Studio Legale
Rossignoli e Associati

Delibera 21 gennaio 2014 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni recante “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per le elezioni del Presidente e del XV Consiglio Regionale della Sardegna indette per il giorno 16 febbraio 2014” (Delibera n. 22/14/CONS)

 

DELIBERAZIONE 21 gennaio 2014

Dispozioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai   mezzi   di informazione relative alla campagna per le elezioni del Presidente e del XV Consiglio regionale della Sardegna, indette per il giorno 16 febbraio 2014. (Delibera n. 22/14/CONS)

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2014)

 

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

 

Nella riunione del Consiglio del 21 gennaio 2014;

Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo» e, in particolare, l’art. 1, comma 6, lett. b), n. 9;

Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante «Disposizioni per la parita’ di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica»;

Vista la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante «Disposizioni per l’attuazione del principio del pluralismo nella programmazione delle emittenti radiofoniche e televisive locali» che ha modificato la legge 22 febbraio 2000, n. 28;

Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, recante il Codice di autoregolamentazione di cui all’art. 11-quater della legge n. 28 del 2000;

Vista la legge 23 novembre 2012, n. 215, recante «Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere   nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali.

Disposizioni in materia di pari opportunita’ nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni» ed, in particolare, l’art. 4, che nel modificare l’art. 1 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, aggiunge il comma 2-bis relativamente alla promozione della pari opportunita’ tra donne e uomini nell’ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica;

Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici», ed, in particolare, gli artt. 3 e 7 (Testo unico);

Vista la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante «Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi», come modificata dalla legge 5 novembre 2004, n. 261;

Vista la propria delibera n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010, recante «Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa»;

Vista la propria delibera n. 22/06/CSP del 1 febbraio 2006, recante «Disposizioni applicative delle norme e dei principi vigenti in materia di comunicazione politica e parita’ di accesso ai mezzi di informazione nei periodi non elettorali»;

Vista la propria delibera n. 243/10/CSP del 15 novembre 2010, recante «Criteri per la vigilanza sul rispetto del pluralismo politico e istituzionale nei telegiornali diffusi   dalle   reti televisive nazionali»;

Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, recante «Statuto speciale per la Sardegna», e successive modificazioni ed, in particolare, l’articolo 18, comma 2;

Vista la legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1, recante norme in materia di «Legge   statutaria   elettorale   ai   sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna»;

Vista la legge regionale statutaria 9 dicembre 2013, n. 2, contenente «Abrogazione del comma 3 dell’articolo 22 della legge statutaria elettorale approvata il 25 giugno 2013» (Legge statutaria elettorale ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna);

Vista la legge regionale della regione Sardegna 6 marzo 1979, n. 7, recante «Norme per l’elezione del Consiglio regionale»;

Vista la legge regionale della regione Sardegna 26 luglio 2013, n. 16, concernente «L’organizzazione amministrativa del procedimento e delle votazioni per l’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale. Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1979, n. 7» (Norme per l’elezione del Consiglio regionale);

Vista la legge regionale della regione Sardegna 5 novembre 2013, n. 29, contenente «Norme in materia di procedura elettorale. Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2013, n. 16 e alla legge regionale 6 marzo 1979, n. 7»;

Visto il decreto del Presidente della regione Sardegna n. 1/E del 29 dicembre 2013, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della regione Sardegna n. 1 del 2 gennaio 2014, con il quale sono stati convocati

per il giorno 16 febbraio 2014 i comizi per l’elezione diretta del Presidente della Regione e del XV Consiglio regionale della Sardegna;

Effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28;

Udita la relazione del Commissario Francesco Posteraro, relatore ai sensi dell’art. 31 del regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

 

Delibera:

 

Art. 1

 

Finalita’ e ambito di applicazione

 

1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, in attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come modificata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313, in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione, finalizzate a dare concreta attuazione ai principi del     pluralismo,     dell’imparzialita’,     dell’indipendenza, dell’obiettivita’ e della completezza del sistema radiotelevisivo, si riferiscono alle consultazioni per le elezioni del Presidente della Regione e del XV Consiglio regionale della Sardegna fissate per il giorno 16 febbraio 2014. Tali disposizioni si applicano nei confronti delle emittenti locali che esercitano l’attivita’ di radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana e periodica

nell’ambito territoriale regionale interessato dalle consultazioni.

