Studio Legale
Rossignoli e Associati

Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 30 luglio 2021 che modifica il DM 19 giugno 2019 (c.d. “roadmap”)

(pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 232 del 28 settembre 2021)

 

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

VISTA la legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” ed in particolare l’art. 1 comma 1032, come modificata dalla legge 31 dicembre 2018, n. 145, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, di cui in particolare l’art. 1, comma 1106;

VISTO il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”, convertito nella legge n. 121 del 14 Luglio 2008; VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2019, n. 93, modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2019, n. 178, concernente l’organizzazione del Ministero dello sviluppo economico;

VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;

VISTO il codice delle comunicazioni elettroniche emanato con decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”, e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, con particolare riferimento all’art. 3-quinquies, comma 3 e 5, e successive modificazioni;

VISTO il decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 5 ottobre 2018, recante Piano nazionale di ripartizione delle frequenze tra 0 e 3000GHz;

VISTA la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 353/11/CONS del 22 giugno 2011, con la quale è stato approvato il Nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica digitale;

VISTI gli atti finali della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni adottati nel 2012 a Ginevra, sottoscritti dall’Italia;

VISTI gli atti finali della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni adottati nel 2015 a Ginevra, sottoscritti dall’Italia;

VISTA la decisione UE 2017/899 del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione, del 17 maggio 2017, la quale prevede il termine del 2020 per la liberazione della banda 700MHz con la flessibilità di due anni per gli Stati membri che adducano giustificate ragioni, come in Italia in cui, tenendo conto della necessità e complessità di assicurare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso standard di trasmissione avanzati, è stato indicato nella legge 27 dicembre 2017, n. 205 il termine finale del 30 giugno 2022, nonché la conclusione del coordinamento internazionale delle frequenze tra paesi confinanti dell’Unione Europea entro il 31 dicembre 2017 e la predisposizione di un piano nazionale con la tempistica di liberazione (road map) entro il 30 giugno 2018;

VISTI gli accordi internazionali sottoscritti dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalle autorità degli Stati confinanti in attuazione della decisione (UE) 2017/899, del 17 maggio 2017;

VISTA la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 39/19/CONS del 7 febbraio 2019, che approva il nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF);

VISTA la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 129/19/CONS del 18 aprile 2019, recante “Definizione dei criteri per la conversione dei diritti d’uso delle frequenze in ambito nazionale per il servizio digitale terrestre in diritti d’uso di capacità trasmissiva e per l’assegnazione in ambito nazionale dei diritti d’uso delle frequenze pianificate dal PNAF, ai sensi dell’articolo 1, comma 1031, della legge 27 dicembre 2017, n. 205”;

VISTO il decreto del Ministro dello Sviluppo economico 19 giugno 2019, come modificato dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico 15 dicembre 2020, concernente il calendario per il rilascio delle frequenze da parte di tutti gli operatori di rete titolari di relativi diritti d’uso in ambito nazionale e locale ai fini dell’attuazione degli obiettivi della decisione (UE) 2017/899, del 17 maggio 2017;

CONSIDERATO che l’articolo 6 del decreto del Ministro dello Sviluppo economico 19 giugno 2019 sopra citato prevede la dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 in favore almeno della codifica MPEG-4 su standard DVBT a partire dal primo giorno di avvio delle attività nel periodo settembre 2021 – dicembre 2021 anche sulla base di studi Auditel/FUB commissionati dal Ministero realizzati con dati disponibili alla data di emanazione del decreto ministeriale suddetto;

CONSIDERATO che la diffusione degli apparecchi di ricezione televisiva ha avuto un andamento su cui ha inciso non favorevolmente la situazione creata a seguito dell’epidemia del covid19 e che le misure economiche aggiuntive per il ricambio dei televisori obsoleti introdotte dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, potranno avere effetto a decorrere dal mese di agosto 2021;

CONSIDERATO, inoltre, che alcune associazioni di categoria degli operatori del settore televisivo maggiormente rappresentative hanno espresso timori in relazione al livello di diffusione dei televisori dotati delle codifiche e standard più innovativi, per l’andamento stabile della vendita degli apparecchi riceventi fino al mese di giugno 2021, anche a causa dell’emergenza sanitaria e per il sottoutilizzo del relativo contributo statale;

