Studio Legale
Rossignoli e Associati

Legge 17 dicembre 2012, n. 221 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (articolo 14)

 

 

Legge 17 dicembre 2012, n. 221 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”

 

(Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012, Supplemento Ordinario n. 208)

 

(Omissis)

 

Articolo 14

 

Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali

 

 

 

1. Per il completamento del Piano nazionale banda larga, definito dal Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per   le comunicazioni e autorizzato dalla Commissione europea [aiuto di Stato n. SA.33807 (2011/N)] – Italia] per l’anno 2013 e’ autorizzata la spesa di 150 milioni di euro da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, da utilizzare nelle aree dell’intero territorio nazionale, tenendo conto delle singole specificita’ territoriali e della copertura delle aree a bassa densita’ abitativa, definite dal medesimo regime d’aiuto.

2. All’articolo 87, comma 5, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: « inizia nuovamente » sono sostituite con la seguente: « riprende ».

2-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con regolamento del Ministro dello sviluppo economico sono definite le misure e le modalita’ di intervento da porre a carico degli operatori delle telecomunicazioni, al fine di minimizzare eventuali interferenze tra i servizi a banda ultralarga mobile nella banda degli 800 MHz e gli impianti per la ricezione televisiva domestica. Gli interventi che si rendessero necessari sugli impianti per la ricezione televisiva domestica per la mitigazione delle interferenze sono gestiti a valere su un fondo costituito dagli operatori delle telecomunicazioni assegnatari delle frequenze in banda 800 MHz e gestito privatamente dagli operatori interessati, in conformita’ alle previsioni del regolamento. I parametri per la costituzione di detto fondo e la relativa contribuzione degli operatori sono definiti secondo principi di proporzionalita’, trasparenza e non discriminazione. Il Ministero dello sviluppo economico con proprio provvedimento provvede ogni trimestre alla rimodulazione di tali contributi sulla base dei costi di intervento effettivamente sostenuti dai singoli operatori e rendicontati.

3. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 luglio 1998, n. 281, sono definite le specifiche tecniche delle operazioni di scavo per le infrastrutture a banda larga e ultralarga nell’intero   territorio   nazionale,   specificando   che   devono prioritariamente essere utilizzati gli scavi gia’ attualmente in uso per i sottoservizi. Tale decreto definisce la superficie massima di manto stradale che deve essere ripristinata a seguito di una

determinata opera di scavo, l’estensione del ripristino del manto stradale sulla base della tecnica di scavo utilizzata, quali trincea tradizionale,   minitrincea,   proporzionalmente   alla   superficie interessata dalle opere di scavo, le condizioni di scavo e di ripristino del manto stradale a seguito delle operazioni di scavo, proporzionalmente all’area d’azione.

4. Al comma 7 dell’articolo 88 del decreto legislativo n. 259 del 2003, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo le parole: « Trascorso il termine di » la parola: « novanta » e’ sostituita dalla seguente « quarantacinque »;

b) dopo le parole: « il termine e’ ridotto a » la parola: « trenta » e’ sostituita dalla seguente: « quindici »;

c) dopo l’ultimo periodo e’ aggiunto il seguente: « Nel caso di apertura buche, apertura chiusini per infilaggio cavi o tubi, posa di cavi o tubi aerei su infrastrutture esistenti, allacciamento utenti il termine e’ ridotto a dieci giorni. ».

5. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2, comma 15-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al comma 3 dell’articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica del 16 settembre 1996, n. 610, e’ aggiunto il seguente periodo: « Per le tecniche di scavo a limitato impatto ambientale la profondita’ minima puo’ essere ridotta a condizione che sia assicurata la sicurezza della circolazione e garantita l’integrita’ del corpo stradale per tutta la sua vita utile, in base a valutazioni della tipologia di strada, di traffico e di pavimentazione ».

6. Al comma 2 dell’articolo 95 del decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, e’ aggiunto il seguente comma: « 2-bis: Per le condutture aeree o sotterranee di energia elettrica di cui al comma 2, lett. a) realizzate in cavi cordati ad elica, il nulla osta e’ sostituito da una attestazione di conformita’ del gestore. ».  

7. All’articolo 91 del decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche), dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:

« 4-bis. L’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica puo’, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza.

Il diritto di accesso e’ consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione. L’operatore di comunicazione ha l’obbligo, d’intesa con le proprieta’ condominiali, di ripristinare a proprie spese le parti comuni degli immobili oggetto di intervento nello stato precedente i lavori e si accolla gli oneri per la riparazione di eventuali danni arrecati ».

8. Ferme restando, per quanto non espressamente disciplinato dal presente articolo, le vigenti le disposizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 luglio 2003, recante fissazione dei limiti di esposizione, dei   valori   di attenzione e degli obiettivi di qualita’ per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici   ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28 agosto 2003, si prevede che:

a) i valori di attenzione indicati nella tabella 2 all’allegato B del    citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio    2003 si assumono a titolo di misura di cautela per la protezione da possibili effetti anche a lungo termine eventualmente connessi    con le esposizioni ai campi generati alle suddette frequenze nei seguenti casi:

1) all’interno di edifici utilizzati come ambienti abitativi con permanenze continuative non inferiori a quattro ore giornaliere;