2. Le disposizioni di cui al presente provvedimento non si applicano ai programmi e alle trasmissioni destinati ad essere trasmessi esclusivamente a livello nazionale o in ambiti territoriali non interessati dalla consultazione elettorale di cui al precedente comma 1.

3. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, della campagna elettorale di cui al presente provvedimento con altre consultazioni elettorali e referendarie, saranno   applicate   le disposizioni attuative della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascuna consultazione.

4. Le disposizioni di cui al presente provvedimento cessano di avere efficacia alla mezzanotte dell’ultimo giorno di votazione relativo alle consultazioni di cui al comma 1.

5. Nel periodo disciplinato dal presente provvedimento, resta fermo per le emittenti radiofoniche e televisive   nazionali   private l’obbligo del rispetto dei principi generali   in   materia   di informazione e di tutela del pluralismo, come enunciati negli artt. 3 e 7 del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, nella legge 22 febbraio 2000, n. 28, e nei relativi provvedimenti attuativi dell’Autorita’. In particolare, nei telegiornali e nei programmi di approfondimento informativo, qualora in essi assuma

carattere rilevante l’esposizione   di   opinioni   e   valutazioni politico-elettorali attinenti alle consultazioni oggetto del presente provvedimento, sono tenuti a garantire la piu’ ampia ed equilibrata presenza ai diversi soggetti politici come individuati al comma 2 del successivo art. 2.

Titolo II
RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA LOCALE
Capo I
DISCIPLINA DELLE TRASMISSIONI DELLE EMITTENTI LOCALI

 

Art. 2

 

Programmi di comunicazione politica

 

1. I programmi di comunicazione politica, come definiti all’art. 2, comma 1, lettera c), del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, che le emittenti televisive e radiofoniche locali intendono trasmettere nel periodo compreso tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la chiusura della campagna elettorale devono consentire una effettiva parita’ di condizioni tra i soggetti politici competitori, anche con riferimento alle fasce orarie e al tempo di trasmissione. In rapporto al numero dei partecipanti e agli spazi disponibili, il principio delle pari opportunita’ tra gli aventi   diritto   puo’   essere realizzato, oltre che nell’ambito della medesima trasmissione, anche nell’ambito di un ciclo di trasmissioni purche’ ciascuna di queste abbia analoghe opportunita’ di ascolto.

2. La parita’ di condizioni di cui al comma 1 deve essere garantita nei due distinti periodi in cui si articola la campagna elettorale tra i seguenti soggetti politici:

I) nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature:

a) nei confronti delle forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo nel Consiglio regionale;

b) nei confronti delle forze politiche diverse da quelle di cui alla lettera a), presenti in uno dei due rami del Parlamento nazionale o che hanno eletto, con proprio simbolo, almeno due rappresentanti italiani al Parlamento europeo.

Il tempo disponibile e’ ripartito per il 50 per cento   in proporzione alla consistenza dei rispettivi gruppi e per il restante 50 per cento in modo paritario.

II) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale:

a) nei confronti dei gruppi di liste o coalizioni di gruppi di liste collegate alla carica di Presidente della Regione;

b) nei confronti delle liste circoscrizionali di candidati o gruppi di liste contraddistinte dal medesimo contrassegno   per l’elezione del Consiglio regionale.

3. L’eventuale assenza di un soggetto politico non pregiudica l’intervento nelle trasmissioni degli altri soggetti,   ma   non determina un aumento del tempo ad essi spettante. In tali casi, nel corso della trasmissione e’ fatta esplicita menzione delle predette assenze.

4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in contenitori con cicli a cadenza quindicinale   dalle   emittenti televisive locali all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 24:00 e dalle emittenti radiofoniche locali all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 1:00 del giorno successivo, in modo da garantire l’applicazione dei principi di equita’ e di parita’ di trattamento tra i soggetti   politici nell’ambito di ciascun periodo di due settimane di programmazione. I

calendari delle predette trasmissioni sono comunicati almeno sette giorni prima, anche a mezzo fax, al Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna che ne informa l’Autorita’. Le eventuali variazioni dei predetti calendari sono tempestivamente comunicate al predetto organo, che ne informa l’Autorita’. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalita’ che ne consentano   la fruizione anche ai non udenti.