RITENUTO che a fronte della situazione evidenziata, sia necessario, nell’interesse generale, garantire la ricezione da parte degli utenti, la continuità di impresa degli operatori del settore e agevolare contestualmente la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso standard di trasmissione avanzati;

CONSIDERATO altresì il parere del 16 giugno 2021 del Radio Spectrum Policy Group in merito alle interferenze televisive lamentate dalla Croazia e che, essendo state calendarizzate le operazioni dell’area adriatica nell’Area 4 nel periodo aprile – giugno 2022, sarebbe opportuno anticipare per quanto tecnicamente possibile il rilascio delle frequenze interferenti, dando attuazione al quadro radioelettrico disposto dal nuovo PNAF;

RITENUTO quindi opportuno valutare la fattibilità tecnica di soluzioni alternative alle tempistiche per le operazioni tecniche di rilascio e attivazione delle frequenze nonché per la dismissione della codifica DVBT/MPEG2, indicate nel periodo transitorio settembre 2021 – giugno 2022 nel decreto del Ministro dello Sviluppo economico 19 giugno 2019 sopra citato;

EFFETTUATA l’audizione, in modalità di videoconferenza in data 27 luglio 2021, con i rappresentanti delle categorie interessate ai contenuti del decreto del Ministro dello Sviluppo economico 19 giugno 2019 sopra citato, condividendo un documento avente ad oggetto i seguenti punti: 1. Premessa, 2. Elementi tecnici rilevanti, relativi agli aspetti interferenziali, alla fattibilità tecnica, alla tempistica della transizione e alle aree geografiche, 3. Codifiche e standard innovativi;

CONSIDERATO che alla suddetta audizione sono intervenuti i seguenti soggetti: Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, Aeranti Corallo, Alpi, Aires, Andec, Anitec-Assinform, ASSTEL, Borghini e Stocchetti, Cairo Network, Canale Italia, CNR TV, Confindustria Radio Televisioni, Confindustria Radio Televisioni Locali, Corecom Emilia Romagna, DAB Italia, Eurodab Italia, EITowers, Europa way, Mediaset, Persidera, Prima Tv, Rai – Radiotelevisione italiana, Rai way, REA, Rete Capri, Sky Italia, TVSAT, TV Insieme, 3lettronica Industriale, Fondazione Ugo Bordoni, Invitalia.

AVUTO RIGUARDO delle osservazioni e proposte emerse dalla audizione dei soggetti partecipanti e ritenuto in merito di rappresentare le seguenti valutazioni di sintesi:

Preliminarmente, si rappresenta che il decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019 ha definito il calendario nazionale che individua le scadenze della tabella di marcia ai fini dell’attuazione degli obiettivi della decisione (UE) 2017/899, ai sensi dell’art. 1, comma 1032, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificato dall’art. 1, comma 1106, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, secondo i criteri normativamente previsti:

“a) individuazione delle aree geografiche in cui suddividere il territorio nazionale per il rilascio delle frequenze anche al fine di evitare o ridurre problemi interferenziali verso i Paesi radio-elettricamente confinanti che utilizzino la banda 700 MHz per il servizio mobile con scadenze anticipate rispetto all’Italia;

b) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte degli operatori di rete titolari dei diritti d’uso in ambito locale di tutte le frequenze utilizzate alla data di entrata in vigore della presente legge e contestuale attivazione delle frequenze destinate dal PNAF alle trasmissioni in ambito locale;

c) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte del concessionario del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, delle frequenze utilizzate alla data di entrata in vigore della presente disposizione dal multiplex del servizio pubblico contenente l’informazione regionale e contestuale attivazione delle frequenze destinate dal PNAF per la realizzazione del nuovo multiplex con decomponibilità per macroaree;

d) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte degli operatori nazionali, delle frequenze che ricadono nella banda 702-734 MHz corrispondenti ai canali dal 50 al 53 e contestuale attivazione di frequenze disponibili che devono essere individuate tenendo conto della necessità di ridurre i disagi per gli utenti ed assicurare la continuità d’impresa nonché rilascio, alla scadenza di cui alla lettera f), da parte degli operatori di rete titolari dei diritti d’uso in ambito locale delle frequenze corrispondenti ai canali CH 51 e 53 per successive aree geografiche come individuate alla lettera a), comunque nel periodo transitorio dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021;

