo di fornitura. E’ altresi’ consentito ai punti vendita esclusivi di rifornire, sulla base di un accordo di fornitura, gli esercizi commerciali che fanno richiesta di fornitura di pubblicazioni periodiche attinenti alla tipologia del bene o del servizio oggetto prevalente della loro attivita’ commerciale. Con accordo su base nazionale   tra   le associazioni di categoria piu’ rappresentative degli editori e dei rivenditori di quotidiani e di periodici sono definite le condizioni economiche per lo svolgimento di tali attivita’, che in ogni caso devono tenere conto delle quantita’ di copie vendute dal punto vendita addizionale. L’attivita’ addizionale di distribuzione dei punti vendita esclusivi e’ soggetta alle disposizioni dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241».

5. Dopo il comma 1 dell’articolo 9 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, e’ inserito il seguente:

«1-bis. Le violazioni delle disposizioni del presente decreto sono sanzionate ai sensi dell’articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114».

6. L’articolo 1, comma 2, l’articolo 2, commi 2, 4, 5 e 6, l’articolo 4, comma 1, e l’articolo 6 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, sono abrogati.

7. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 65

Autorita’ nazionale di regolazione del settore postale

1. A decorrere dall’anno 2017, alle spese di   funzionamento dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni in relazione ai compiti di autorita’ nazionale di regolamentazione del settore postale, si provvede esclusivamente con le modalita’ di cui ai commi 65 e 66, secondo periodo, dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, facendo riferimento ai ricavi maturati dagli operatori nel settore postale. Sono abrogate le norme di cui all’articolo 2, commi da 6 a 21, e di cui all’articolo 15, comma 2-bis, del decreto legislativo 22 luglio 1999 n. 261.

Art. 65-bis

Modifica all’articolo 3 del testo unico di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380

1. All’articolo 3, comma 1, lettera c), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, le parole: «ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili» sono sostituite dalle seguenti: «ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d’uso purche’ con tali elementi compatibili, nonche’ conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi».

Art. 65-ter

Clausola di salvaguardia

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Art. 66

Disposizioni finanziarie

1. La dotazione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 , e’ incrementata  di 12 milioni di euro per l’anno 2017 , di 109 milioni di euro per l’anno 2018, di 39,5 milioni di euro per l’anno 2019, di 40,5 milioni di euro per l’anno 2020, di 9,5 milioni di euro per l’anno 2021, di 19,5 milioni di euro per l’anno 2022, di 86 milioni di euro per l’anno 2023 e di 57 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024.

2. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ incrementata di 14 milioni di euro per l’anno 2017, di 86,2 milioni di euro per l’anno 2018, di 85,5 milioni di euro per l’anno 2019, di 135 milioni di euro per l’anno 2020, di 23,2 milioni di euro per l’anno 2021 e di 13,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022.

2-bis. All’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 9 giugno 2016, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2016, n. 151, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Fermo restando quanto previsto dal periodo precedente, la giacenza da detenere a fine anno sul conto corrente di tesoreria di cui al primo periodo e’ ridotta a 100 milioni di euro a decorrere dal 2017».

3. Agli oneri derivanti dagli articoli 9, 12, 41, comma 2, 42, commi 1 e 2, 43, 43-bis, 44, comma 1, 45, 46, 50, 55 e dai commi 1 e 2 del presente articolo, pari a 1.627,9 milioni di euro per l’anno 2017, a 5.196,7 milioni di euro per l’anno 2018, a 5.543 milioni di euro per l’anno 2019, a 4.263,5 milioni di euro per l’anno 2020, a 3.711,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, a 3.778,4 milioni di euro per l’anno 2023 e a 3.749,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024, che aumentano a 5.196,8 milioni di euro per l’anno 2018, a 5.543,3 milioni di euro per l’anno 2019, a 4.369,5 milioni di euro per l’anno 2020, a 3.784,8 milioni di euro per l’anno 2021, a 3.771,9 milioni di euro per l’anno 2022, a 3.828,6 milioni di euro per l’anno 2023, a 3.799,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e a 3.759,4 milioni di euro per l’anno 2026 ai fini della compensazione degli effetti in termini di fabbisogno ed indebitamento netto, si provvede:

   a) quanto a 1.327,9 milioni di euro per l’anno 2017, a 5.196,7 milioni di euro per l’anno 2018, a 5.543 milioni di euro per l’anno 2019, a 4.263,5 milioni di euro per l’anno 2020, a 3.711,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, a 3.778,4 milioni di euro per l’anno 2023 e a 3.749,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate e delle minori spese derivanti dal presente decreto;

   b) quanto a 69,1 milioni di euro per l’anno 2020, a 72,8 milioni di euro per l’anno 2021, a 60 milioni di euro per l’anno 2022, a 50 milioni di euro annui dal 2023 al 2025 e a 10 milioni di euro per l’anno 2026, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

b-bis) quanto a 300 milioni di euro per l’anno 2017 mediante riduzione della dotazione del fondo di cui all’articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile   2014,   n.   66,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.

4. Gli effetti migliorativi, per l’anno 2017, derivanti dal presente decreto e pari a 2.415 milioni di euro in termini di saldo netto da finanziare e 3.100 milioni di euro in   termini   di indebitamento netto, sono destinati al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nel Documento di economia e finanza 2017 presentato alle Camere.

5. L’allegato 1 all’articolo 1, comma 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ sostituito  dall’allegato 1  al presente decreto.

6. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri   decreti,   le   occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui. Limitatamente alle disposizioni di cui all’articolo 50, ove necessario, previa richiesta dell’amministrazione competente, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione avviene tempestivamente con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa.

Art. 67

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

pdfAllegato 1

 

«ALLEGATO 1-bis

(Articolo 30-bis, comma 1)

CODICI DI DISPOSITIVI PROTESICI PERSONALIZZATI PER DISABILI

04.48.21.006/015/018;

12.22.03.009/012;

12.22.03.015/018;

12.22.18.012;

12.23.06.009 e 12.36.06.015, se prescritte con un comando speciale (da cod. 12.24.03.803 a 12.24.03.824);

12.23.06.012; 12.27.07.006; 18.09.39.003/006/009/012;

18.09.21.003/006, con i relativi accessori».

 

pdfTabelle

 

 

 

Esplora ultimi contenuti

Testo del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 10 del 14 gennaio 2021), coordinato con la legge di conversione 12 marzo 2021, n. 29 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021.»

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.61 del 12 marzo 2021) Vigente al: 12-03-2021 Avvertenza: Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal

Leggi tutto »

Testo del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 323 del 31 dicembre 2020), coordinato con la legge di conversione 26 febbraio 2021, n. 21 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonche’ in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea. Proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunita’ “Il Forteto”».

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 51 dell’1 marzo 2021) Vigente al: 1-3-2021 Testo del provvedimento e allegati 1 e 1-bis   La

Leggi tutto »

Lascia un commento

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.