5. E’ possibile realizzare trasmissioni di comunicazione politica anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti, assicurando, comunque,   imparzialita’   e   pari opportunita’ nel confronto tra i soggetti politici.

6. Le trasmissioni di cui al presente articolo sono sospese nei giorni in cui si svolgono le votazioni e nel giorno immediatamente precedente.

Art. 3

 

Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito

 

1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, le emittenti radiofoniche e televisive locali possono   trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la presentazione non in contraddittorio di liste e programmi.

2. Per la trasmissione dei messaggi politici di cui al comma 1 le emittenti radiofoniche e televisive locali osservano le seguenti modalita’, stabilite sulla base dei criteri fissati dall’art. 4,

commi 3 e 5, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:

a) il numero complessivo dei messaggi e’ ripartito secondo quanto previsto al precedente art. 2, comma 2, numero II; i messaggi sono trasmessi a parita’ di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento alle fasce orarie;

b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di una opinione politica, comunque compresa, a scelta del richiedente,

fra uno e tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti radiofoniche;

c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne’ essere   interrotti,   hanno   una   autonoma   collocazione   nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori, ciascuno comprensivo di almeno tre messaggi, sono collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18:00-19:59; seconda fascia 12:00-14:59; terza fascia 21:00-23:59; quarta fascia 7:00-8:59;

d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge;

e) nessun soggetto politico puo’ diffondere piu’ di due messaggi in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;

f) ogni messaggio per tutta la sua durata reca la dicitura «messaggio elettorale gratuito» con l’indicazione del   soggetto politico committente. Per le emittenti radiofoniche, il messaggio deve essere preceduto e seguito da un annuncio in audio del medesimo tenore.

Art. 4

 

Comunicazioni delle emittenti locali e dei soggetti politici relative

ai messaggi politici autogestiti a titolo gratuito

 

1. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali, le emittenti radiofoniche e televisive locali che trasmettono messaggi politici autogestiti a titolo gratuito:

a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l’emittente locale informa i soggetti politici che presso la sua sede, di cui viene indicato l’indirizzo, il numero telefonico e la persona da contattare, e’ depositato un documento, che puo’ essere reso disponibile anche   sul   sito   web   dell’emittente, concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche utilizzare i modelli MAG/1/ER resi disponibili sul   sito   web dell’Autorita’   per    le     garanzie     nelle     comunicazioni: http://www.agcom.it/;

b) inviano, anche a mezzo fax, al Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna, che ne informa   l’Autorita’,   il documento di cui alla lettera a), nonche’, possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione apportata successivamente al documento stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto. A quest’ultimo fine, le emittenti possono anche utilizzare i modelli MAG/2/ER resi disponibili sul predetto sito web dell’Autorita’.

2. Fino al giorno di presentazione delle candidature, i soggetti politici interessati a trasmettere i suddetti messaggi autogestiti comunicano, anche a mezzo fax, alle emittenti di cui al comma 1 e al Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna, che ne informa l’Autorita’, le proprie richieste, indicando il responsabile elettorale e i relativi recapiti, la durata dei messaggi, nonche’ dichiarando di presentare candidature nelle circoscrizioni   del territorio regionale. A tale fine, possono anche essere utilizzati i modelli MAG/3/ER resi disponibili sul sito web dell’Autorita’.

Art. 5

 

Numero complessivo dei messaggi politici

autogestiti a titolo gratuito

 

1. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di trasmettere messaggi autogestiti a titolo gratuito e’ riconosciuto un rimborso da parte della Stato nei limiti e secondo le modalita’ previste dal comma 5 dell’art. 4 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.

Il Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna provvede a porre in essere tutte le attivita’, anche istruttorie, finalizzate al rimborso informandone l’Autorita’ nel rispetto dei criteri fissati dal citato comma 5.