e) rilascio delle restanti frequenze e attivazione delle frequenze previste dal PNAF e oggetto dei rimanenti diritti d’uso nazionali;

f) individuazione delle scadenze, comunque nel periodo transitorio dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, della sequenza di rilasci e contestuali attivazioni di frequenze secondo i criteri e per gli operatori nazionali titolari dei diritti d’uso dei canali CH 50 e 52 di cui alla lettera d), da realizzare per successive aree geografiche come individuate alla lettera a), della sequenza di rilasci di frequenze secondo i criteri e per gli operatori in ambito locale titolari dei diritti d’uso dei canali CH 51 e 53 di cui alla lettera d), da realizzare per successive aree geografiche come individuate alla lettera a), comunque nel periodo transitorio dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, nonché delle scadenze per il rilascio delle restanti frequenze e attivazione delle frequenze previste dal PNAF e oggetto dei rimanenti diritti d’uso di cui alle lettere b), c) ed e)”.

In particolare il decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019 sopra citato ha indicato 4 aree geografiche, con al loro interno 4 aree ristrette per il rilascio dei ch 50 – 53, nonché le corrispondenti fasi temporali per le operazioni tecniche nel periodo transitorio individuato dal 1 gennaio 2020 al 30 giugno 2022. Il decreto ha altresì disposto la tempistica e le modalità della dismissione della codifica DVBT/MPEG2 in favore almeno della codifica MPEG-4 su standard DVBT a partire dal mese di settembre 2021 e l’attivazione dello standard DVBT-2 a livello nazionale, nel periodo tra il 21 giugno 2022 e il 30 giugno 2022. Il suddetto provvedimento ha altresì individuato la facoltà per gli operatori di rete titolari di diritto d’uso in ambito locale di effettuare il rilascio della frequenza oggetto del relativo diritto d’uso, entro il mese di maggio 2020, in anticipo rispetto alle scadenze disposte dal decreto in esame.

Successivamente con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 15 dicembre 2020 è stata prevista la possibilità di un ulteriore periodo per il rilascio volontario delle frequenze in ambito locale entro il mese di marzo 2021.

La tempistica della dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 è stata disposta anche sulla base di studi Auditel/FUB commissionati dal Ministero e realizzati con dati disponibili alla data di emanazione del decreto ministeriale suddetto. La diffusione degli apparecchi di ricezione televisiva ha avuto però un andamento su cui ha inciso non favorevolmente la situazione creata a seguito dell’epidemia del covid19 ed inoltre è necessario considerare che le misure economiche aggiuntive per il ricambio dei televisori obsoleti introdotte dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, potranno avere effetto a decorrere dal mese di agosto 2021. Pertanto è opportuno effettuare una valutazione dell’andamento della diffusione degli apparecchi televisivi che tenga conto della nuova tempistica delle azioni a supporto delle vendite dei citati ricevitori televisivi.

Inoltre il Radio Spectrum Policy Group ha espresso il 16 giugno 2021 un parere in merito alle interferenze televisive lamentate dalla Croazia ed essendo state calendarizzate le operazioni dell’area adriatica nell’Area 4 nel periodo aprile – giugno 2022, sarebbe opportuno anticipare per quanto tecnicamente possibile il rilascio delle frequenze interferenti, dando attuazione al quadro radioelettrico disposto dal nuovo PNAF.