2) solo nel caso di utilizzazione degli edifici come ambienti abitativi per permanenze non inferiori a quattro ore continuative giornaliere, nelle pertinenze esterne, come definite nelle Linee Guida di cui alla successiva lettera d), quali balconi, terrazzi e cortili (esclusi i tetti anche in presenza di lucernai ed i lastrici solari con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta   e   di pavimentazione rifinita, di proprieta’ comune dei condomini);

b) nel caso di esposizione a impianti che generano campi elettrici,    magnetici ed elettromagnetici con frequenza compresa tra 100 kHz e    300 GHz, non devono essere superati i limiti di esposizione di cui   alla tabella 1 dell’allegato B del citato decreto del Presidente    del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003, intesi come valori    efficaci. Tali valori devono essere rilevati ad un’altezza di m.    1,50 sul piano di calpestio e mediati su qualsiasi intervallo di    sei minuti. I valori di cui alla lettera a), invece, devono    essere rilevati ad un’altezza di m. 1,50 sul piano di calpestio e sono da intendersi come media dei valori nell’arco delle 24 ore;

c) ai fini della progressiva minimizzazione della esposizione ai    campi elettromagnetici, i valori di   immissione   dei   campi    elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze    comprese tra 100 kHz e 300 GHz, calcolati o misurati all’aperto  nelle aree intensamente frequentate, non devono superare i valori    indicati nella tabella 3 dell’allegato B del citato decreto del    Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003, detti valori    devono essere determinati ad un’altezza di m 1,50 sul piano di    calpestio e sono da intendersi come media dei valori nell’arco    delle 24 ore;

d) le tecniche di misurazione e di rilevamento dei livelli di esposizione da adottare sono quelle indicate nella norma CEI 211-7 o specifiche norme emanate successivamente dal CEI. Ai fini della verifica mediante determinazione del mancato superamento del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualita’ si potra’ anche fare riferimento, per l’identificazione dei valori mediati nell’arco delle 24 ore, a metodologie di estrapolazione basate sui dati tecnici e storici dell’impianto. Le tecniche di calcolo previsionale   da adottare sono quelle indicate nella norma CEI 211-10 o specifiche norme emanate successivamente dal CEI. Ai fini della verifica attraverso stima   previsionale   del   valore   di   attenzione   e dell’obiettivo di qualita’, le istanze   previste   dal   decreto legislativo n. 259 del 2003 saranno basate su valori mediati nell’arco delle 24 ore, valutati in base alla riduzione della potenza massima al connettore d’antenna con appositi fattori che tengano conto della variabilita’ temporale dell’emissione degli impianti nell’arco delle 24 ore. Questi fattori di riduzione della potenza saranno individuati in apposite Linee Guida predisposte dall’ISPRA e dalle ARPA/APPA secondo le modalita’ di seguito indicate. Laddove siano assenti pertinenze esterne degli edifici di cui alla lettera a), i calcoli previsionali dovranno tenere in conto dei valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture

degli edifici cosi’ come definiti nelle suddette Linee Guida. Gli operatori forniscono all’ISPRA e alle ARPA/APPA i dati di potenza degli impianti secondo le modalita’ contenute nelle medesime Linee Guida. Tali dati dovranno rappresentare le reali condizioni di funzionamento degli impianti. Eventuali condizioni di funzionamento anomalo degli impianti dovranno essere tempestivamente segnalate agli organi di controllo e di vigilanza sanitaria e ambientale di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36. L’ISPRA e le ARPA/APPA provvedono, in attuazione del presente decreto, alla elaborazione di Linee Guida che saranno approvate dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con apposito decreto dirigenziale entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Tali Linee Guida potranno essere soggette ad aggiornamento con periodicita’ semestrale su indicazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che provvedera’ alla relativa approvazione.

9. Le sanzioni amministrative relative al superamento dei limiti di esposizione e dei valori di attenzione stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 luglio 2003, recante fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita’ per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, e al mancato rispetto dei limiti e dei tempi previsti per l’attuazione dei piani di risanamento, sono irrogate dalle regioni territorialmente competenti.

10. Le sanzioni amministrative relative al superamento dei limiti di esposizione e dei valori di attenzione stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 luglio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto 2003, recante fissazione dei limiti di esposizione, dei   valori   di attenzione e degli obiettivi di qualita’ per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti, e al mancato rispetto dei limiti e dei tempi previsti per l’attuazione dei piani di risanamento, sono irrogate   dalle   regioni   territorialmente competenti.

10-bis. All’articolo 6 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

« 2-bis. Anche in deroga a quanto previsto dal comma 2, gli utenti che attivano schede elettroniche (S.I.M.) abilitate al solo traffico telematico ovvero che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche o punti di accesso ad internet utilizzando tecnologia senza fili possono essere identificati e registrati anche   in   via   indiretta,   attraverso   sistemi   di riconoscimento via SMS e carte di pagamento nominative. Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, possono essere previste misure di maggior dettaglio o per l’adozione di ulteriori procedure semplificate anche negli altri casi previsti dal comma 2 ».

10-ter. All’articolo 35 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

« 4. Al fine di agevolare la diffusione della banda ultralarga in qualsiasi tecnologia   e  di   ridurre   i   relativi   adempimenti amministrativi, sono soggette ad autocertificazione di attivazione, da inviare contestualmente all’attuazione dell’intervento all’ente locale e agli organismi competenti ad effettuare i controlli di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, le installazioni e le modifiche, ivi comprese le modifiche delle caratteristiche trasmissive degli impianti di cui all’articolo 87-bis del codice di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, degli impianti

radioelettrici per trasmissione punto punto e punto-multipunto e degli impianti radioelettrici per l’accesso a reti di comunicazione ad uso pubblico con potenza massima in singola antenna inferiore o uguale a 10 watt e con dimensione della superficie radiante non superiore a 0,5 metri quadrati ».

 

Data a Roma, addi’ 17 dicembre 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri

Passera, Ministro per lo sviluppo economico

Visto, il Guardasigilli: Severino

 

 

 

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