Art. 6

 

Sorteggi e collocazione dei messaggi politici

autogestiti a titolo gratuito

 

1. La collocazione dei messaggi all’interno dei singoli contenitori previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sede del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna nella cui area di competenza ha sede o domicilio eletto l’emittente che trasmettera’ i messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso. Il Comitato procede sollecitamente al sorteggio nei giorni immediatamente successivi alla scadenza   del   termine   per   la presentazione delle candidature.

2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene determinata, sempre alla presenza di un funzionario del Comitato di cui al comma 1, secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto all’interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio di parita’ di presenze all’interno delle singole fasce.

Art. 7

 

Messaggi politici autogestiti a pagamento

 

1. Nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e quella di chiusura della campagna elettorale, le emittenti radiofoniche e televisive locali possono   trasmettere messaggi politici autogestiti a pagamento, come definiti all’art. 2, comma 1, lettera d), del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004.

2. Per l’accesso agli spazi relativi ai messaggi politici di cui al comma 1 le emittenti radiofoniche e televisive locali   devono assicurare condizioni economiche uniformi a tutti   i   soggetti politici.

3. Per tutto il periodo di cui al comma 1, le   emittenti radiofoniche e televisive locali che intendono diffondere i messaggi politici autogestiti a pagamento sono tenute a   dare   notizia dell’offerta dei relativi spazi mediante un avviso da trasmettere, almeno una volta al giorno, nella fascia oraria di maggiore ascolto, per tre giorni consecutivi.

4. Nell’avviso di cui al comma 3 le emittenti radiofoniche e televisive locali informano i soggetti politici che presso la propria sede, della quale viene indicato l’indirizzo, il numero telefonico e di fax, e’ depositato un documento, consultabile su richiesta da chiunque ne abbia interesse, concernente:

a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con l’indicazione del termine ultimo entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati;

b) le modalita’ di prenotazione degli spazi;

c) le tariffe per l’accesso a tali spazi quali autonomamente determinate da ogni singola emittente radiofonica e televisiva locale;

d) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la fruizione degli spazi.

5. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale deve tenere conto delle prenotazioni degli spazi da parte dei soggetti politici in base alla loro progressione temporale.

6. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per i messaggi di cui al comma 1 devono essere riconosciute le condizioni di miglior favore praticate ad uno di essi per gli spazi acquistati.

7. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale e’ tenuta a praticare, per i messaggi di cui al comma 1, una tariffa massima non superiore al 70% del listino di pubblicita’ tabellare. I soggetti politici interessati possono richiedere di verificare in   modo documentale i listini tabellari in relazione ai quali sono state

determinate le condizioni praticate per l’accesso agli spazi per i messaggi di cui al comma 1.

8. Nel caso di diffusione di spazi per i messaggi di cui al comma 1 differenziati per diverse aree territoriali dovranno essere indicate anche le tariffe praticate per ogni area territoriale.

9. La prima messa in onda dell’avviso di cui ai commi 3 e 4 costituisce condizione essenziale per la diffusione dei messaggi politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale.

10. Per le emittenti radiofoniche locali i messaggi di cui al comma 1 devono essere preceduti e seguiti da un annuncio in audio del seguente contenuto: «Messaggio   elettorale   a   pagamento»,   con

l’indicazione del soggetto politico committente.

11. Per le emittenti televisive locali i messaggi di cui al comma 1 devono recare in sovrimpressione per tutta la loro durata la seguente dicitura: «Messaggio elettorale a pagamento», con l’indicazione del soggetto politico committente.

12. Le emittenti radiofoniche e televisive locali non possono stipulare contratti per la cessione di spazi relativi ai messaggi politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale in favore di singoli candidati per importi superiori al 75% di quelli previsti dalla normativa in materia di spese elettorali ammesse per ciascun candidato.

Art. 8

 

Trasmissioni in contemporanea

 

1. Le emittenti radiofoniche e televisive locali che effettuano trasmissioni in contemporanea   con   una   copertura   complessiva coincidente con quella legislativamente prevista per un’emittente nazionale sono disciplinate dal codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e dal Capo I del titolo II del presente provvedimento esclusivamente per le ore di trasmissione non in contemporanea.