Si è ritenuto quindi opportuno valutare la fattibilità tecnica di soluzioni alternative alle tempistiche per le operazioni tecniche di rilascio e attivazione delle frequenze nonché per la dismissione della codifica DVBT/MPEG2, indicate nel periodo transitorio settembre 2021 – giugno 2022 nel decreto del Ministro dello Sviluppo economico 19 giugno 2019 sopra citato;

Alla luce del mutato quadro di riferimento, il Ministero dello sviluppo economico ha inteso procedere, previa audizione dei soggetti interessati il 27 luglio 2021, all’aggiornamento del decreto 19 giugno 2019, concernente il calendario nazionale che individua le scadenze della tabella di marcia ai fini dell’attuazione degli obiettivi della decisione (UE) 2017/899, ai sensi dell’art. 1, comma 1032, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificato dall’art. 1, comma 1106, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

L’aggiornamento del calendario di rilascio deve avvenire nel rispetto di quanto prescritto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145, e dal PNAF dell’AGCom, tenendo conto degli aspetti tecnici correlati. Pertanto, si ritiene che il calendario debba individuare le aree geografiche in cui suddividere il territorio nazionale per il rilascio delle frequenze anche al fine di evitare o ridurre problemi interferenziali verso i Paesi radio-elettricamente confinanti che utilizzino la banda 700MHz per il servizio mobile con scadenze anticipate rispetto all’Italia, nell’osservanza degli accordi internazionali sottoscritti in attuazione della decisione 899/2017; indicare le date di rilascio nel periodo 1 gennaio 2020 – 31 dicembre 2021 dei canali CH 50, 51, 52, 53 nelle aree identificate quali aree interferenti dagli accordi stessi; indicare le date di rilascio del multiplex contenente l’informazione regionale da parte del concessionario del servizio pubblico, degli operatori di rete in ambito locale e degli operatori di rete in ambito nazionale; indicare le date di attivazione delle frequenze di cui al PNAF dell’AGCom; prevedere la conclusione di tutte le operazioni di refarming entro il 30 giugno 2022.

Nel rispetto dei criteri indicati, la modifica del calendario di rilascio delle frequenze disposto dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019 per le ragioni esposte, presuppone una riduzione delle tempistiche necessarie per il refarming delle frequenze, con una successione temporale delle operazioni nelle aree tecniche tali da ridurre i problemi interferenziali verso l’estero nonché le possibili interferenze interne.

Pertanto la calendarizzazione proposta prevede lo svolgimento delle operazioni tecniche nella regione Sardegna negli ultimi due mesi del 2021 in quanto il refarming può avvenire senza impatti interferenziali nocivi all’interno del territorio nazionale per la posizione geografica dell’area, e le operazioni sono tecnicamente sostenibili considerando le modifiche frequenziali da attuare dagli operatori di rete e lo stato di predisposizione delle stesse, alla luce della calendarizzazione originaria dal mese di gennaio 2022. La nuova tempistica proposta non ha sollevato obiezioni, ma è stata rappresentata l’opportunità di effettuare una comunicazione efficace per la transizione nella regione.

Le successive operazioni di refarming sono previste di seguito, a partire da gennaio 2022 nelle regioni del Nord Italia (Area 2 e Area 3) proseguendo poi senza soluzione di continuità, dal mese di marzo 2022, con le regioni dell’Area 4, al fine di anticipare il rilascio delle frequenze causa delle lamentate interferenze estere, terminando poi con le restanti regioni dell’Area tirrenica (Area 1) entro il termine del 30 giugno 2022, termine non superabile per rispettare i vincoli normativi dell’Unione Europea (decisione (UE) 2017/899) e nazionali (legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145).

La modifica del calendario rende anche necessario adeguare i casi particolari per evitare interferenze o per favorite la transizione disponendo, su espressa indicazione del concessionario del servizio pubblico, lo spegnimento del CH 30 su tutto il territorio nazionale a decorrere dal 15 ottobre 2021 e l’attivazione delle frequenze PNAF del multiplex regionale del concessionario del servizio pubblico in Sardegna entro il 10 gennaio 2022. Ulteriore caso particolare consiste nella conferma della previsione del possibile uso delle frequenze in banda VHF tranne le frequenze del multiplex regionale del concessionario del servizio pubblico e della banda 700MHz da parte degli operatori nazionali, fino all’ultima fase temporale delle operazioni tecniche di maggio – giugno 2022, fatto salvo lo spegnimento dei CH 50 – 53 nelle aree di coordinamento internazionale nella tempista normativamente prevista.

Nessuna osservazione di problematiche tecniche sulla fattibilità della nuova calendarizzazione è stata sollevata a riguardo dai soggetti intervenuti.

Al fine di facilitare le operazioni di refarming, di ridurre interferenze a livello nazionale e internazionale e considerando la precedente calendarizzazione delle regioni secondo la quale gli operatori di rete in ambito locale dell’Area 2 e dell’Area 3 avrebbero dovuto rilasciare le frequenze nel periodo settembre – dicembre 2021, si ritiene opportuno prevedere la facoltà di effettuare per tutti gli operatori di rete in ambito locale, in tutte le quattro Aree geografiche, il rilascio della frequenza oggetto del relativo diritto d’uso in anticipo rispetto alle nuove scadenze, con la possibilità di presentare la domanda di rilascio, previo spegnimento degli impianti, entro 30 giorni a decorrere dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale del presente decreto ministeriale di modifica del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019. La proposta non ha sollevato nessuna obiezione o osservazione.

Al fine di agevolare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso standard di trasmissione avanzati, in presenza dei nuovi contributi introdotti dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, in audizione è stata richiamata la previsione di cui all’art. 6, c. 5 del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019 (… durante il periodo transitorio gli operatori di rete possono effettuare la trasmissione di uno o più programmi con la codifica DVBT/MPEG-4 o codifiche e standard più evoluti in anticipo rispetto alle scadenze del presente articolo. Dette iniziative saranno oggetto di comunicazione nei confronti degli utenti…), ritenendo utile nell’interesse generale che un numero rappresentativo di programmi possa essere trasmesso, con individuazione volontaria da parte dei FSMA, a livello nazionale almeno con la codifica DVBT/MPEG-4.

L’obiettivo di conseguire una ampia diffusione degli apparecchi di ricezione televisivi dotati delle nuove tecnologie dovrà essere conseguito con una campagna di comunicazione intensa nel corso del 2021 e 2022, dalla presenza dei nuovi contributi aperti a tutti i cittadini senza vincoli di reddito e ISEE e dalle iniziative descritte come sopra.

Pertanto, la dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 in favore almeno della codifica MPEG-4 su standard DVBT, attualmente prevista in coincidenza con il primo giorno di avvio delle attività del periodo transitorio nell’Area 2, si è ritenuto opportuno che venga avviata a partire dal 15 ottobre 2021. In particolare nella data suddetta si è condiviso con i soggetti partecipanti all’audizione che avvenga lo spegnimento contestuale a livello nazionale di un numero di programmi rappresentativi in DVBT/MPEG-2, utilizzando almeno la codifica DVBT/MPEG-4, e che detta iniziativa sia l’oggetto di una campagna di comunicazione diffusa e intensiva per rendere consapevoli i cittadini della necessità di dotarsi di apparecchi televisivi adeguati.

La dismissione generalizzata della codifica DVBT/MPEG-2 sarà poi definita con un successivo provvedimento da emanare entro la fine del 2021, considerando gli effetti delle misure tecniche, finanziarie e di comunicazione sopra descritte.

L’attivazione dello standard DVBT-2 a livello nazionale sarà disposta a partire dal 1 gennaio 2023, ritenendo necessario un periodo più ampio per l’implementazione a regime del nuovo standard.

La maggior parte dei soggetti intervenuti ha evidenziato la necessità della certezza delle date per il processo di refarming, condividendo in modo unanime il rispetto della data del 30 giugno 2022 per il refarming delle frequenze ed in gran parte l’opportunità della nuova tempistica per l’applicazione degli standard e codifiche innovative, mentre la richiesta di alcuni partecipanti di procedere con l’attivazione generale dello standard DVBT-2 nel corso delle operazioni di refarming del primo semestre 2022 è in contrasto con il presupposto della sufficiente diffusione dei ricevitori televisivi, elemento che ha dato origine alla necessità di ridefinire il calendario di rilascio della banda 700MHz e pertanto non può essere considerata accoglibile.