Art. 9

 

Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti locali

 

1. Nei programmi di informazione, come definiti all’art. 2, comma 1, lettera b), del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, le   emittenti

radiofoniche e televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parita’ di trattamento, l’obiettivita’, la correttezza, la completezza, la lealta’, l’imparzialita’,   l’equita’   e   la pluralita’ dei punti di vista. A tal fine, quando vengono trattate questioni relative alle consultazioni elettorali,   deve   essere

assicurato l’equilibrio tra i soggetti politici secondo quanto previsto dall’art. 11-quater della legge 22 febbraio 2000, n. 28, e dal codice di autoregolamentazione.

2. Resta comunque salva per l’emittente la liberta’ di commento e di critica, che, in chiara distinzione tra informazione e opinione, salvaguardi comunque il rispetto delle persone. Le emittenti locali a carattere comunitario di cui all’art. 16, comma 5, della legge 6 agosto 1990, n. 223 e all’art. 1, comma 1, lettera f), della deliberazione 1° dicembre 1998, n. 78, dell’Autorita’, come definite all’art. 2, comma 1, lettera aa), n. 3, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, possono esprimere i principi di cui sono portatrici, tra quelli indicati da dette norme.

3. In qualunque trasmissione radiotelevisiva diversa da quelle di comunicazione politica e dai messaggi politici autogestiti, e’ vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto.

Capo II

DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Art. 10

 

Circuiti di emittenti radiotelevisive locali

 

1. Ai fini del presente provvedimento, le   trasmissioni   in contemporanea da parte di emittenti locali che operano in circuiti nazionali comunque denominati sono considerate come trasmissioni in ambito nazionale.   Analogamente   si   considerano   le   emittenti autorizzate alla ripetizione dei programmi esteri ai sensi dell’art. 38 della legge 14 aprile 1975, n. 103.

2. Ai fini del presente provvedimento, il circuito nazionale si determina con riferimento all’art. 2, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.

3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di trasmissione autonoma, le disposizioni previste per le emittenti locali dal presente provvedimento.

4. Ogni   emittente   risponde   direttamente   delle   violazioni realizzatesi nell’ambito delle trasmissioni in contemporanea.

Art. 11

 

Conservazione delle registrazioni

 

1. Le emittenti radiotelevisive sono tenute a conservare le registrazioni della totalita’ dei programmi trasmessi nel periodo della campagna elettorale per i tre mesi successivi alla conclusione della stessa e, comunque, a conservare, sino alla conclusione dell’eventuale procedimento, le registrazioni dei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazione di violazione   di disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28, del codice di autoregolamentazione di cui   al   decreto   del   Ministro   delle

comunicazioni 8 aprile 2004, nonche’ di quelle emanate   dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o del presente provvedimento.

Titolo III

STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA

Art. 12

 

Comunicato preventivo per la diffusione di

messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici

 

1. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali, gli editori di quotidiani e periodici a diffusione locale che intendano diffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno prima delle elezioni nelle forme ammesse dall’art. 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla   stessa   testata   interessata   alla diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione al pubblico. Ove in ragione della periodicita’ della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel   termine   predetto  il   comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potra’ avere inizio che dal numero successivo a quello recante la   pubblicazione   del

comunicato sulla testata, salvo che il comunicato   sia   stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.

2. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato rilievo, sia per collocazione, sia per modalita’ grafiche, e deve precisare le condizioni generali dell’accesso, nonche’ l’indirizzo ed il numero di telefono della redazione della testata presso cui e’ depositato un documento analitico, consultabile   su   richiesta, concernente:

a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati;

b) le tariffe per l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni singola testata, nonche’ le eventuali condizioni di gratuita’;

c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale.

3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi politici elettorali le condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato.

4. Ogni editore e’ tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate per l’accesso agli spazi in questione, nonche’ i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi.

5. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1 costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici elettorali durante la consultazione elettorale. In caso di mancato rispetto del termine stabilito nel comma 1 e salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la diffusione dei messaggi puo’ avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo.

Art. 13

 

Pubblicazione di messaggi politici elettorali

su quotidiani e periodici

 

1. I messaggi politici elettorali di cui all’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante specifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondo modalita’ uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura «messaggio elettorale» con l’indicazione del soggetto   politico committente.

2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da quelle elencate al comma 2 dell’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.