RITENUTO, pertanto, di dover prevedere una diversa tempistica per le quattro aree geografiche per il rilascio delle frequenze – suddividendo l’Area 1 in Area 1A – Sardegna e Area 1B – Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania – senza modifiche della calendarizzazione per le quattro aree ristrette, interessate dai rilasci delle frequenze dei canali 50 – 53, anche con lo scopo di evitare o ridurre problemi interferenziali verso i Paesi radio-elettricamente confinanti che utilizzino la banda 700 MHz per il servizio mobile con scadenze anticipate rispetto all’Italia, tenendo conto di quanto dichiarato e concordato nell’ambito dei coordinamenti internazionali e di quanto disposto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145, ed al fine di assicurare un uso efficiente delle risorse frequenziali, la segmentazione dell’utenza coinvolta in più aree geografiche, la riduzione dei disagi per i cittadini e dei costi per gli operatori di rete, in coerenza con le aree tecniche utilizzate nel Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF);

CONSIDERATO che detta modifica è stata ritenuta tecnicamente sostenibile dagli operatori di settore interessati, auditi il 27 luglio 2021, e che pertanto è possibile aggiornare il decreto del Ministro dello Sviluppo economico 19 giugno 2019, definendo un calendario di transizione per le quattro Aree geografiche, dal 15 novembre 2021 al 30 giugno 2022, sostanzialmente omogeneo da un punto di vista temporale tra i vari soggetti coinvolti – operatori di rete nazionali, operatori di rete in ambito locale e concessionario del servizio pubblico – fermo restando il rilascio anticipato dei Canali 50 – 53 nelle aree ristrette entro il 31 dicembre 2021 e la previsione di casi particolari di rilascio di alcune frequenze per evitare interferenze o facilitare la transizione;

RITENUTO di indicare modalità di transizione e le relative tempistiche, in modo da tutelare gli utenti riducendo le interferenze e di semplificare le operazioni tecniche degli operatori di rete, contribuendo al positivo svolgimento delle operazioni tecniche necessarie, valutando il quadro frequenziale risultante dalle attuali assegnazioni dei diritti d’uso e la pianificazione del nuovo PNAF, nonché in ragione delle tempistiche ridotte per ogni area geografica di semplificare le comunicazioni del Ministero in merito alle modalità operative e alle tempistiche specifiche;

RITENUTO opportuno prevedere per facilitare le operazioni di refarming, per ridurre le interferenze a livello nazionale e internazionale, considerando la precedente calendarizzazione delle operazioni di spegnimento degli impianti, la facoltà di effettuare per tutti gli operatori di rete in ambito locale, in tutte le quattro Aree geografiche, il rilascio della frequenza oggetto del relativo diritto d’uso in anticipo rispetto alle nuove scadenze;

RITENUTO, al fine di consentire nel periodo transitorio un uso più efficiente dello spettro, di garantire il trasporto del maggior numero di programmi trasmessi dai fornitori di servizi di media audiovisivi nel corso delle operazioni di transizione e di agevolare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso standard di trasmissione avanzati, tenendo in considerazione, a tutela degli utenti, il livello di diffusione dei televisori dotati delle codifiche e standard più innovativi, di prevedere l’avvio della dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 in favore almeno della codifica MPEG-4 su standard DVBT dal 15 ottobre 2021, coinvolgendo in detta data un numero rappresentativo di programmi e con il supporto di una adeguata campana di comunicazione, definendo la completa dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 con un successivo provvedimento da emanare entro la fine del 2021, e di individuare, al termine delle operazioni di transizione, a partire dal 1 gennaio 2023, l’attivazione dello standard DVBT-2, con possibilità per gli operatori di rete interessati di attivare i nuovi standard e codifiche anche prima della suddetta scadenza;

DECRETA

Articolo 1

1. Al decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 19 giugno 2019, concernente il calendario per il rilascio delle frequenze da parte di tutti gli operatori di rete titolari di relativi diritti d’uso in ambito nazionale e locale ai fini dell’attuazione degli obiettivi della decisione (UE) 2017/899, del 17 maggio 2017, sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 2, dell’articolo 2 è così sostituito: “2. Il periodo dal 15 novembre 2021 al 30 giugno 2022 è suddiviso in quattro fasi temporali cui associare rispettivamente le quattro aree geografiche di cui all’art. 1, comma 1, per lo svolgimento delle attività di cui all’articolo 1, comma 1032, lettere b), c) ed e), della legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificato dall’art. 1, comma 1106 della legge 31 dicembre 2018, n. 145.”;

b) il comma 2 dell’articolo 3 è così sostituito: “2. Il Ministero fornisce le modalità operative e le tempistiche specifiche per ciascuna delle aree geografiche di cui alle Tabelle 1 e 2, articolo 1 commi 1 e 2, secondo il calendario previsto dalle tabelle 3, 4 e 5, allegate al presente decreto.”

c) il comma 3 dell’articolo 4 è così sostituito: “3. Nel periodo dal 15 novembre 2021 al 30 giugno 2022, secondo le quattro fasi temporali riferite alle quattro aree geografiche di cui alla Tabella 4, conformemente alle modalità operative e alle tempistiche specifiche fornite dal Ministero, gli operatori di rete nazionali e locali, fatto salvo quanto disposto dal seguente comma 4, rilasciano le restanti frequenze utilizzate alla data di entrata in vigore della legge 27 dicembre 2017, n. 205, oggetto di diritto d’uso nonché le frequenze di cui all’articolo 5 comma 2 e 3, attivate in via transitoria dagli operatori nazionali.”;

d) il comma 9 dell’articolo 4 è così sostituito: “9. In ogni caso, gli operatori di rete titolari di diritto d’uso in ambito locale hanno facoltà di effettuare il rilascio della frequenza oggetto del relativo diritto d’uso in anticipo rispetto alle scadenze di cui alla tabella 4, in coincidenza con la fase temporale disposta nella tabella 3 per l’Area ristretta A, entro 60 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto di cui all’art.1, comma 1039, lett. b), della legge 27 dicembre 2017, n. 205, concernente l’erogazione degli indennizzi per il rilascio delle frequenze da parte degli operatori in ambito locale nonché entro 30 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto del Ministro dello sviluppo economico di riformulazione del calendario per il rilascio della banda 700 MHz, conformemente alle modalità operative e alle tempistiche specifiche fornite dal Ministero.”;

e) il primo periodo del comma 1 dell’articolo 5 è così sostituito: “1. Nel periodo dal 15 novembre 2021 al 30 giugno 2022, secondo la sequenza temporale delle quattro aree geografiche di cui alla Tabella 4, conformemente alle modalità operative e alle tempistiche specifiche fornite dal Ministero, sono attivate le frequenze pianificate dal PNAF e assegnate dal Ministero:”;

f) l’articolo 6 è così sostituito:

“Articolo 6

Codifiche e standard

1. Al fine di consentire nel periodo transitorio un uso più efficiente dello spettro, di garantire una maggiore capacità trasmissiva disponibile durante lo spegnimento di reti nelle fasi della transizione facilitando la stessa e consentendo la continuità di impresa e di agevolare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso standard di trasmissione avanzati, il 15 ottobre 2021 è avviata la dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 in favore almeno della codifica MPEG-4 su standard DVBT, coinvolgendo in detta data un numero rappresentativo di programmi. Le iniziative relative alla dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 saranno oggetto di comunicazione nei confronti degli utenti.

2. La completa dismissione della codifica DVBT/MPEG-2 è definita con un successivo provvedimento da emanare entro la fine del 2021, considerando gli effetti delle misure intraprese ai sensi del comma 1.

3. Al termine delle operazioni di transizione delle reti alla struttura dei multiplex definita dal PNAF, è disposta l’attivazione dello standard DVBT-2 a livello nazionale, a partire dal 1 gennaio 2023.

4. Al fine di consentire senza disagi la ricezione del servizio pubblico agli utenti, nel periodo transitorio il concessionario del servizio pubblico, con riferimento esclusivamente al multiplex contenente l’informazione regionale con decomponibilità per macroaree, procederà alla dismissione della codifica DVBT/MPEG-2, secondo le modalità e tempistiche indicate nel comma 2, in favore della codifica MPEG-4 su standard DVBT, ferma restando l’attivazione dello standard DVBT-2 come disciplinato dal comma 3.