Art. 14

 

Organi ufficiali di stampa dei partiti

 

1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull’accesso in condizioni di parita’ ai relativi spazi non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e alle stampe elettorali di coalizioni, liste, gruppi di candidati e

candidati.

2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale ai sensi dell’art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che rechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risulti indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o

del movimento politico.

3. I partiti, i movimenti politici, le coalizioni e le liste sono tenuti a fornire con tempestivita’ all’Autorita’ ogni indicazione necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti e dei movimenti politici, nonche’ le stampe elettorali di coalizioni, liste, gruppi di candidati e candidati.

Titolo IV

SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI

Art. 15

 

Sondaggi politici ed elettorali

 

1. Nel periodo disciplinato dalla presente delibera, fermo restando quanto previsto dagli artt. 8 e 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, ai sondaggi politici ed elettorali si applicano gli articoli da 6 a 12 del Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa di cui alla delibera n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010.

Titolo V

VIGILANZA E SANZIONI

Art. 16

 

Compiti del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna

 

1. Il Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna assolve, nell’ambito territoriale di rispettiva competenza, oltre alle attivita’ gia’ precisate nelle norme che precedono, i seguenti compiti:

a) di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente, del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e del presente

provvedimento da parte delle emittenti locali,   nonche’   delle disposizioni dettate per la concessionaria del servizio pubblico generale   radiotelevisivo   dalla   Commissione   parlamentare   per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale;

b) di accertamento delle eventuali violazioni, ivi comprese quelle relative all’art. 9 della legge n. 28 del 2000 in materia di comunicazione istituzionale e obblighi di informazione, trasmettendo i relativi atti e gli eventuali supporti e formulando le conseguenti proposte all’Autorita’ per l’adozione dei provvedimenti di sua competenza.

Art. 17

 

Procedimenti sanzionatori

 

1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28, e del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche’ di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale   e   la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e di quelle dettate con il presente provvedimento sono perseguite d’ufficio dall’Autorita’ al fine dell’adozione dei provvedimenti previsti dagli artt. 10 e 11-quinquies della medesima legge.   Ciascun   soggetto   politico interessato puo’ comunque denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal fatto.

2. Il Consiglio nazionale degli utenti presso l’Autorita’ puo’ denunciare comportamenti in violazione delle disposizioni del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro   delle comunicazioni 8 aprile 2004 e delle disposizioni attuative recate dal presente provvedimento.

3. La denuncia delle violazioni deve essere inviata, anche a mezzo fax, all’Autorita’, all’emittente privata o all’editore cui la violazione e’ imputata, al competente Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna, al gruppo della Guardia di Finanza nella cui competenza territoriale rientra il domicilio dell’emittente o dell’editore. Il predetto gruppo della Guardia di Finanza provvede al ritiro delle registrazioni interessate   dalla   comunicazione dell’Autorita’ o dalla denuncia entro le successive dodici ore.

4. La denuncia indirizzata all’Autorita’ e’ procedibile solo se sottoscritta in maniera   leggibile   e   se   accompagnata   dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia medesima anche agli altri destinatari indicati dal precedente comma 3.

5. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita’, l’indicazione dell’emittente e della trasmissione, ovvero dell’editore e del giornale o periodico, cui sono riferibili le presunte violazioni segnalate, completa, rispettivamente, di data e   orario   della trasmissione, ovvero di data ed edizione, nonche’ di una motivata argomentazione.

6. Qualora la denuncia non contenga gli elementi previsti dai precedenti commi 4 e 5, l’Autorita’, nell’esercizio dei suoi poteri d’ufficio, puo’ comunque disporre l’avvio di un’istruttoria ove ad un esame sommario della documentazione ricevuta sembri ricorrere una possibile violazione, dando, comunque, precedenza nella trattazione a quelle immediatamente procedibili.

7. L’Autorita’ provvede direttamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti le emittenti radiotelevisive nazionali ed editori di giornali e periodici a diffusione nazionale, mediante le proprie strutture, che si avvalgono, ove necessario, del Nucleo Speciale della Guardia di Finanza istituito presso l’Autorita’ stessa. Adotta i provvedimenti di competenza entro le quarantotto ore successive all’accertamento della violazione o alla denuncia, fatta salva l’ipotesi dell’adeguamento spontaneo agli obblighi di legge da parte delle emittenti televisive e degli editori.