5. Gli operatori di rete possono comunque attivare la codifica DVBT/MPEG-4 o lo standard DVBT-2 prima delle scadenze di cui ai commi 1, 2 e 3, in base al principio della neutralità tecnologica.”;

g) la Tabella 1 è così sostituita:

“Tabella 1 – Aree geografiche

AREA 1Area 1A Sardegna
Area 1B Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania
AREA 2Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano;
AREA 3Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza
AREA 4Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche

h) la tabella 2 è così sostituita:

“Tabella 2 – Aree geografiche ristrette

AREA Ristretta AProvince di: Imperia, Savona, Genova, La Spezia, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Viterbo, Roma, Latina, Oristano, Sassari.
AREA Ristretta BProvince di: Verbania-Cusio-Ossola, Vercelli, Biella, Novara, Varese, Como, Lecco, Milano, Lodi, Monza-Brianza, Pavia, Cremona, Bergamo, Piacenza; Area di copertura degli impianti di Malles Venosta, Plan De Corones, Brennero, Vipiteno Valle Isarco, Valle Isarco, San Candido, Prato alla Drava, Alta Val Venosta, Curon Venosta e Solda
AREA Ristretta CProvince di: Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine, Venezia, Treviso, Verona, Vicenza, Rovigo, Padova, Mantova, Bologna, Ferrara, Forli-Cesena, Modena, Ravenna, Rimini, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino, Chieti, Pescara, Teramo, Campobasso, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto, Lecce, Matera, Cosenza, Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria.
AREA Ristretta DProvince di: Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa, Catania.”

i) la Tabella 4 è così sostituita:

“Tabella 4 – Calendario per lo svolgimento delle attività di cui all’art. 4, comma 3 e 5 e art. 5 comma 1 del presente decreto

15 novembre 2021 – 18 dicembre 2021Area 1A Sardegna
3 gennaio 2022 – 15 marzo 2022Area 2 – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano; Area 3 – Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza
1 marzo 2022 – 15 maggio 2022Area 4 – Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche
1 maggio 2022 – 30 giugno 2022Area 1B – Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania

l) la Tabella 5 è così sostituita:

“Tabella 5 – Calendario per lo svolgimento delle attività di cui all’art. 4, comma 4 del presente decreto

15 ottobre 2021multiplex CH 30Area 1 – Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna; Area 2 – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano; Area 3 – Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza; Area 4 – Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche.
3 gennaio 2022 – 10 gennaio 2022frequenze in banda VHF + UHF del multiplex contenente l’informazione regionale del concessionario del servizio pubblicoArea 1A – Sardegna
1 maggio 2022 – 30 giugno 2022frequenze di operatori nazionali in banda 700MHz e in banda VHF in multiplex differenti dal multiplex contenente l’informazione regionale del concessionario del servizio pubblicoArea 1 – Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna; Area 2 – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano; Area 3 – Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza; Area 4 – Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche.

Il presente decreto sarà trasmesso agli Organi di controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

Roma,

IL MINISTRO
Giancarlo Giorgetti

Testo del DM 19 giugno 2019, coordinato con le modifiche introdotte, da ultimo, dal DM 30 luglio 2021

Esplora ultimi contenuti

Ordinanza 29 luglio 2021 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il Commissario Straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nei territori interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 recante “Disposizioni di modifica e integrazione delle ordinanze vigenti.” (Ordinanza n. 117/2021).

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 274 del 17 novembre 2021) Viste le deliberazioni del Consiglio dei ministri del 25 agosto 2016, del

Leggi tutto »

Ordinanza 29 maggio 2021 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il Commissario Straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nei territori interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 recante “Interventi di realizzazione di un nuovo polo scolastico – scuola di infanzia «G. Ciarlantini», scuola primaria «F. Allevi», istituto di istruzione superiore «A. Gentili», istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato «R. Frau», e sistemazione area sportiva Via dei Tiratori nel Comune di San Ginesio.” (Ordinanza n. 9/2021).

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 274 del 17 novembre 2021) Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri del 25 agosto 2016, recante

Leggi tutto »

Ordinanza 6 maggio 2021 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il Commissario Straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nei territori interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 recante “Interventi di delocalizzazione e ricostruzione in Comune di Valfornace.” (Ordinanza speciale n. 5).

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 273 del 16 novembre 2021) Il Commissario straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nei territori interessati

Leggi tutto »

Lascia un commento

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.