8. I procedimenti riguardanti le   emittenti   radiofoniche   e televisive locali sono istruiti sommariamente dal competente Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna che formula le relative proposte all’Autorita’ secondo quanto previsto al comma 10.

9. Il gruppo della Guardia di Finanza competente per territorio, ricevuta la denuncia della violazione da parte   di   emittenti radiotelevisive locali delle disposizioni di cui al comma 1 provvede entro le dodici ore successive all’acquisizione delle registrazioni e alla trasmissione delle stesse agli uffici del competente Comitato, dandone immediato avviso, anche a mezzo fax, all’Autorita’.

10. Il Comitato di cui al comma 8 procede ad una istruttoria sommaria e instaura il contraddittorio con gli interessati: a tal fine contesta i fatti, anche a mezzo fax, sente gli interessati ed acquisisce le eventuali controdeduzioni nelle ventiquattro   ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche in via compositiva, agli obblighi di legge lo stesso Comitato trasmette atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno   specifico   verbale   di accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con   il competente Gruppo della Guardia di Finanza, all’Autorita’   che provvede, in deroga ai termini e alle modalita’ procedimentali previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, entro le quarantotto ore successive all’accertamento della violazione, decorrenti dal ricevimento degli stessi atti e supporti da parte della Direzione servizi media – Ufficio comunicazione politica e conflitti di interesse dell’Autorita’ medesima.

11. In ogni caso, il Comitato di cui al comma 8   segnala tempestivamente all’Autorita’ le attivita’ svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o ripetuti di mancata attuazione della vigente normativa.

12. Gli Ispettorati territoriali del Ministero dello sviluppo economico collaborano, a richiesta, con il competente Comitato regionale per le comunicazioni.

13. Le emittenti radiotelevisive private e gli editori di stampa sono tenuti al rispetto delle disposizioni dettate dal presente provvedimento, adeguando la propria attivita’ di programmazione e pubblicazione, nonche’ i conseguenti comportamenti.

14. L’Autorita’ verifica il rispetto dei propri provvedimenti ai fini previsti dall’art. 1, comma 31 e 32, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e dall’art. 11quinquies, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come introdotto dalla legge 6 novembre 2003, n. 313. Accerta, altresi’, l’attuazione delle disposizioni emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi anche per le finalita’ di cui all’art. 1, comma 6, lettera c), n. 10, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

15. Nell’ipotesi in cui il provvedimento dell’Autorita’ contenga una misura ripristinatoria della parita’ di accesso ai mezzi di informazione, come individuata dall’art. 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, le emittenti radiotelevisive o gli editori di stampa quotidiana sono tenuti ad adempiere nella prima trasmissione o pubblicazione utile e,   comunque,   nel   termine   indicato   nel provvedimento medesimo, decorrente dalla notifica dello stesso.

16. Le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate in applicazione delle disposizioni   di   attuazione   dettate   con   il   presente provvedimento non sono evitabili con il pagamento in misura ridotta previsto dall’art. 16 della legge 24 ottobre 1981, n. 689. Esse si applicano anche a carico dei soggetti a favore dei quali sono state commesse   le   violazioni,   qualora   ne   venga   accertata   la responsabilita’.

17. L’Autorita’, nell’ipotesi di accertamento delle violazioni delle disposizioni recate dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, relative allo svolgimento delle campagne elettorali disciplinate dal presente provvedimento, da parte di imprese che agiscono nei settori del sistema integrato delle comunicazioni di cui all’art. 2, comma 1, lettera s), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e che fanno capo al titolare di cariche di governo e ai soggetti di cui all’art. 7, comma 1, della

legge 20 luglio 2004, n. 215, ovvero sono sottoposte al controllo dei medesimi, procede all’esercizio della competenza attribuitale dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, in materia di risoluzione dei conflitti di interesse.

La presente delibera entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubbliccazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed e’ resa disponibile nel sito web della stessa Autorita’ all’indirizzo http://www.agcom.it/.

Roma, 21 gennaio 2014

 

Il presidente: Cardani

 

Il commissario relatore: Posteraro

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